Isernia, luglio 2020: è qui che, in piena pandemia, apre un ristorante diverso da tutti gli altri. Distinto, è proprio il caso di dirlo. Il progetto di un giovane chef molisano.
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Distinto, il ristorante a Isernia

Completare gli studi alla scuola alberghiera in Abruzzo, partire alla volta delle province del Centro Italia, avventurarsi in Francia e in Inghilterra, per tornare poi nella propria terra, a Isernia, provincia molisana che di certo non brilla per l’alta ristorazione – almeno, non fino alla scorsa estate – ma a cui Vincenzo Scarselli ha deciso di dare una nuova opportunità. Il legame che lo lega al territorio è profondo, e così insieme alla compagna conosciuta a Londra torna e scommette sul suo Molise. Al suo fianco, la sorella Fabiola, sommelier e responsabile di sala. È lei a gestire i clienti e a raccontare la storia di Distinto, locale inaugurato lo scorso luglio 2020 a Isernia, la loro città: “Qui è dove siamo nati e cresciuti. Abbiamo deciso di provarci e nell’ottobre 2019 abbiamo avviato i lavori, bloccati già a febbraio dall’inizio dell’emergenza sanitaria”.

Distinto

 Il successo di Distinto a Isernia

L’anno non è dei migliori per il mondo della ristorazione, anzi: aprire in un periodo così delicato non è scontato, ma del resto l’universo del cibo è fatto anche di prove, tentativi, esperimenti. Quello di Distinto non è l’unico caso di apertura di un ristorante nel 2020, gli esempi virtuosi in Italia sono molti, ma i fratelli Scarselli hanno rischiato doppiamente puntando su una località complessa, forse non del tutto pronto ad accogliere un format del genere, un ristorante che punta sì sulla tradizione, ma rivisitata in chiave moderna. O no? “La clientela qui è abituata a un altro tipo di cucina, ma la proposta di Vincenzo ha riscosso fin da subito un bel successo”. Complici anche i prezzi vantaggiosi dei menu degustazione, uno a 40 e l’altro a 50 euro: “Abbiamo voluto puntare su una cucina di livello, ma accessibile. Non vogliamo essere un ristorante di nicchia riservato a pochi, ma un posto dove provare qualcosa di diverso, buono, originale”. Pur assaporando tutti i sapori tipici della tradizione molisana.

Distinto

 I prodotti

Di Molise, nei piatti di Vincenzo, ce n’è tanto. A cominciare dalle materie prime, molte delle quali provenienti dall’azienda agricola di proprietà in una contrada vicino Isernia, valorizzate in piatti stagionali che cambiano di volta in volta, “il nostro menu non è mai lo stesso, vogliamo privilegiare i prodotti della terra, lavorandoli quando è il momento giusto”. Anche pane, focacce e tutti i prodotti da forno sono fatti in casa dal fidanzato di Fabiola, panificatore esperto, così come la pasta fresca e i dessert, preparati da Rosalinda Celestre. Per dimostrare freschezza e autenticità dei dolci, il team ha studiato delle dimostrazioni in tempo reale della realizzazione dei dessert, “la pastry chef prepara tutto al bancone di pasticceria a vista, per sottolineare la freschezza dei prodotti ma anche per intrattenere i clienti”.

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Le proposte

Il menu richiama sapori e profumi della cultura molisana, ma le tecniche usate in cucina sono quelle moderne: nascono così piatti come gli spaghetti con colatura di alici di Cetara, perle di datterino e crumble aromatizzato o le sfere di patate ripiene di cotiche e fagioli con burro e alloro, “sferificazioni, arie, spume e affumicature sono alla base della cucina di Vincenzo, che ama giocare con gli ingredienti tipici della terra”. Una proposta apprezzata fin da subito, ma anche Distinto (“nome non casuale: volevamo distinguerci da tutti gli altri locali della zona”) deve ora fare i conti con decreti, restrizioni e nuove ondate: “Abbiamo perso tanti clienti con la chiusura serale. Il nostro è un menu da gustare con calma e la pausa pranzo è spesso troppo breve”.

 Distinto, a cavallo tra le due ondate

Un calo significativo, quello subìto dal ristorante molisano, “circa l’80%”, ma la squadra non demorde e guarda al futuro, studiando già nuove formule e ricette per quando la situazione tornerà finalmente alla normalità, “c’è poi da fare un gran lavoro di comunicazione: i clienti vanno educati con pazienza, il gusto si affina col tempo. E anche noi dobbiamo affinare tecniche e ultimare qualche dettaglio”. Intanto, si lavora a pranzo e anche con l’asporto, “solo il venerdì e il sabato, giorni in cui proponiamo le arancine siciliane, qualche calzone fritto o montanara, da guarnire con i piatti della cucina”.

 distintoristorante.it/

 a cura di Michela Becchi

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