Lo chef marchigiano indirizza una lettera aperta al futuro Presidente della Regione Marche, che si decide in queste ore. Ed è un messaggio di amore e speranza per la sua terra.
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Ancora per qualche ora, in nove regioni d’Italia, si sta votando per eleggere il nuovo Presidente di Regione. Anche le Marche sono interessate da questa tornata elettorale, che si svolge in un momento particolarmente delicato per il Paese, e dunque, al di là delle consuete schermaglie politiche, catalizza le speranze e gli auspici di chi ripone fiducia – oggi, più che prima –  in una ripresa economica e sociale che passi dalla valorizzazione dei territori e delle loro potenzialità. È una dichiarazione d’amore per la sua terra quella che Moreno Cedroni, chef marchigiano de La Madonnina del Pescatore a Senigallia, indirizza al Presidente che verrà, soffermandosi sulle necessità e i punti di forza delle Marche. “Terra incredibile”, dice lui, che è necessario preservare. E parla da imprenditore navigato, oltre che da professionista appassionato. Guardando al suo settore – quello enogastronomico – ma anche agli altri comparti.

 

Caro e futuro Presidente,

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le Marche sono una terra incredibile per la pluralità di paesaggi ambientali e per la varietà di bellezze naturalistiche e artistiche concentrate in poco meno di 10.000 km quadrati.

L’enogastronomia è il mio campo e le Marche rappresentano una realtà enogastronomica unica e possono essere considerate come la sintesi delle eccellenze italiane raggruppate in un’unica terra.

Un vero Luna Park gastronomico che i valorizzatori hanno trasformato in una mecca per i gastronomi italiani, lavorando in maniera indefessa per costruire pagine di letteratura dell’accoglienza.

Caro e futuro Presidente, dunque, questa introduzione sulla nostra amata regione serve da una parte a ricordare quanta ricchezza abbiamo il dovere di preservare, dall’altra come esortazione in tema di infrastrutture, purtroppo insufficienti nel nostro territorio.

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Prendiamo ad esempio l’alta velocità: le Frecce sull’Adriatico sono in realtà dei treni che fanno meno fermate, ma che in fondo sono come gli Intercity di una volta.
Il malinconico aeroporto di Falconara non beneficia più dei collegamenti con Roma e con Milano.

Il porto di Ancona, dal canto suo, non riesce ad intercettare i grandi traffici e non ha le dimensioni per cui possano attraccare le grandi navi turistiche.

Abbiamo detto del settore enogastronomico, ma l’altro fiore all’occhiello della nostra Regione Marche, il calzaturiero è sempre più svuotato, nonostante vanti i migliori artigiani. Forse è arrivato il momento di creare un brand di qualità di “provenienza geografica” delle Marche.

Tornando al mio settore, dovremo puntare tutto sulla qualità: l’insorgere di nuovi e numerosi bar, ristoranti e street food, fa sì che questa sia medio bassa, forse dovremmo fare più formazione sull’accoglienza e sulla valorizzazione del territorio per alzare il percepito del comparto.

Caro Presidente, confido ora nel suo futuro operato, ma, la prego: tenga conto anche di questi semplici suggerimenti, dettati però da quasi 37 anni di lavoro appassionato che mi hanno visto nascere e crescere in questa Regione dal potenziale incredibile.

 

Auguri di buon lavoro,

Moreno Cedroni