Del suo rifugio sul litorale livornese, sempre in vista di quel mare che ha amato sin da ragazzo, Luciano Zazzeri era il motore instancabile: cuoco, oste, patron, abilissimo ai fornelli e piacevole padrone di casa. Se ne va a 63 anni, all’improvviso.
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La “baracca” del Zazzeri a Marina di Bibbona

Attraversare la pineta di Marina di Bibbona per raggiungere la sua “baracca” è parte di una consuetudine amatissima per tutti quelli che negli anni hanno eletto La Pineta di Luciano Zazzeri a luogo del cuore. Un ritrovo sul mare, che del mare ha fatto il suo centro, nell’ex stabilimento sul litorale livornese che in oltre mezzo secolo di attività ha visto all’opera tutta la famiglia: le donne di casa Zazzeri in cucina, gli uomini impegnati a gestire la spiaggia e con la pesca, sul gozzo dove pure Luciano aveva iniziato ad appassionarsi al mestiere, lui che presto avrebbe messo gli insegnamenti delle uscite in barca al servizio di una cucina onesta, rispettosa della materia prima, gioiosa per il suo desiderio di essere inclusiva. E le cose, alla baracca del Zazzeri – assecondando un nomignolo che proprio Luciano aveva coniato per il suo rifugio sulla spiaggia di Bibbona – non erano mai cambiate: dall’87, allora poco più che trentenne, aveva preso le redini dell’attività, che negli ultimi anni gestiva con i suoi figli, Andrea e Daniele.

La Pineta sulla spiaggia di Marina di Bibbona, al tramonto

Zazzeri pescatore e cuoco. Una grande tavola di mare

Prima pescatore, e poi cuoco, Luciano Zazzeri divenne presto celebre ben oltre il litorale toscano, anima di una tavola di mare che precocemente è riuscita a brillare nel panorama della ristorazione italiana per le intuizioni del suo chef patron: la pulizia nelle preparazioni, la mano delicata e insieme capace di azzardare qualcosa in più, come in quella triglia spadellata con foie gras e mela verde fritta che è diventato uno dei piatti icona de La Pineta. Insieme però, nella sua cucina, c’era tutta la tradizione dei pescatori del territorio, le ricette popolari – come il Cacciucco alla Livornese che tra qualche giorno, il 21 marzo, si sarebbe ritrovato a celebrare, a modo suo, in occasione del Cacciucco Day, ospite di Alcide a Poggibonsi (evento rinviato dalla famiglia Ancillotti, a seguito della notizia, in segno di vicinanza alla famiglia Zazzeri. Nelle prossime settimane sarà comunicata una nuova data, con l’idea di dedicare la giornata al ricordo dello chef de La Pineta) – gli spaghetti con le vongole e il pesce al tegame, servito in questa stagione con i carciofi. Un anno fa, Luciano Zazzeri – che per il mare viveva, senza trascurare quella passione per la caccia e la cacciagione che per qualche anno l’aveva portato alla guida della Locanda del Sole al Castello del Querceto, esperienza chiusa solo di recente – ci raccontava il suo mare d’inverno. In barca, ormai, usciva poco, troppo preso a seguire il ristorante, diventato nel frattempo un ritrovo ambitissimo, di richiamo internazionale, celebrato come uno dei posti più belli del mondo fin sul Financial Times.

Al servizio del cliente

Ma le buone abitudini non le aveva mai perse: fare ristorazione al servizio del cliente, per lui, significava alternare al rigore in cucina un servizio che coccolasse gli ospiti nel modo più genuino del termine. Così spesso, a fine servizio, si tratteneva in sala con i suoi commensali. A tutti raccontava la sua cucina intelligente e di pancia insieme, l’importanza di gestire le cotture per rispettare il prodotto e la salute del cliente, la gioia di fare da mangiare per gli altri, senza mai reclamare i riflettori per sé. Una storia che oggi, nostro malgrado, raccontiamo al passato: poche ore fa Luciano Zazzeri, 63 anni compiuti a gennaio scorso, è stato ritrovato senza vita nel garage di casa dei suoi genitori, che nel 1964 diedero inizio alla storia de La Pineta. Il Tirreno, che per primo ha riportato la notizia, parla di un gesto volontario. E ora Luciano lo piangono in molti, perché lui era una persona che sapeva farsi amare.

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I funerali si terranno martedì 19 marzo alle 16, nel Duomo di Cecina.