Arriva l'Officina del Gusto a Torino, con bistrot e formula gourmet grazie allo chef Di Iorio

28 Set 2023, 14:45 | a cura di Marco Lombardi
Dopo l’apertura di Rhinoceros, avvenuta a maggio, il gruppo Manfredi acquisisce OGR Torino. E manda lì Giuseppe Di Iorio per aprire l’Officina del Gusto, che verrà inaugurata il 10 ottobre e diventerà una specie di hub delle contaminazioni gastronomiche.

Perché tante volte capita di visitare una struttura bellissima, con delle trovate architettoniche avanguardistiche, dove però si mangia male? Perché non tutte le proprietà capiscono quanto sia importante l’aspetto ristorativo (e forse mancano anche del giusto amor proprio). Questo succedeva fino a poco tempo fa da OGR, a Torino, ma “non succederà più” perché questo centro culturale unico in Europa, dedito alla sperimentazione tout court (dalle arti all’imprenditoria, dalla tecnologica alla scienza), è stato recentemente acquisito dal gruppo Manfredi che, in tutte le sue strutture, ha sempre messo al centro la ristorazione (a Capri, con Mammà e l’eccellente Le Monzù, e a Roma, con Aroma e il recente Rhinoceros RoofTop).

I piatti: Roma – Torino (A/R?)

Dopo aver curato l’apertura di Rhinoceros, a dare una nuova impronta alla parte ristorativa di OGR è Giuseppe Di Iorio, lo chef di Aroma che nel tempo ha saputo trasformare la sua cucina in qualcosa che non ricerca più gli effetti speciali di breve periodo, mettendo insieme solidità e riconoscibilità, nonostante le molte contaminazioni (che spesso, in altri ristoranti creano più confusion, che fusion). Così succederà anche nei piatti che proporrà dal 10 ottobre, giorno di apertura del locale: leggendo il menu sono numerosi quelli in cui la romanità, se non addirittura il sud, incontrano Torino, quasi a voler trasformare il ristorante in un hub dell’integrazione delle diversità gastronomiche (le romanissime animelle unite al San Simone, il popolare amaro di Torino; il soufflé alle castagne che va a braccetto col pecorino romano, accompagnato da un pane cotto in un capounet; i finti tajarin al bagnetto verde che integrano i cardoncelli, provenienti dalla Puglia; i porri di Cervere che nuotano nei cavatelli insieme alle canocchie di mare; il coniglio grigio di Carmagnola che accoglie un sugo pugliese, il sartascinello, e un tocco di pizza fritta).

Amo le contaminazioni, che poi corrispondono alle tante esperienze che negli anni ho maturato in giro per l’Italia e per il mondo, ma soprattutto non volevo fare i soliti (peraltro buoni) piatti che si trovano in tanti locali di Torino: venendo da OGR, oggi, si deve compiere un’esperienza ampia, anche in cucina”, ci dice Giuseppe Di Iorio alludendo alla trasversalità (pure territoriale) che caratterizza tutte le esperienze offerte da OGR, soprattutto da OGR Tech che attualmente accoglie 14 programmi di innovazione e accelerazione nell’aerospazio, nell’advanced hardware, nelle smart cities, nell’edutech, gaming, nelle life sciences, nel metaverso e nel fintech. “E chi lo sa se questa esperienza, a sua volta, contaminerà pure il mio Aroma…”, aggiunge.

Dal gourmet al bistrot

Il locale si chiama “Officina del gusto”, quasi a voler comunicare di essere il posto giusto per rimettersi a posto il palato (un po’ come anni fa alle Officine Grandi Riparazioni venivano traghettati i treni bisognosi di assistenza), ma la proprietà non esclude dei cambiamenti in corso d’opera (visto che non sono pochi i ristoranti in Italia che contengono il termine “officina”, nella loro insegna). “In effetti OGR non proporrà solo una formula gourmet: già ora abbiamo riaperto la zona del bistrot in cui ho provveduto a far mettere una cucina a vista, proprio come nell’Officina del Gusto. Lì offriamo dei piatti più semplici pensati per la pausa pranzo o in appoggio ai molti eventi organizzati da OGR: in questi giorni, ad esempio, stiamo accogliendo tre grosse manifestazioni che, oltre a portarmi dei grandi nomi, fra cui John Elkann, condurrà qui circa 10.000 persone cui dovrò offrire un servizio adeguato!”, prosegue Di Iorio ridendo.

Adulti e/o giovani?

Quali palati incontrerà, l’Officina del Gusto? “Prevedo un pubblico adulto”, chiosa lo chef Di Iorio, ma lo spirito giovane di OGR, teso com’è al futuro, ci fa pensare che non saranno pochi i ragazzi che, fra un hub tecnologico e l’altro, desidereranno mettersi alla prova anche a livello di papille gustative, alla ricerca di nuove frontiere del gusto che abbiano il sapore di un passato rinnovellato dalla contemporaneità.

 

 

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