Noi ci siamo. La lettera-appello di Igles Corelli e dei cuochi dell’Emilia Romagna al ministro Bellanova

25 Mag 2020, 10:28 | a cura di
La titolare del Mipaaf sostiene la necessità di aprire un tavolo interministeriale per parlare del futuro della ristorazione. I cuochi dell’associazione CheftoChef ribadiscono la necessità di coinvolgere tutti gli attori della filiera per dare valore alle professioni del cibo. L’appello di Igles Corelli.

La lettera di Igles Corelli a Teresa Bellanova

Nasceranno finalmente gli “assessori alla gastronomia”, si chiede Igles Corelli nella lettera-appello inviata al ministro Teresa Bellanova? Datata 22 maggio 2020, la lettera è firmata dal cuoco emiliano in qualità di presidente onorario dell’associazione CheftoChefemiliaromagnacuochi (di cui è presidente Massimo Spigaroli) e riparte dal nuovo obiettivo di governo annunciato dalla titolare del Mipaaf. Dopo aver strenuamente sostenuto la causa della regolarizzazione dei braccianti agricoli – che si è tradotta nell’articolo 110bis del Decreto rilancio – nei giorni scorsi il ministro Bellanova si è detta pronta a intavolare un dibattito interministeriale sul futuro della ristorazione con la collaborazione del ministro allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Un tavolo di confronto per coinvolgere tutti gli attori della filiera in un momento fondamentale per impostare la ripartenza, tenendo conto della necessità di dare spazio al cibo in Costituzione, come diritto per tutti e principio inalienabile al pari di lavoro e salute, come l’attuale ministro alle Politiche agricole va sostenendo da settimane (sarà “la prossima legge per cui varrà la pena emozionarsi”, sancisce la Bellanova con un tweet).

La necessità di un tavolo interministeriale

Da questo spunto, dunque, si muove l’appello dell’associazione Chef to Chef, che non a caso titola “Ci siamo! Il cibo entra in Costituzione”: “Per la prima volta i cuochi, coloro che professionalmente fanno sì che i nostri grandi prodotti si trasformino in piatti ‘buoni e commestibili’, saranno presi in considerazione dal quadro legislativo. E la cucina, il cibo, l’alimentazione, diventeranno un ‘bene comune’, un diritto essenziale con pari dignità rispetto alla salute, all’istruzione, alla bellezza dell’arte e del paesaggio…”. Parte da questa premessa, quindi, la lettera dei cuochi che chiedono al governo di varare piani strategici per la ripresa del settore, coinvolgendo tutti gli attori della filiera proprio a partire dalla convocazione del tavolo interministeriale annunciato. “Noi ci siamo”, chiosa Igles Corelli ribadendo la massima disponibilità degli addetti ai lavori. Ecco il testo completo dell’appello.

Noi ci siamo! “Il cibo entra in Costituzione”

Così ha detto la Ministra Bellanova. Una rivoluzione. Per la prima volta i cuochi, coloro che professionalmente fanno sì che i nostri grandi prodotti si trasformino in piatti ‘buoni e commestibili’, saranno presi in considerazione dal quadro legislativo.

E la cucina, il cibo, l’alimentazione, diventeranno un ‘bene comune’, un diritto essenziale con pari dignità rispetto alla salute, all’istruzione, alla bellezza dell’arte e del paesaggio…

Fino ad ora tutta la filiera istituzionale, dal Comune allo Stato non ha mai previsto competenze per chi cuoce ed elabora i prodotti nelle diverse realtà gastronomiche. E quindi niente progetti, culture, piani strategici per uno degli aspetti fondamentali del made in Italy. Fra l’altro il Turismo, che ha come indicatore principale il numero delle notti in albergo, sa bene che chi viene in Italia non viene per dormire, ma per l’arte, la storia, il paesaggio e… La gastronomia.

Fino ad ora solamente l’Europa, con la risoluzione del Consiglio Europeo del 12 marzo 2014, dal titolo ‘Patrimonio gastronomico europeo: aspetti culturali ed educativi’, ha rivalutato la gastronomia come cultura. In forza di questo documento siamo riusciti come CheftoChefemiliaromagnacuochi, l’unica associazione regionale di cultura gastronomica con chef, produttori e gastronomi insieme, a far giungere a Parma, prima in Italia, il ‘titolo’ di ‘Città creativa per la gastronomia UNESCO’.

Ora, se la gastronomia entra anche nella legislazione italiana, Regioni, Province e Comuni saranno tenuti a parlare di cibo, a interloquire con i cuochi e con tutta la filiera del buono alimentare e della salute. Nasceranno finalmente Assessori alla gastronomia? Come chiediamo da anni?

La nostra filiera fondamentale come ‘cucina d’autore’, capofila dell’innovazione gastronomica, presuppone un lavoro comune con medici nutraceutici e scienziati gastronomi per la creazione di Lab alimentari come centri di ricerca per i quali in Italia siamo ancora arretrati. Il manifesto di Barcellona, in Italia promosso dal Prof. Davide Cassi dell’Università di Parma, costituisce un passo importante in questa direzione.

È importante che la Ministra Bellanova convochi quel ‘Tavolo interministeriale per affrontare il futuro della ristorazione’ con questo tipo di professioni in filiera, filiere dove ognuno delle diverse categorie deve dare e ricevere qualcosa, uscirne diversi, come dovremo uscire diversi dopo la pandemia.

I cuochi prima di chiedere il conto danno tutto quello che hanno: la loro cultura, trasparenza, dimensione salutistica, rispetto per il cliente, ampia gamma di servizi, attenzione allo spreco, all’ambiente, all’ecologia e soprattutto a chi meno ha: il buono è il bello. Dobbiamo cambiare e migliorare anche noi se vogliamo chiedere.

Ecco la ‘filiera della vita’ presentata dalla Ministra, una filiera che è attenta al disagio. Se come CheftoChef abbiamo avviato il ‘piatto sospeso’ e proposto Centri Cittadini di solidarietà per unificare le diverse iniziative per la lotta allo spreco e alla ‘povertà alimentare’, è per ribadire che l’eguaglianza sociale e il diritto ad un cibo buono e sano è un atto anche di politica economica.

L’eguaglianza è fonte di equilibri sociali e di sviluppo. L’’economia civile’ del terzo settore è occasione strategica per lo sviluppo, come le politiche di distretto e l’economia del lusso, della ricchezza. Tre filoni in cui la cucina, la ‘cucina circolare’ e in particolare la cucina Mediterranea, sono pienamente coinvolte.

CheftoChefemiliaromagna, con il Presidente Massimo Spigaroli, è da oltre dieci anni in questo processo di innovazione continua, di tecniche, tecnologie, concetti e come dice sempre il nostro vicepresidente Massimo Bottura: andiamo avanti sempre e sempre con i piedi per terra. I nostri meravigliosi prodotti e i nostri ‘produttori virtuosi’ sono con noi al servizio di tutti i cittadini ‘per andare nel mondo e per far venire il mondo da noi’.

La cucina è cultura e la cultura è ricchezza, come titola il famoso manifesto del SOLE24Ore ben prima della pandemia.

Siamo d’accordo Signora Ministra? Noi ci siamo

Roma 22 maggio 2020

 

Igles Corelli

Presidente onorario di CheftoChefemiliaromagnacuochi

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