Scompare Paolo Marzotto: un cognome legato all'industria tessile ma anche al mondo del vino. Dal Gruppo Santa Margherita - con il successo mondiale del pinot grigio vinificato in bianco - a Baglio di Pianetto. Addio a uno di grandi nomi del vino.
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L’industria tessile e la passione per il vino

Paolo Marzotto dell’omonima dinastia di industriali tessili di Valdagno (Vicenza), è morto lunedì 25 maggio all’età di 89 anni. Il vino è sempre stata una delle sue grandi passioni sin da quando era ragazzo. Non a caso, dopo aver contribuito insieme ai fratelli allo sviluppo dell’azienda di abbigliamento, si era impegnato, come presidente della Zignago holding, nelle attività del Gruppo Santa Margherita, il polo vitivinicolo fondato a Portogruaro nel 1935 da suo padre Gaetano Junior, uno dei più grandi gruppi vitivinicoli italiani.

Nel 1961 la scelta di vinificare in bianco le uve pinot grigio dell’azienda, pose le basi per il successo planetario del vino, diventando uno degli emblemi della produzione italiana nel mondo. Nel 1993 Paolo Marzotto fu decisivo per l’acquisizione del 60% dell’azienda franciacortina Ca’ del Bosco e poi ancora, di altre tenute in Toscana.

Baglio di Pianetto e Tenuta Baroni: la scommessa della Sicilia

Da sempre convinto delle potenzialità vitivinicole della Sicilia, nel 1997 – già quando aveva 72 anni – aveva fondato l’azienda vinicola Baglio di Pianetto a Santa Cristina Gela e poi successivamente la Tenuta Baroni tra Noto e Pachino.

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“Dopo una lunga attività imprenditoriale nel mondo della moda decise di ripartire daccapo” racconta Renato De Bartoli, amministratore dell’azienda “e puntò proprio sulla Sicilia per investire, lui che era un profondo conoscitore dei più famosi terroir francesi e dei più vocati presenti del Nord Italia”. I vini di Baglio di Pianetto sono stati più volte premiati con i Tre Bicchieri di Vini d’Italia del Gambero Rosso e l’azienda ha avuto molti riconoscimenti per l’impegno sul fronte della sostenibilità.

Paolo Marzotto. I conti volanti

Paolo Marzotto è stato un uomo di cultura che amava la musica, la caccia e la buona cucina ma soprattutto amava le corse. Insieme ai suoi fratelli Giannino, Umberto e Vittorio Emanuele, erano conosciuti come i “conti volanti” per la partecipazione alle gare automobilistiche. Lui però era considerato il più veloce tanto da gareggiare, e con onore, a Le Mans e in diverse Mille Miglia. Paolo Marzotto è morto nella sua villa di Monte Berico, assistito dalla moglie Carolina e dalle due figlie Dominique e Veronica. A tutta la famiglia, le più sentite condoglianze del Gambero Rosso.

a cura di Andrea Gabbrielli