Sul modello dell’iniziativa americana, anche in Italia si muovono i primi ristoranti pronti a chiedere il sostegno dei propri clienti per ripartire quando l’emergenza finirà. L’idea è quella di proporre voucher da spendere in futuro. E nascono diverse piattaforme per fare rete.
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Dining Bonds. L’idea

Negli Stati Uniti, a partire da New York, un supporto alla ristorazione costretta a fermarsi per arginare la diffusione del Covid-19 si è concretizzato nella piattaforma supportrestaurants.org. Uno strumento digitale che mette in comunicazione ristoratori e clienti pronti a sostenere la ripresa dei propri indirizzi di fiducia quando sarà possibile ripartire. Come? Attraverso la sottoscrizione di “dining bonds”, titoli d’acquisto che, nella maggior parte dei casi eccedono il valore nominale del servizio proposto, invitando il consumatore a scommettere sul futuro del ristorante scelto ora, per godere dell’esperienza quando (e se) sarà possibile. L’idea, modulata sul sistema già noto delle gift card, ha fatto il giro del mondo. Così, mentre in America si allunga la lista delle insegne coinvolte, anche in Italia qualche ristoratore ha già deciso di prendere spunto. A cominciare da chi si è “attrezzato” in autonomia.

La sala di Oltre a Bologna

I dining bond in Italia

Come Giuseppe Iannotti, patron chef del Kresios di Telese Terme: il suo dining bond non prevede uno “sconto” sul prezzo finale, ma invita a regalare (e regalarsi) un percorso degustazione (Mr. Pink- o Mr. White+) presso il ristorante campano tramite l’acquisto di un buono valido fino al 30 dicembre 2021. “Fai un regalo da noi, noi lo faremo a te. È un modo per progettare il futuro”, recita l’invito a sostenere una delle cucine più all’avanguardia d’Italia. A Bologna, intanto, anche Oltre ha attivato il proprio dining bond: “Abbiamo sempre pianificato il nostro futuro con lungimiranza e ora ci manca farlo! Se vuoi dare un futuro alle attività della tua città ora è il momento giusto, acquistando oggi un buono da spendere nel nostro locale ci aiuterete a ripartire con più certezze e il prima possibile! I regali da parte nostra non mancheranno! Non smettiamo mai di guardare avanti, ci sarà sempre una cena nel futuro di tutti!”. Il buono si può già acquistare online, in poche semplici mosse, seguendo le istruzioni sulla piattaforma dedicata (spesa minima 50 euro). E sempre in Emilia Romagna, offre la possibilità di preacquistare un pranzo o una cena anche il ristorante San Domenico di Imola, storica insegna della ristorazione italiana, che quest’anno festeggia 50 anni di attività: voucher valido fino alla fine del 2020, acquisto online.

Un panino con pulled pork di Buns

Da Nord a Sud, i ristoranti chiedono aiuto

A Verona c’è Buns, “burger lovers club” in attività dal 2014, in prossimità del quartiere Ponte Pietra: “Sarà difficile ripartire almeno quanto è stato difficile chiudere, perciò stateci vicino. Non vediamo l’ora di abbracciarvi di nuovo”, scriveva il team un paio di settimane fa. Il Buns dining bond funziona come i precedenti, a partire da una spesa minima di 30 euro. A Milano, Andrea Berton, propone un’idea più conviviale: “Acquisti oggi una cena per una persona, per poter mangiare domani in due”. Costo del voucher 150 euro (aperitivo e menu degustazione per due), da spendere entro il 20 dicembre 2020. E sempre a Nord, Alessandro Dal Degan promuove un bond acquistabile fino al 31 maggio da utilizzare per una cena presso La Tana Gourmet di Asiago entro il 31 dicembre 2021 (in omaggio una selezione di prodotti Gesmakh). A Orvieto chiama in soccorso i propri clienti (precedendo l’idea dei dining bond) una tavola nota ben oltre i confini della cittadina umbra, I Sette Consoli: “Senza nessuna vergogna, ma con la testa alta, vi chiediamo aiuto. Sono 28 anni di storia della ristorazione umbra e di duro lavoro e con un vostro piccolo aiuto (siete tanti!!) non ci fermeremo”. La proposta? Voucher da acquistare ora per godere di un pranzo, una cena o acquistare vini presso il ristorante. A partire da 50 euro: “Se per qualche malaugurato caso non dovessimo riaprire più, i buoni saranno validi per l’acquisto di vini”. A Roma, per ora, agiscono da apripista due realtà, entrambe nel centro della città. In via dei Giubbonari, c’è la Salumeria Roscioli, conosciuta in tutto il mondo: sulla piattaforma Cosaporto, il ristorante propone “la cena che verrà”, bond da 75 euro che diventano 100 in valore per godere di una cena entro il 1 aprile 2021. A Trastevere, invece, il piccolo laboratorio con cucina Maritozzo Rosso, procede al motto di #adottaunristorante: fino al 20 aprile si acquista online un voucher del valore di 50 euro per due persone, con uno sconto del 25% sul valore del pasto (25 euro a persona, anziché 34). Ma ci sono anche i Fanfa Dining Bond del bistrot Le Fanfaron di Torino (35 euro di spesa per un bond del valore nominale di 50, spendibile fino al 30 settembre 2020), il bond a tema sushi di Moi Omakase, a Prato (menu omakase da 17 assaggi, 70 euro), le offerte di Tablinum a Desenzano del Garda, il bond solidale di Osteria Partenope a Napoli (buono da 60 euro per una cena per 2, 20 euro saranno devoluti all’azienda ospedaliera dei Colli di Cotugno), i dining bond dell’Old Friend Bar e Bistrot di Cagliari, da 50, 75 e 100 euro, con valore del 20% in più, spendibili fino a dicembre 2022.

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Save one seat

Save One Seat. La piattaforma

È probabile che l’elenco dei nomi si moltiplicherà rapidamente, senza escludere l’adesione di altri nomi dell’alta ristorazione e non. Nel frattempo, però, anche in Italia è nata una piattaforma che si prefigge di dare supporto all’iniziativa. Save One Seat (SOS è l’acronimo, calzante) è la pagina ideata dai Global Shapers di Roma (hub capitolino della community giovanile del World Economic Forum, occupata in azioni di promozione sociale) per proporre “le cene di domani per chi resta a casa oggi”. “La nostra missione è quella di creare liquidità per supportare il settore della ristorazione italiana nel breve periodo, riducendo gli impatti economici delle necessarie misure di prevenzione”, spiegano gli ideatori della piattaforma no profit (il servizio è gratuito). L’invito è aperto in primo luogo ai ristoratori che vogliono proporre un “buono Sos” usufruendo della vetrina; i clienti, invece, potranno acquistare il voucher e consumarlo presso la struttura selezionata entro un anno dall’acquisto. “Abbiamo iniziato a raccogliere adesioni venerdì 20 marzo, ne abbiamo già più di 70, da varie città italiane – spiega l’organizzazione – Il nostro primo pilot di vendita Buoni SOS verso i clienti lo faremo a Roma, attivando la parte di acquisto entro venerdì 27”. Ma sono già arrivate offerte di collaborazione da partner di settore, “per cui in tempi brevissimi vorremmo estendere il servizio in tutta Italia. Anzi, potendo i Global Shapers contare su una rete di hub sparsi in diverse città del mondo, probabilmente la piattaforma sarà estesa alle maggiori città europee, una volta consolidato il nostro pilota italiano”.

Dinnerbond

Tra le iniziative made in Italy per gestire l’offerte di dining bond si segnala anche Dinnerbond.it, progetto promosso da Massimo Giannuzzi, Micaela Marcialis, Maurizio Rosazza Prin e Paolo Colapietro. Analogo il meccanisco di incontro tra domanda e offerta: chi acquista un voucher potrà usufruirne con valore maggiorato alla riapertura del ristorante, senza vincoli sull’acquisto di menu specifici. Ambassador del portale sono Luigi Taglienti e Filippo La Mantia, che per primi hanno aderito al progetto, insieme, tra gli altri, a Lorenzo Cogo, Cristina Bowerman, Cristiano Tomei. Ma la piattaforma riunisce anche trattoria, bistrot, pizzerie e catene di ristorazione di tutta Italia. Ognuno dei partecipanti deve garantire un minimo di 100 voucher; il cliente potrà usufruirne fino al 30 dicembre 2021.

Rinascimento Ristorazione

Ma sul fronte delle piattaforme che aggregano ristoranti intenzionati a coinvolgere i propri clienti in una scommessa da tentare inseme per guardare fiduciosi al futuro, c’è anche Rinascimento Ristorazione, nomen omen. Gli Itafoodbond sono mini bond gastronomici venduti al prezzo di 10 euro, riscattabili presso i ristoranti aderenti per un valore superiore del 25% (12,50 euro). Il ristorante selezionato invierà tramite Whatsapp gli estremi per effettuare un bonifico, in attesa di poter consumare i bond. Il territorio di riferimento, per il momento, è quello campano; hanno già aderito insegne come La Stanza del Gusto di Napoli, Pineta 1903 a Maiori, Il Principe di Pompei.

Posto del Cuore. L’idea di un gruppo di under 30

Nel frattempo, in attesa che anche la Fipe inauguri una piattaforma già annunciata e ideata a supporto delle attività di ristorazione intenzionate a far leva sullo strumento dei bond (nel caso specifido Ristobond), nove giovani ragazzi under 30 hanno dato vita al progetto Posto del Cuore, avviato da Maria Beatrice Casarosa e Adriano Aquilani. L’intento è il medesimo: la piattaforma di supporto ideata dai ragazzi garantisce visibilità alle attività di tutta Italia che vogliono proporre i propri voucher con pagamento anticipato (e sconto variabile per il cliente al momento della riapertura). Si tratta di una vetrina senza scopo di lucro, nata per far incontrare facilmente domanda e offerta. Tanto che tra le peculiarità del progetto c’è anche la possibilità per l’utente di segnalare il proprio posto del cuore, invitandolo a prendere parte alla community e, perché no, proporre il proprio bond. Al momento la piattaforma raccoglie un centinaio di attività in tutta la Penisola, dando spazio anche a bei progetti sociali come Ventunogrammi, realtà bresciana che dà lavoro a ragazzi affetti da sindrome di Down: in difficoltà per la chiusura forzata, il locale ha promosso tramite Posto del Cuore i propri bond, riscontrando il sostegno caloroso del pubblico.

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I ristoranti che propongono Dining Bonds

(aggiorneremo la lista: segnalateci su [email protected] se anche il vostro ristorante ha iniziato )

Le Fanfaron, Torino

Fuzion Food, Torino

Buns, Verona

Tablinum, Desenzano del Garda

La Tana Gourmet, Asiago

Berton, Milano

Mascherpa, Milano

Oltre, Bologna

Osteria del Cappello, Bologna

San Domenico, Imola (FC)

Moi Omakase, Prato

‘Ino, Firenze

Santa Elisabetta del Brunelleschi Hotel, Firenze

Albergaccio di Castellina, Castellina in Chianti (SI)

I Sette Consoli, Orvieto

Salumeria Roscioli, Roma

Maritozzo Rosso, Roma

Kresios, Telese Terme (BN)

Osteria Partenope, Napoli

XFood, San Vito dei Normanni (BR)

Old Friend Bar e Bistrot, Cagliari