La scommessa di Davide Longoni è quella di comunicare la cultura del pane attraverso una rivista senza precedenti, che tratti il tema in modo trasversale, con il contributo di tanti professionisti della scrittura. Nasce così L’Integrale. A curare i contenuti c’è Diletta Sereni.
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L’Integrale. Una rivista sulla cultura del pane

Ci sono tante prime volte nella storia che racconta la nascita de L’Integrale. La prima volta di un panificatore alle prese con il ruolo di editore, entrando in punti di piedi in un mondo che può diventare veicolo di una visione ampia sull’universo del pane. Ma pure – e questo è piuttosto sorprendente considerando quanto la materia ci riguardi tutti, per le sue implicazioni antropologiche, storiche, sociali, scientifiche, economiche – la prima volta di una rivista interamente dedicata alla cultura del pane. Sicuramente nel panorama italiano, e con buona probabilità anche scandagliando le proposte più insolite dell’editoria internazionale. Pur in anni di grande riscossa della cultura del pane, che Gambero Rosso ha intercettato e recepito con la guida Pane & Panettieri d’Italia, e che anche nel nostro Paese sta portando a una nuova consapevolezza sul prodotto, mediata dall’impegno di una rete coesa di giovani panificatori uniti nel segno di valori condivisi, a partire dal riconoscimento dal lavoro agricolo e della materia prima. Dunque dietro alla scommessa editoriale che esordirà il prossimo 26 ottobre c’è uno dei nomi di riferimento della moderna panificazione italiana, capostipite e ispiratore del movimento di cui sopra: Davide Longoni.

Bozze de L'Integrale

Davide Longoni, panificatore editore

È lui l’editore alle prime armi che ha raccolto la voglia e il coraggio di finanziare un progetto ambizioso e in divenire, nato poco prima del lockdown e maturato in questo strano 2020, con il contributo di un gruppo di professionisti della scrittura (ma anche della grafica e della fotografia) che hanno creduto nell’idea. Prima tra tutti, Diletta Sereni, che de L’Integrale è curatrice (con lei c’è l’art director Gianluca Cannizzo), e con Longoni ha tenuto a battesimo il progetto: “Diletta segue da tempo il mondo dei vini naturali, che credo debba essere d’ispirazione, per come ha saputo veicolare i suoi contenuti in questi anni, con un lavoro di comunicazione culturale molto efficace”, racconta ora il panificatore lombardo, che ha negli occhi prodotti editoriali come l’inglese Noble Rot. “Insieme abbiamo sviluppato l’idea, io ho subito ritenuto fondamentale non parlare di me e del mio panificio. Non voglio che questa rivista diventi una sorta di house organ, dev’essere una spazio di divulgazione culturale aperto a tutti, per esprimere anche visioni diverse tra loro, ma tutte interessanti. Così sarò fuori dal lavoro di redazione, e non interverrò sulla scelta degli autori. Suggerirò tematiche, questo è certo. Voglio parlare di trasmissione del sapere, eredità familiare, dare spazio anche a panificatori internazionali. Parlare di natura e cultura del pane. E mi piacerebbe che la rivista arrivasse nelle mani dei professionisti del settore per dargli uno strumento in più, ma anche agli amatori, per leggere il pane come qualcosa di più che un semplice alimento”.

Due pagine de L'Integrale

I temi e gli autori de L’Integrale

E con un’apertura di temi e generi di scrittura che possa abbracciare più mondi, e arrivare a tutti: “L’Integrale è una rivista culturale, sulla cultura del pane” spiega Diletta Sereni “i pezzi sono molto eterogenei, alcuni più giornalistici, altri più letterari, ma ci sono anche saggi, reportage e mi piacerebbe ci fosse spazio anche per la poesia. Il pane è un tema molto versatile, presta il fianco ad articoli di ricognizione storica o di taglio scientifico… Questo ci permette di ricostruire un mattoncino alla volta la cultura del pane. Ma abbiamo perseguito anche un altro valore fondante: la qualità della scrittura ha importanza quanto i temi che trattiamo”. L’Integrale sarà una pubblicazione quadrimestrale, con tre numeri l’anno molto curati graficamente, per essere una rivista da collezione (prezzo di copertina 18.90 euro, per 112 pagine).

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Due pagine de L'Integrale

Sul primo numero c’è spazio per un saggio di carattere scientifico su lieviti e batteri (a firma di Dario De Marco), ma anche per approfondimenti che recuperano la memoria storica (la rassegna dei pani di guerra di Tommaso Melilli) o ricordi dei pani d’infanzia: “C’è molta soggettività, ci piaceva fosse così. E poi tanti colori, tanti generi di espressione e tematiche. A questo fa riferimento il nome Integrale. E anche gli autori provengono da percorsi diversi: c’è una quota legata al mondo enogastronomico, da Tommaso Melilli a Gabriele Rosso e Roberta Abate, a Sonia Ricci e Luca Martinelli; ma pure profili diversi, come Irene Soave, Francesco Guglieri, Federico di Vita e Dario De Marco. Mi piacerebbe dimostrare che la scrittura di cibo può essere scrittura culturale, scongiurando però il rischio di fare un prodotto elitario”. In parallelo, la rivista accompagnerà il lavoro dei PAU (Panificatori Agricoli Urbani) interessandosi dei progetti del movimento, e tracciando di volta in volta i loro ritratti.

Siamo ancora nell’ambito della scommessa,” chiosa Diletta “ma siamo contenti di quello che abbiamo fatto: è un prodotto nuovo”. Il primo numero de L’Integrale, stampato in mille copie, sarà in distribuzione presso librerie indipendenti (circa una trentina, al momento) e una rete di panifici in tutta Italia, ma disponibile anche per l’acquisto online. Presentazione ufficiale il 27 ottobre, alla libreria Verso di Milano.

https://www.instagram.com/lintegralerivista/

 

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a cura di Livia Montagnoli