Si è chiuso con 10 milioni di euro stanziati a favore di attività di vicinato e startup di quartiere innovative il piano di sostegno all’impresa varato dal Comune di Milano nel 2020 della pandemia. Tra le nuove attività, c’è anche la seconda Birra di quartiere di Pavè, che nascerà a Lorenteggio.
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Milano a sostegno dei quartieri

I prossimi mesi saranno caratterizzati da una grande sofferenza economica e sociale e dobbiamo orientare tutte le risorse disponibili, comprese quelle europee, al sostegno di imprese e quartieri”. È questo il buon proposito espresso dall’Assessore al Commercio del Comune di Milano, Cristina Tajani, nel presentare gli interventi a sostegno delle imprese sviluppati da Palazzo Marino durante (e nonostante) l’emergenza Covid. Occhi puntati sugli obiettivi del prossimo futuro, dunque, verso una ripartenza che metta al centro le persone, i loro bisogni, i quartieri e la sostenibilità ambientale e sociale (“per far questo, metteremo presto a disposizione nuovi bandi in favore dell’occupazione e stiamo elaborando un programma ampio di economia civile a sostegno dei quartieri e del loro tessuto economico”, spiega Tajani), ma con la consapevolezza di aver fatto tanto (e bene) nel 2020.

Fare impresa con il sostegno del Comune

Nell’anno della pandemia, che tanto duramente ha colpito Milano e la Lombardia, l’amministrazione ha stanziato 10 milioni di euro per far nascere e crescere attività di vicinato, imprese sociali e start up con impatto sociale e inclusivo nei quartieri periferici della città. Sul lungo periodo, risalendo agli ultimi otto anni di impegno in tal senso, i fondi messi a disposizione ammontano a 45 milioni di euro e hanno permesso la nascita e lo sviluppo di 1392 imprese (per 11mila nuovi posti di lavoro), oltre a finanziare l’attività di incubatori e acceleratori d’impresa presenti sul territorio. E la crescita è stata costante sia per quel che riguarda il numero di attività che hanno ricevuto sostegno, sia sotto il profilo dell’innovazione, come criterio distintivo delle imprese nascenti. Nel 2020 la parola d’ordine è stata “economia di prossimità” (ricordate il modello di “città a 15 minuti” contenuto nel documento Milano 2020?). Dalla valorizzazione dei servizi a domicilio al supporto alle produzioni a km 0, allo sviluppo di progetti sociali nei quartieri. Dei 10 milioni stanziati, dunque, 1 milione e mezzo di euro è stato destinato alla concretizzazione di idee nate dagli abitanti dei quartieri e di progetti capaci di stimolare l’inclusione. E più di 8 milioni hanno garantito aiuti a fondo perduto per il supporto ai negozi di vicinato e prestiti a tasso agevolato per chi ha deciso di aprire una nuova attività, con 12 progetti pronti a partire nel 2021.

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La rinascita di Lorenteggio. Arriva anche Birra di quartiere

Allo stesso pacchetto pertiene il fondo di oltre 1 milione di euro focalizzato sullo sviluppo di Lorenteggio, dove presto nasceranno imprese profit e non profit volte a migliorare la qualità dei servizi e l’offerta commerciale della zona: 8 sono i progetti già approvati, ma fino alla metà di marzo sarà possibile presentare nuove idee. Tra le attività pronte a partire nel quartiere c’è una realtà già affermata in un altro quadrante della città, in zona Porta Venezia, intorno al quartier generale di via Felice Casati. Per i milanesi, Pavé è innanzitutto la casa di brioche, frolle, biscotti, pasticceria artigianale servita in un salotto dall’atmosfera informale, non distante dalla Stazione Centrale. In oltre otto anni di attività, i tre soci – Diego Bamberghi, Giovanni Giberti e Luca Scanni – hanno condotto il brand a diventare una realtà apprezzata in ambito cittadino ma anche in tutta Italia. E un passo dopo l’altro il progetto si è ampliato a comprendere Pavè Gelati&Granite e Birra di quartiere, format ideato nel 2018, dirimpetto alla casa madre. Negli ultimi mesi le difficoltà hanno aguzzato l’ingegno, e  il servizio delivery – operato attraverso e-shop – si è rivelato un successo.

Le birre di Birra di Quartiere

Ma i ragazzi non hanno accantonato l’idea di crescere ancora, e anche grazie al finanziamento di Palazzo Marino nascerà a Lorenteggio una nuova Birra di quartiere, la seconda in città. Il locale esordirà in via Giambellino appena le condizioni permetteranno di aprire in sicurezza, per non tradire l’idea di fare dello spazio un luogo di socialità per il quartiere, com’è stato dall’inizio l’omologo di via Casati, concepito come un dopolavoro per svagarsi al termine della giornata: “Avevamo in ballo da tempo l’idea di replicare la birreria, mantenendo il format di quartiere, dunque in zone che avessero mantenuto un’identità precisa, non certo a Brera o alle Colonne. C’era uno spazio a Lorenteggio, alcuni di noi sono cresciuti al Giambellino, io abito lì: abbiamo deciso di farlo, in tempi non sospetti“, racconta Luca. Poi è arrivato il bando, mentre la pandemia complicava le cose e rallentava i tempi. Ma la sintonia è sembrata perfetta: “Si tratta di un bando che mette allo stesso tavolo imprenditoria e no profit, abbattendo un dualismo che non ha ragione di esistere. Noi abbiamo sempre cercato di portarci dietro dei temi come la mobilità, il presidio notturno del quartiere, l’idea di un locale vissuto come se fosse una portineria al servizio della comunità. Abbiamo già parlato con le realtà del quartiere che lavorano per formazione dei giovani, e contro l’abbandono scolastico, ci piacerebbe collaborare per contratti a chiamata, far in modo che la birreria, pur restando un’attività commerciale, dia voce a Lorenteggio. So il potenziale che ha il quartiere, c’è fame di socialità. Puoi aprire ovunque una birreria, se decidi di farlo lì devi avere il sogno che scatti qualcosa, con l’idea di attirare altre realtà. In questo senso, a Milano, il sud e l’ovest della città sono ancora inesplorati”. Sarà uno spazio piccolo, per un’offerta “semplice, onesta, facile“, sempre incentrata su un binomio inossidabile come birra e hot dog (ma anche nachos, pulled pork…), con le birre artigianali dal Birrificio War a Cassina de’ Pecchi e gli hot dog made in Italy (anche in versione veg, con Beyond Meat) completati da salse homemade. New entry, i fritti.

Altri progetti. Dalla Bovisa agli orti urbani

Ma tra gli interventi realizzati grazie al sostegno del Comune si contano anche lo sviluppo del bando Ristorazione in Bovisa, che, facendo seguito al decentramento di alcuni uffici amministrativi, promuove la nascita di nuove attività di somministrazione, laboratori gastronomici e negozi di generi alimentari; la dotazione di nuove serre per il grande orto comunitario coltivato dai cittadini del quartiere Niguarda; il sostegno al progetto di rinnovamento dei mercati rionali coperti, che si completerà nel 2021.

Il documento riassuntivo del piano per imprese a startup del Comune di Milano

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a cura di Livia Montagnoli