Continua a complicarsi la crisi sanitaria che travolge l’Europa con una nuova ondata di contagi. E tutti i Paesi corrono ai ripari, penalizzando quasi ovunque le attività di ristorazione e svago. E in Francia Macron annuncia il coprifuoco.
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L’Europa, ora nel pieno della seconda ondata di contagi, si chiude con una progressione sempre più rapida e scandita da provvedimenti che preludono al lockdown. L’Italia è ancora un paio di settimane indietro rispetto all’evoluzione dell’emergenza cui stiamo assistendo nei Paesi limitrofi, e per il momento il Dpcm appena entrato in vigore, con validità mensile, lascia ampio margine alla nostra normalità.

Francia: il coprifuoco dalle 21 alle 6

Non è così in Francia, dove il presidente Macron, in diretta televisiva, ha annunciato alla nazione l’entrata in vigore di un vero e proprio coprifuoco, a partire da sabato 17 ottobre, che porterà alla chiusura totale delle attività dalle 21 alle 6 del mattino, per quattro settimane. Il provvedimento chiede agli abitanti delle principali città del Paese – Parigi in testa, ma anche Lione, Tolosa, Marsiglia, Aix en Provence, Grenoble, Lille, Rouen e Montpellier – di restare in casa la sera, per arginare quella che sembra ormai una crisi sanitaria senza controllo. Obiettivo: riprendere il controllo della pandemia. Così, a partire dalle 21, in queste città la circolazione sarà ammessa solo per buone ragioni, e resteranno chiusi bar, ristoranti, cinema, teatri, oltre a tutte le attività commerciali. Per sostenerli, Macron ha già annunciato un pacchetto di aiuti economici di lunga durata, anche in considerazione del fatto che l’intenzione non esplicitata è quella di procedere a oltranza con il coprifuoco almeno fino al 1 dicembre. Ma nella giornata di ieri, 14 ottobre, erano stati molti i governi corsi ai ripari per arginare la nuova avanzata del coronavirus. Con provvedimenti che un po’ ovunque, in Europa, finiscono per colpire duramente le attività di ristorazione e svago nelle ore serali, nel tentativo (non sempre centrato, si veda Liverpool) di convincere le persone a stare in casa. Babes are engulfing stripper dudes cocks eag Stud enjoys playing with a large ass Joseline Kelly loves getting her teen pussy eaten and fucked Stripper gets his hard dong delighted by chick A ballet slipper wearing whore gets plowed After interview busty babe fucked Amazing redhead babe with big boobs Jessica R fucks with Latina boy Juan Largo https://www.watchfreepornsex.com/tags/xxnx-india/ Naturally beautiful brunette in fishnets gives a great erotic solo show Pornstar wannabe teen wants to be famous Teen Jesse Parker Gets Spanked Hard Horny mom Saskia is interested in the young guy in towel Leaked Amateur Russian Sextape Porn cd xx porn.

Catalogna e Irlanda del Nord chiudono bar e ristoranti

In Catalogna, per i prossimi quindici giorni, bar e ristoranti saranno costretti a serrare le porte senza alcuna fascia oraria di garanzia: si chiude tutto (ma è consentita la consegna a domicilio), adottando “una misura dolorosa, ma necessaria”, per cercare di ricomporre l’emergenza, mentre la regione di Madrid, che resta il focolaio più preoccupante della Spagna ed ora è commissariata, continua a barcamenarsi tra restrizioni meno drastiche, frutto dello scontro tra governo locale e nazionale. Cambia di poco lo scenario in Irlanda del Nord, dove il Primo Ministro Arlene Foster arriva a prospettare un nuovo lockdown di quattro settimane, con bar e ristoranti (ma anche le scuole) chiusi salvo che per il servizio d’asporto e il delivery. Nel resto del Regno Unito, Boris Johnson ha per ora suddiviso il territorio in zone di allerta di intensità progressiva: tre livelli di allarme che, nella fascia più preoccupante – come a Liverpool – impongono la chiusura di tutte le attività (bar e pub in primis) per almeno quattro settimane; a Londra, invece, si continua a osservare la chiusura anticipata di locali e ristoranti alle 22, e la regola del 6. Ma la situazione è destinata a evolvere rapidamente.

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Restrizioni dall’Olanda alla Repubblica Ceca

Anche l’Olanda si scontra con la crisi del sistema sanitario nazionale, e stabilisce dunque un lockdown parziale, con la chiusura di bar e ristoranti per almeno un mese, e l’obbligo di indossare sempre la mascherina nei luoghi pubblici al chiuso; mentre la vendita di alcolici sarà vietata a partire dalle 20. Nel vicino Belgio, misure drastiche sono già entrate in vigore dallo scorso 7 ottobre, con la chiusura totale di bar e caffè di Bruxelles per un mese, cui ora si aggiunge il coprifuoco alle 23 per tutti gli esercizi di ristorazione del Paese. Bar e ristoranti saranno chiusi per le prossime tre settimane (fino al 3 novembre) anche in Repubblica Ceca, mentre Germania e Portogallo monitorano la situazione, senza escludere di arrivare a breve a provvedimenti analoghi (ma a Francoforte il coprifuoco alle 23 è già realtà da qualche giorno, come lo era a Berlino dove però il tribunale amministrativo ha annullato il provvedimento).