Gregge sterminato, lo chef Riccardo De Pra: «Colpa dei lupi. Ora nel mio ristorante solo agnelli francesi»

30 Nov 2023, 15:32 | a cura di Giulia Argenti
La rabbia dell'allevatore dopo la morte degli ultimi capi: «I francesi porterebbero le loro greggi a protestare in autostrada e non resterebbero a belare su Facebook».

Riccardo De Pra da ora utilizzerà agnelli francesi nel suo ristorante Dolada 1921 ad Alpago, in provincia di Belluno. Ad annunciarlo è lo stesso chef e allevatore tramite un post su Instagram che mostra un gruppo di pecore e agnelli sbranati: «Dopo questo ennesimo episodio termina l’attività di allevamento della “razza Alpago”, presidio Slow Food, nell’azienda agricola Doladino».

Il messaggio di De Pra

Secondo De Pra, chef da una stella Michelin e titolare dell’azienda agricola Doladino, si tratterebbe dell’ennesimo attacco da parte di un lupo ai danni degli ultimi animali del suo gregge. Un fatto che ha spinto lo chef a interrompere l’allevamento della “razza Alpago”, che De Pra utilizzava anche nel suo ristorante: «La frustrazione di veder proseguire questo scempio, senza nessuna azione da parte degli enti preposti, è troppo grande». Al posto dell’agnello Alpago nella cucina del ristorante si utilizzerà l’agnello francese “manex tête noire”.

La provocazione dello chef

Per motivare la scelta della soluzione francese De Pra lancia anche una provocazione: «Per ricordare agli allevatori locali che se questi fatti succedessero in Francia, gli allevatori francesi porterebbero i loro greggi a pascolare/protestare sull’autostrada che portano verso Milano Cortina2026 e non resterebbero a belare su Facebook come delle pecore intimorite».

La risposta degli allevatori

Gli allevatori locali sono rimasti sorpresi dalla decisione di De Pra, come spiega Zaccaria Tona, responsabile della cooperativa Fardjma dell’Alpago: «Non discutiamo le scelte che può fare, nell'ambito della propria responsabilità e libertà, ciascun allevatore, ma di sicuro noi soci della cooperativa non vogliamo darla vinta ai lupi. E neppure a coloro che poco o nulla fanno per proteggerci. Andiamo avanti, ciascuno con le protezioni che può darsi». Tona ha spiegato di aver perso 700 capi negli ultimi anni e di poter contare ancora su 2500 tra pecore e agnelli. A preoccupare Tona, però, è soprattutto il fatto che le pecore avrebbero subito un calo di fecondità dal 95 al 65%: «E questo perché le bestie sono stressate dai ripetuti assalti dei lupi, anche quando questi vengono fermati dai recinti o dai cani».

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