L'ultimo anno, in casa Mondadori, è stato dedicato alla semplificazione del portfolio prodotti, che all'inizio del 2020 si concretizza nella nascita di Mondadori Media. E così, nel segmento gastronomico, la cessione di Sale&Pepe e Cucina Moderna apre nuove strategie. Digitali e non solo.
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Accordo tra Mondadori e La Verità. Nasce Stile Italia Edizioni

Circolata a lungo nel mondo degli addetti ai lavori, la notizia si è concretizzata con la cessione ufficializzata alla fine di ottobre scorso, ed effettiva a partire dal 31 dicembre 2019. Un accordo, quello tra il gruppo Arnoldo Mondadori Editore e La Verità di Maurizio Belpietro, che sancisce la nascita di una nuova realtà editoriale, Stile Italia Edizioni, società partecipata sostanzialmente in mano a La Verità (che detiene il 75% delle quote), che per il restante 25% fa capo ancora a Mondadori. Tra le pieghe dell’operazione, però, la prima azione concreta è proprio la cessione a Stile di cinque testate finora nel portfolio Mondadori. Tra queste, oltre a Starbene, Confidenze e Tustyle, anche due titoli di riferimento dell’editoria generalista a tema gastronomico, come Sale&Pepe e Cucina Moderna. Lavoreranno con ogni probabilità in stretta sinergia con Panorama, che Belpietro ha già rilevato tempo fa da Mondadori nel tentativo non facile (nulla è facile nel mondo dell’editoria cartacea oggi) di ridare slancio al glorioso settimanale.

Mondadori cede Sale&Pepe e Cucina Moderna

Una decisione maturata da tempo, che evidenzia l’intenzione dell’editore di Segrate di concentrare gli sforzi sui brand del gruppo “ad alto potenziale di sviluppo multimediale”, anche grazie alla costituzione di Mondadori Media, che dal 1 gennaio 2020 raggruppa le attività relative ai magazine e ai siti del Gruppo Mondadori. Nello specifico del settore enogastronomico, e proprio in direzione di un rafforzamento della presenza digitale del gruppo, Mondadori si focalizza dunque su un brand di punta come GialloZafferano, rilevato nel 2016 con l’acquisizione di Banzai Media Holding, per 45 milioni di euro. Allora, grazie al cospicuo esborso, Mondadori diventava il primo editore digitale italiano in termini di traffico e giro d’affari, affiancando ai suoi quasi 9 milioni di utenti già attivi il pacchetto portato da Banzai e conquistando la leadership indiscussa in aree particolarmente strategiche: women, food, health&wellness.

Mondadori e l’editoria food. La punta di diamante è GialloZafferano

Ora, con la costituzione della nuova società Mondadori Media, che integra le attività print con quelle digital, l’idea è quella di proseguire sulla strada intrapresa negli ultimi anni, e la semplificazione del portafoglio prodotti è coerente con questa strategia. Dunque, se da un lato Sale&Pepe ha beneficiato dal mese di novembre scorso di un restyling che ha ripensato il magazine in edicola in chiave più contemporanea (per grafica e contenuti), dall’altro Mondadori si orienta con decisione sulla possibilità di presidiare il panorama digitale, forte del primato del brand GialloZafferano (che nel frattempo ha debuttato anche con la sua costola cartacea). E, perché no, intenzionata a implementare la sua autorevolezza nel settore della comunicazione enogastronomica con nuovi prodotti digitali e cartacei. Non sembrerebbe quindi impossibile prevedere che, nell’ambito del sistema Icon – che nel 2016 ha portato alla nascita di Icon Design e di recente ha potenziato distribuzione e presenza sul web – possa nascere, in un futuro prossimo, anche una piattaforma Icon Food o qualcosa che potrebbe avvicinarsi a un progetto simile. Staremo a vedere: l’editoria cartacea sarà pure in difficoltà, ma è tutt’altro che morta come si vaticinava fino a qualche anno fa. Basta trovare il corretto equilibrio tra costi (un tempo davvero eccessivi) e ricavi (oggi assai ridotti, ma con una buona organizzazione sufficienti a garantire ancora la sopravvivenza ai progetti migliori).

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