Tre mesi intensi di lavoro per ripensare da zero un locale sfitto in Sukhumvit 31, a Bangkok. E una promessa mantenuta, a tempo di record. Dopo la chiusura del ristorante che gli ha dato la fama, Gaggan Anand parte col nuovo progetto e porta con sé tutta la sua squadra. Dal 1 novembre.
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Gaggan Anand. Dalla chiusura alla ripartenza

Durante l’estate ha stupito tutti con un “colpo di testa” degno di un cuoco rock come lo descrivono le cronache internazionali. In realtà, dietro alla decisione – sofferta – di Gaggan Anand si nascondevano serie divergenze di vedute con i soci che con (e grazie a) lui, negli ultimi anni, hanno portato il ristorante Gaggan di Bangkok a conquistare passerelle, copertine, onori della critica e un pubblico di viaggiatori gourmet in arrivo da ogni parte del mondo per provare la cucina dello chef indiano. Divergenze neppure così taciute; non più quando, all’inizio di agosto scorso, si è trattato di sancire la chiusura definitiva di Gaggan, che oggi non esiste più. Però Gaggan l’aveva promesso: con tutto il suo team, nel giro di un paio di mesi, avrebbe inaugurato un nuovo ristorante in città. Un’insegna diversa, frutto di un’evoluzione corale maturata nel corso degli anni, in continuità con un percorso decisamente brillante, che non ha mai impedito al cuoco indiano di guardarsi intorno per promuovere altre imprese, come il progetto che dovrebbe prendere forma a Tokyo nel 2020. Prima, però, l’attenzione si concentrerà su Bangkok.

Gaggan Anand Restaurant a Bangkok. La squadra dei 66 ribelli

Gaggan ha mantenuto la parola data, curando a tempo di record la ristrutturazione completa di un locale scovato in città alla fine di luglio, e il 1 novembre aprirà le porte del suo nuovo ristorante ai primi clienti: “Gaggan Anand riaprirà il 1 novembre, i 66 ribelli sono pronti a spaccare. Prenotate il prima possibile!”, esorta il messaggio comparso sull’account Instagram dello chef. La sala del Gaggan Anand Restaurant, come recita la nuova insegna, è stato allestita in uno spazio della modaiola Sukhumvit 31, al civico 68, e giocherà sul coinvolgimento diretto degli ospiti, seduti attorno alla grande isola centrale del G’s Spot, che replica l’idea già consolidata di cucina-spettacolo congeniale allo chef. Seduti al bancone che gira tutt’intorno ai fuochi, i commensali sono chiamati a interagire con la brigata per raggiungere quello che Gaggan definisce “foodgasm”.

La cucina di Gaggan Anand Restaurant

Il nuovo ristorante. G’s Spot e Arena G

Un percorso aperto a tutti, senza barriere di sorta, che vuole essere un inno alla condivisione e al valore della diversità. Sul piano tecnico, la degustazione farà sfoggio di quella combinazione di temperature, texture, colori e sapori contrastanti che è tipica del pensiero gastronomico dello chef. Costo dell’esperienza: 12mila baht thailandesi, circa 360 euro. Ma si potrà scegliere di cenare più “canonicamente” al tavolo, nell’Arena G, comunque a diretto contatto con la cucina a vista, e con i cuochi “ribelli”: “Elevata la possibilità di ritrovarsi insieme a fare festa alla fine della serata, per mangiare una zuppa in compagnia e bere un bicchiere”, racconta l’introduzione all’esperienza dell’Arena G, venduta al prezzo di 8mila baht (circa 240 euro), più pairing alcolico a 4mila baht. Disponibile anche un private table con servizio dedicato, per gruppi di almeno 10 persone e una spesa minima complessiva di 120mila baht. Be a rebel, intima la scritta rossa al neon che campeggia nel nuovo spazio. La squadra di Gaggan – brillantemente descritta dalle illustrazioni pubblicate nei giorni scorsi dallo chef – continua a credere nel suo mantra, puntando dritto alla meta: “Ora è tempo di cucinare”, chiosa Gaggan. Si ricomincia sotto i migliori auspici: “Ho 41 anni e la più grande lezione che ho imparato è di essere ribelle e rivendicare le nostra libertà in cucina. Libertà, per un cuoco, significa cucinare senza pensare esclusivamente al profitto: se cucini bene, guadagnerai bene”.

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www.gaggananand.com

 

a cura di Livia Montagnoli