Vini d’Italia del Gambero Rosso è giunta alla sua trentacinquesima edizione: tre decenni e un lustro in cui ha raccontato (e continua a farlo) il presente e il futuro del vino di qualità made in Italy dopo il drammatico scandalo del metanolo, spartiacque della moderna produzione.
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Da allora, l’enologia italiana ha fatto passi da gigante e punta con decisone al futuro, affermandosi sempre più sui mercati esteri. Nel mensile di novembre del Gambero Rosso abbiamo raccontato come è andata e come andrà.

Il Muro di Berlino divideva ancora il mondo in due parti, l’Italia era quella della Prima Repubblica e molte delle attuali nuove leve di Vini d’Italia del Gambero Rosso giunta alla trentacinquesima edizione – per motivi anagrafici – non avevano ancora assaggiato il loro primo vino.

A guardarlo da questo speciale osservatorio 2021 in cui è stata lavorata la guida 2022, la fine degli anni 80 sembra appartenere ad un altro secolo. “Un secolo”, difficile per il vino italiano: lo scandalo del metanolo gli aveva tarpato le ali ancor prima che spiccasse il volo, lasciandolo in crisi di fatturato e di credibilità. Eppure, quel volo alla fine lo ha spiccato lo stesso. Merito di chi ci ha creduto nonostante tutto, di tutte quelle cantine che hanno contribuito ad innalzare la qualità; del sistema delle denominazioni che ha segnato uno stacco netto col passato; di quegli importatori che non si sono stancati di bussare porta a porta per far conoscere la produzione del Belpaese. E – concedeteci un pizzico di orgoglio – merito anche di chi proprio in quegli anni così difficili ha deciso fosse arrivato il momento di esserci per e con i produttori: prima con l’inserto Gambero Rosso all’interno del Manifesto (antesignano della rivista che avete in mano) e subito dopo con la guida Vini d’Italia: un tomo di 348 pagine distribuito in 12mila copie, con appena (ma per allora erano tantissimi) 1.500 vini e 500 produttori. Oggi, a 35 anni appena compiuti, sono 25.417 i vini presenti per 2.634 produttori.

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Sarebbe, tuttavia, riduttivo misurare questi 35 anni passati in termini di cifre, perché a essere cambiati non sono solo i numeri scritti sulla copertina. È cambiato il modo di fare vino e il modo del mercato di recepirlo. Sono cambiati i gusti dei consumatori, i luoghi e le modalità di acquisto, l’attenzione all’ambiente e alla salute. Trentacinque anni fa il mondo del vino era appena uscito dal Medioevo e si avviava verso il suo Rinascimento. Oggi sta vivendo la sua contemporaneità.

Per scoprirne di più, il numero lo potete trovare in edicola o in versione digitale, su App Store o Play Store
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parole di Stefania Annese e Loredana Sottile

disegni di Gaia Guarino

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Guida Vini d’Italia 2022 – 30 euro – disponibile in edicola, libreria e on line