Tra fine maggio e inizi di giugno, anche Torino e il Piemonte ricominciano davvero, con riaperture dei ristoranti. Ma senza dimenticare il delivery e con un po’ di novità.
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Le grandi cucine di Torino tornano a brillare

Cominciamo dal più storico e famoso, Del Cambio, che riprende martedì 26 maggio: cena nelle nelle sale raffinate, fra ori e stucchi e opere di Martino Gamper, Michelangelo Pistoletto, Izhar Patkin, su prenotazione, dal martedì al sabato, con la possibilità di riservare interi spazi per i propri eventi privati. Menu à la carte snello, accompagnato dall’immancabile “Improvvisazione ragionata” – la degustazione firmata dello chef Matteo Baronetto.

Una creazione dolce de Il Cambio

Lunedì 25 ha riaperto anche la Farmacia Del Cambio, che in questo periodo di lockdown è stata attiva con servizio delivery e take away, con la novità del menu dinner firmato Baronetto nello scenario di Piazza Carignano. E il Bar Cavour, avvierà dai primi giorni d’estate il servizio delivery con una selezione di piatti internazionali e cocktail. Un progetto dunque globale, e in più implementazione dell’e-commerce.

dentice all'acqua pazza di Spazio7
Foto di Sara Incalci

Se la formula sala+delivery/asporto sembra andare per la maggiore, ci sono anche proposte più audaci. Spazio 7, il ristorante stellato della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo riapre le porte il 3 giugno. E lo chef Alessandro Mecca ha un’importante novità: “Spazio7 a casa tua”. Ovvero Mecca in persona viene a casa a cucinare per voi o con voi i suoi piatti iconici, in un menu da creare insieme, dagli ingredienti agli abbinamenti dei vini. Dopodiché o si guarda lo chef all’opera o si diventa “sous chef per un giorno” e ci si mette ai fornelli accanto a lui (informazioni e prenotazioni: [email protected]).

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Lo chef Marco Sacco, che invece in questi mesi non ha optato per il delivery, riapre il 1° giugno con il Piccolo Lago sul lago di Mergozzo, e Piano35  al grattacielo Intesa Sanpaolo a Torino. E punta al verde: il Piccolo Lago di giorno si trasforma in bistrot per rilassarsi e pranzare (o fare l’aperitivo) in mezzo alla natura e la sera alta cucina con due menu, ”Storico” e “Innovativo”. Piano35, inizialmente apre la sera, con tavoli anche nel verde della serra bioclimatica: panorama a 150 metri d’altezza e tre diversi menu, 4 o 7 portate, In Piemonte, Giro d’Italia e Piccolo Lago a Torino. E riprende anche il Lounge bar Piano35 con i cocktail di Simone Sacco, il figlio di Marco, e sfizi “Street Food sopra Torino”.

Mentre il 5 giugno sarà la volta di Magorabin (www.magorabin.com), con due menu firmati da Marcello Trentini:Iconici, con i piatti che hanno fatto la storia del ristorante, rivisitati in chiave attuale grazie a nuove tecniche di lavorazione e cottura e in un’ottica di sostenibilità, e Gran Torino, legato al territorio in versione contemporanea. Continua il delivery di CasaMago con i cocktail e le deliziose scodelle-food, oltre all’ormai leggendario panino MagoSando.

Novità al Lingotto

Anche al Lingotto c’è fermento: il 26 riapre Casa Vicina, nelle sede Eataly Lingotto, a pranzo e cena da martedì a domenica (e con ingresso riservato da via Nizza 224). Menu degustazione e alla carta, e una nuova proposta guidata per i pranzi di lavoro. Sempre da Eataly riapre pure il Bistrot La Taverna del Re del ristorante Guido di Serralunga d’Alba.

Rimanendo in zona, un’anticipazione gustosa: il famoso ristorante La Pista del Lingotto di Torino riaprirà entro la primavera del 2021 con un nuovo progetto di ristorazione della caffetteria Gerla 1927. Un nuovo ristorante panoramico in cima all’ex stabilimento Fiat (accessibile anche direttamente in auto, come nel film-cult The Italian Job!), un indirizzo gourmet ma alla portata di tutti. In cucina Roberto Cordisco, giovane chef di 33 anni che ha lavorato all’Enoteca Pinchiorri, da Cracco, da Marchesi e da Cannavacciuolo.

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L'entrata di Piazza Duomo ad Alba

La ripartenza di Enrico Crippa

Riaperture eccellenti anche nelle Langhe, luogo ideale per un viaggio lento, sensoriale e di prossimità, alla riscoperta delle bellezze del territorio, fra patrimonio culturale e natura, camminate, trekking, bicicletta. Ad Alba Ceretto riapre al pubblico le cantine (con le attese annate 2016 dei cru di Barolo e 2017 di Barbaresco) e i ristoranti La Piola (dal 26 maggio) e Piazza Duomo (dal 3 giugno) nel segno della responsabilità, del rispetto del territorio  e  della qualità. Nel menu, posto di riguardo per la cucina piemontese e i prodotti local a La Piola, aperta sette giorni su sette, a pranzo e cena e che continuerà a garantire il servizio di delivery, venerdì, sabato e domenica per la sera. Piazza Duomo prosegue la passione per il mondo vegetale a km 0 dello chef Enrico Crippa, con i suoi 5 orti alla Tenuta Monsordo Bernardina e propone menu degustazione(su prenotazione: mercoledì, giovedì, venerdì a cena, sabato pranzo e cena, domenica a pranzo).

Altro indirizzo goloso in Langa, il già citato Guido e il Disguido, con la cucina di Ugo Alciati a Fontanafredda. Anche a casa o da asporto, con Al Banco di Guido, cucina e bottega, rivendita e delivery (www.albancodiguido.it).

E riapre il 2 giugno fra le colline della Langhe anche La Madernassa con lo chef Michelangelo Mammoliti. Grandi spazi, giardino, orto e serra, si può cenare o pranzare in mezzo al verde, distanza di dieci metri dagli altri tavoli. Mammoliti ha approfittato della pausa per una riflessione creativa sulla cucina e propone la carta e tre menu degustazione: Emozione, otto creazioni e più di 50 varietà di specie vegetali, oltre a carne e pesce; Metamorfosi, otto piatti in continua evoluzione, [email protected]%NATURA, dieci piatti a mano libera. Alla Madernassa ci sono pure la piscina e il solarium nel verde, con un menu “pop” dedicato, dal guacamole di avocado hass ai gamberi al lemongrass.

Torino. Altri ristoranti, altre idee innovative

Il San Giors, storica locanda-ristorante torinese nel cuore di Porta Palazzo, tempio del bollito con le salsine, riprende in sala, a pranzo e a cena con tavoli ben distanziati e un nuovo soffitto verde molto ecostyle, e propone il nuovo menu dello chef Paolo Ribotto, anche in versione delivery.

Il carpione del San Giors di Torino

Piatti di tradizione, dal vitello tonnato ai plin, i tajarin, i ravioli di bollito, la finanziera, spesso con varianti creative (come gli agnolotti di amatriciana), un menu più leggero a pranzo in settimana, e il delivery che continua dal martedì al venerdì, solo la sera e con una bella novità: con l’arrivo del sole, il bollito lascia lo spazio ai carpioni, altra specialità torinese di culto. La carpionata (9 pezzi regolamentari in carpione: milanese di vitello e di pollo, polpetta, capitone, trota, alici, uovo, zucchine e asparagi) si gusta in sala o arriva a casa in un grande vaso ermetico di vetro (la burnia piemontese). E ci sono in progetto altre novità che coinvolgeranno le camere d’artista del San Giors (www.sangiors.it).

la sala del ristorante Guarini

Dalla storia alla contemporaneità. Riapre a Torino Guarini, ristorante intitolato al famoso architetto del barocco (con installazioni design che rimandano al suo capolavoro, la cupola della Sindone al Duomo di Torino). Con un nuovo chef, Luca Tomaino, che sostituisce Federico Pasciucco, un nuovo menu, distanze di sicurezza, dehors, tecnologia, ma anche una collaborazione con l’Hotel Concord che ospita il ristorante stesso, e la possibilità di utilizzare salette riservate per pranzi o cene di lavoro o per feste di famiglia, e persino cenette intime nelle suite e camere dell’albergo (www.ristoranteguarini.it).

Il 2 giugno riaprirà anche Opera (www.operatorino.it), il ristorante guidato dallo chef Stefano Sforza, con un nuovo menu, 3 portate dalla carta o menu degustazione di 7 portate di alta cucina, e a pranzo, in settimana, formula easy di 2 piatti. Ma continuano anche delivery e asporto, con un menu di stagione che comprende fra l’altro gazpacho di anguria, verdure in carpione e branzino, tagliolino con acqua di pomodoro e origano, pavlova con fragole.

Al Cornoler, che riapre il 1° giugno con un nuovo chef, Alessandro Uccheddu, esperienze con Baronetto al Cambio e con Mago Rabin, la nuova proposta della classica cucina alla lampada, al ristorante ma anche a casa, con lo chef che cucina direttamente per voi (www.ristorantecornoler.it). Aroma, in Gran Madre, ha allestito un nuovo grande dehors su via Monferrato, piacevolissima strada pedonale in precollina, per un distanziamento in osservanza delle nuove regole anti-covid (www.aromaristorantetorino.it)

Dehors di oltre 100 mq anche da Affini Porta Palazzo Riv.2, in Piazza della Repubblica 3, che apre martedì 26 maggio dalle 17 all’una di notte: menu digitali, ai tavoli qrcode per visionare l’intera offerta del locale; mentre Affini San Salvario riv.1 di Via Belfiore 16C apre lunedì 1 giugno, anche qui con un dehor più ampio. Entrambi i locali di Davide Pinto continuano con take – away e food delivery: dall’1 aprile all’1 maggio oltre 500 gli aperitivi consegnati in un format innovativo, come drink in bottiglia da 500 ml, per una nuova customer experience per i clienti che, direttamente da casa, hanno potuto scegliere drink e musica d’accompagnamento grazie a un qrcode e interagire in tempo reale con i baristi di Affini attraverso i social.

Il delivery si allarga e si personalizza

10 chef e 10 piatti-icona: la formula di Degustando, gastroformat torinese di successo, è proposta oggi in versione delivery, con la possibilità di ordinare un piatto o un menu completo da un unico ristorante oppure comporre un menu-degustazione con piatti di ristoranti diversi, gran bella idea. Tutto pronto da impiattare o da completare, come si preferisce, e in più volendo vini e cocktail, anche questi pronti da bere o da preparare, e la “dispensa dello chef”, con prodotti selezionati direttamente dai vari cuochi eccellenti. Sul sito www.degustandohome.it l’elenco dei ristoranti (15, tutti di alta cucina) e le info pratiche per ordinare.

 

a cura di Rosalba Graglia

foto di apertura di Lido Vannucchi (Faraona alla Marengo di Spazio7)