Viaggio in una terra ad alta densità di grandi ristoranti: dove mangiare in Penisola Sorrentina, una delle mete più ambite del turismo enogastronomico.
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È una delle più note località italiane, sintesi di quell’immaginario collettivo che lega l’Italia a uno stile di vita semplice, rilassato, di struggente bellezza e intensità; meta di un turismo internazionale attratto dai paesaggi immersi nella luce, nei colori e nei profumi della Costiera, e da quell’atmosfera così pienamente mediterranea ricca di storia e di tradizioni. La Penisola Sorrentina racconta l’incanto di un angolo d’Italia proteso verso il mare ma anche saldamente incagliato in un territorio fertile, punteggiato di piccoli borghi circondati dalla campagna generosa di materie prime straordinarie. Sono prodotti che esprimono alla perfezione l’identità di questi luoghi benedetti da una natura favorevole, la stessa che offre paesaggi di emozionante bellezza e valore, come nel caso dell’area naturale Baia di Ieranto e l’area naturale marina protetta Punta Campanella, altro luogo simbolo di questi territori fecondi. Il paniere qui pare non voler finire mai: pesce che arriva dal mare dirimpetto, frutta e verdura dalle coltivazioni tutte intorno, prodotti tipici che sono la sintesi dell’incontro tra il talento dell’uomo e i tesori della natura, come la colatura – specialità della vicina Cetara, in Costiera Amalfitana (altro luogo di culto per gli amanti del buon cibo) – provolone del monaco tipico dei Monti Lattari che della penisola Sorrentina costituiscono la spina dorsale. E poi ancora grandi vini, dolci squisiti, ricette semplici e gustose. L’area intorno a Sorrento con i sei comuni che fanno parte di questa parte di Costiera – Massa Lubrense, Meta, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento, Vico Equense – è una Bengodi del buon mangiare, frutto di una felice germinazione sul filo della qualità.

Don Alfonso 1890 allimbrunire by Ennio Calice

Don Alfonso 1890

Ora che non si contano quasi più (e per carità, è un ottimo segnale e fa piacere che il fenomeno si allarghi e si consolidi) quelli che “noi abbiamo il nostro orto”, o almeno un erbario, o se non altro un po’ di basilico e di rosmarino in vaso all’ingresso, vien quasi da sorridere a ripensare a quanta acqua sia corsa, e quanta sabbia scivolata giù nelle clessidre, da quando a Punta Campanella un’intera, straordinaria azienda agricola, venne posta al servizio del “sistema” di gusto e ospitalità ideato e realizzato, in tempi non sospetti e con animo illuminato, dalla famiglia Iaccarino. Siamo – siete – insomma in un luogo (incantevole) che è casa di veri precursori. Il che conta, e assai. Ma per la storia, e non altrettanto per la cronaca, se la parabola iniziale avesse poi visto affievolirsi (e quanto spesso capita!) la spinta che la sosteneva e la teneva in quota. Ma qui zero rischi. Da Alfonso e Livia, la coppia che ha dato il timbro e le fondamenta al complesso edificio, il testimone è sfilato senza scosse, anzi, mutuando nella transizione nuove energie e angoli di visuale, alla generazione che li affianca. Oggi la mano di Ernesto Iaccarino, “dominus” della cucina, è tra le più sicure, centrate (e meno pigre, malgrado l’ovvio must di serbare in vita gli irrinunciabili totem della casa) che ci siano in giro. Ecco allora, a ogni stagione, nuove idee e altri hit sommarsi ai precedenti: l’elegante dentice al latte di cocco, pepe rosa, mandorle e fiori eduli; la pasta ripiena d’agnello in genovese di carote, parmigiano, tartufo nero, spuma di lattuga; il sapido coniglio maritato a melanzane, menta e ciliegie. Capitolo a sé (ma da sempre, dai tempi del celebre “impressionismo”) meritano i dolci. La cantina (25.000 pezzi custoditi con cura certosina) e la sala, a loro volta impeccabili, traducono l’antico mito dell’ospitalità campana in morbida realtà.

Massa Lubrense (NA) – c.so Sant’Agata, 11 – 0818780026 – https://www.donalfonso.com

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Quattro Passi
Quattro Passi

Strada facendo, gli ammiccanti e rassicuranti quattro passi dell’insegna sono diventati sedici, trentadue, ottanta, ottocento… E ora non si contano più, tanto hanno portato lontano la famiglia Mellino. Che, con la nuova generazione al lavoro, percorre adesso il suo cammino ad andatura, se possibile, ancor più spedita, incamerando con merito riconoscimenti e traguardi sempre più prestigiosi, oltre all’affetto di una clientela meritatamente folta, soddisfatta, e dunque fedele. Il piccolo-grande segreto è che per chiunque approdi da queste parti tutto il concerto, poi, suoni assolutamente intonato. Perché attorno alla cucina, che è e resta, com’è logico, il perno e il fondamento di tutto (ed è governata dalla dinastia di casa con rispettosa fedeltà alle radici e alle tradizioni, ma arricchita anche freschi refoli innovativi dal “last generation” Fabrizio), girano come ben regolati pianeti di un sistema l’accoglienza, la cantina (tanto cresciuta nel tempo da divenire a suo modo un’attrazione anch’essa) e il servizio. Che è signorile senza affettazione, cordiale senza perdere di stile, flessibile ed empatico con ogni genere di ospite. Quanto ai piatti, il livello – come si diceva – si è ulteriormente consolidato, e si fluisce senza scossoni, ma con divertimento assicurato, da sollecitazioni che sanno di memoria e appartenenza a variazioni più libere e felici, volteggiando dalla citazionista zuppa di cipolline alla composta densità degli gnocchi al foie gras d’agnello, per arrivare alla delicatezza del riso ai germogli di piselli, e tuffarsi a piene mani (e papille spalancate) nel mar di Costiera, tra pasta golosa al pettirosso e scorfano e gestione variegata del miglior pescato disponibile sul mercato (in zuppa maritata, ad esempio). Pasticceria (dolce e salata, anche qui serbando e rilanciando con acume una fetta della grande storia gastronomica campana) in piena sintonia col resto.

Massa Lubrense (NA) – via A. Vespucci, 13n – 0818081271 – https://www.ristorantequattropassi.it

Relais Blu

Un boutique hotel a 4 stelle in una posizione meravigliosa, tra le due costiere, sorrentina e amalfitana, a picco sui Faraglioni di Capri. Il panorama offre scenari suggestivi, ma anche gli interni minimal e total white e le terrazze sono il contesto ideale per vivere un’esperienza di alto livello da ogni punto di vista. Quest’anno in cucina è arrivato Alberto Annarumma, mentre in sala opera ancora Giovanni Celentano. La proposta va dall’anguilla in millefoglie alla menta su pesto di rucola e pistacchi con marmellata di limoni di Massalubrense, ai cappellacci ai 30 rossi ripieni di astice con consommé di crostacei e friarielli ripassati, da costoletta e pancetta di agnello di Laticauda con verdure primaverili, animella alla milanese con cipollotto al limone, spiedino alla brace con asparagi e salsa al pecorino, al soufflè ai limoni di Massalubrense con gelato alla crema. Buona la cantina, servizio professionale.

Massa Lubrense (NA) – via Roncato, 60 – 0818789552 – http://www.relaisblu.com

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Taverna del Capitano

In questo colorato borgo di pescatori è dove i Caputo praticano l’arte dell’ospitalità. Anche chi non è mai stato qui conosce i piatti icona (inarrivabili gli spaghetti alla Nerano) della Taverna del Capitano, così chiamata in onore dell’ex ufficiale di casa Salvatore, figlio dell’Alfonso che nel ‘900 inaugurò le attività di famiglia e padre dell’omonimo che oggi dirige i fornelli. Cucina e sala sono un marchingegno perfetto. Se Mariella è una perfetta padrona di casa e sommelier che scandaglia la cantina come fa un abile pescatore con i fondali, Claudio è un Cicerone che racconta aneddoti e piatti con un’enfasi disarmante. Spaghetti in acqua di cavolo nero con calamari e riduzione di ricci di mare, zuppa di murena con mischiato potente sono solo alcuni dei piatti-meraviglia proposti da Alfonso Caputo, che sorprende e delizia con secondi dalle cotture precise e dal perfetto equilibrio di sapori. Squisiti i suoi dolci-non dolci: sfere di cioccolato e mandorle, salsa di pomodoro e sorbetto al basilico. Da encomio il rapporto qualità prezzo dei tre degustazione. Esperienza entusiasmante e fine ancora più lieto soggiornando nelle camere panoramiche della Locanda.

Massa Lubrense (NA) – p.zza delle Sirene, 10 – 0818081028 – http://www.tavernadelcapitano.it

Lo Stuzzichino

Di belle storie di famiglia ce n’è tante nel mondo della ristorazione italiana, e quella dei De Gregorio è una delle più affascinanti da ascoltare. Soprattutto perché la forza e l’energia della squadra sono inesauribili e tangibili qui allo Stuzzichino, un posto che non smette mai di crescere e rinnovarsi senza distaccarsi dalle sue radici. Qui i compiti sono suddivisi in modo molto chiaro ed efficace, con Paolo e Filomena che, a dispetto degli anni che avanzano, in cucina sono ancora artiglieria di precisione, e Mimmo e Dora che in sala assicurano un’accoglienza calda e un servizio efficiente, preciso, premuroso, senza mai perdere il sorriso. La bellezza della costiera sorrentina che fa da cornice al tutto fa il resto. E poi ci sono la conoscenza certosina delle materie prime reperite da piccoli produttori del posto, la sinergia con i pescatori della costa e con gli allevatori in collina, un’immensa cultura sul territorio che insieme alle ricette casalinghe di una volta sono le ulteriori carte vincenti di una delle migliori trattorie dello Stivale. Tre i menu degustazione a disposizione dell’ospite: Degustazione di cinque portate a 45 euro; Tradizione di quattro a 40 euro; Trattorie Italiane, cinque a 50 euro. Il ricco e goloso antipasto misto della casa non può mancare per cominciare; poi, giusto per fare qualche esempio – alle specialità sempre in carta, si uniscono le voci stagionali -, le linguine di Gragnano con vongole veraci e pomodorini del piennolo del Vesuvio, e il succoso pollo ruspante alla cacciatora con crocchè di patate. Per concludere l’immancabile babà al rum con crema e amarene appassite dei Colli di San Pietro. Interessante e bella la cantina, che custodisce una varietà di etichette nient’affatto scontate. Per le soste d’estate c’è un ampio dehors dove il pranzo o la cena diventano, se possibile, ancora più piacevoli.

Massa Lubrense (NA) – via Deserto, 1 – 0815330010 – https://www.ristorantelostuzzichino.it

 

nonna Rosa

Antica Osteria Nonna Rosa

Nel cuore della Penisola Sorrentina, terra feconda baciata dal sole e lambita dal mare, lungo una strada costeggiata da olivi, sorge il regno di Peppe Guida. Considerato il re della pasta secca, che ha portato agli onori dell’alta ristorazione, Peppe ha un innato talento nell’esaltare le grandi materie prime del territorio, che conosce come le sue tasche. La cucina è spesso di recupero, di anima contadina, golosissima, rinfrescata qua e là da qualche tocco originale. Imperdibile la musdea, limone, patata e camomilla, un pesce povero che diventa un capolavoro di delicatezza ed equilibrio; iconica ormai la Devozione, i “suoi” perfetti spaghetti al pomodoro, come gli spaghettini all’acqua di limone, in cui acidità e sapidità si bilanciano perfettamente. Per i secondi, ombrina cotta in modo magistrale con cavoli, pane e salmoriglio e calamari con carciofi, tartufo e salsa verde. Tra i dolci, preparati da Francesco Guida, spicca Come una Santa Rosa, ma non ci si può alzare da tavola senza aver assaggiato le zeppole di patate, calde e soffici come è difficile trovarne in giro. Ambienti eleganti in una dimora seicentesca, con tanti richiami alla tradizione napoletana e campana. Servizio professionale e caldo, sotto la regia garbata della figlia di Peppe, Rossella. Carta dei vini ampia tra regione, Italia ed estero. A Montechiaro, sulla montagna alle spalle di Vico Equense, c’è la casa di campagna con splendida vista su Napoli dove apprezzare portate più semplici realizzate con i prodotti dell’orto.

Vico Equense (NA) – via Laudano, 1 – 0818799055 – https://www.peppeguida.com

Giorgio Scarselli ristoratore Bikini

Il Bikini

Il gusto di una cucina libera e lineare insieme; il tributo a chi (Riccardo Scarselli, papà dell’attuale patron Giorgio) ha creato questa struttura; e il fascino, qui non raro ma sempre superbo, di un grande affaccio su baia e annessi. Sono le virtù del Bikini, rifinite da un servizio organizzato e reattivo. In carta mare e terra, in un mix intrigante che rende la linea del Bikini – quest’anno con un cambio nella direzione della cucina – diversa da quella di vari vicini, e con scelte differenziate per il lunch (classici come lo spaghetto a vongole o le candele al ragù) e la cena, quando la proposta si fa più vestita.

Vico Equense (NA) – s.s. Sorrentina 145 km 13, 900 – 08119840029 – https://www.ilbikini.com

La Tradizione

La famiglia De Gennaro al completo è sempre alla guida di questo antro di eccellenze che è sia punto vendita di salumi, carni e formaggi, sia tavola informale per gustare le chicche del bancone nonché una goduriosa cucina casereccia, accompagnata benissimo dai vini. Siamo in Costiera Sorrentina, per cui non si può non cominciare con un tagliere di caci dei Monti Lattari. Poi ci sono il gran fritto (polpetta napoletana, raviolo, timballo di riso e crocchè di patate), lo spaghetto cacio, pepe e spuntature, e pure la Rubia Gallega galiziana, frollatura 50 giorni, cotta alla perfezione, o la parmigiana di melanzane, magari di contorno, e per finire la brioche con crema di ricotta e confettura di fichi del Cilento, una bontà. Un luogo di ristoro che non delude, dall’accoglienza affabile e funzionale.

Vico Equense (NA) – via R. Bosco, 969 – 8028437 – http://www.latradizione.com

Nonno Luigino

La prima pagina del menu dedicata al “Manifesto dell’accoglienza” e alla cultura dell’ospitalità rurale, non lascia dubbi: quest’agriturismo fondato nel 2004 da Giovanni Caccioppoli (per tutti nonno Luigino) con la moglie Bianca e i figli Mena, Raffaele, Mauro e Luigi, è incentrato sul benessere dell’ospite. La proposta è semplice e concreta, tradizionale, caratterizzata da una rigorosa scelta della materia prima (per gran parte proveniente dai 5 ettari dell’orto di proprietà). D’altronde la natura qui è generosa, e i prodotti genuini della fattoria sono in vendita anche nello shop interno. Ai fuochi Mauro Caccioppoli che, dopo un’esperienza romana al fianco di Andrea Fusco presso il Giuda Ballerino nell’Hotel Bernini Bristol, è rientrato alla base per dare nuovo impulso alla cucina. Ecco l’antipasto Nonno Luigino (salumi maison, Provolone del Monaco, peperoni in agrodolce, crema di ricotta vaccina aromatizzata ai limoni della Penisola), i fritti (menzione per il fiore di zucca ripieno di ricotta e la polpetta di melanzane), l’immancabile spaghetto al pomodoro fresco, la tagliata di manzo con rucola, pomodori del piennolo, Provolone del Monaco e granella di nocciole. Dolci caserecci e vini del territorio a coronare. Mena Caccioppoli è la garbata ed elegante padrona di casa in sala.

Vico Equense (NA) – via R. Bosco, 392 – 0818016520 – https://www.nonnoluigino.com

Torre del Saracino

Il lavoro di Gennaro Esposito in queste stagioni complicate, s’è concentrato tutto sulla casa madre, il Saracino, da cui ogni cosa inizia, e sulla corposa messe di attività a latere (in primis il sistema Eat, da curare con estrema attenzione) sviluppatosi nel frattempo dal seme originario felicemente piantato in questa casa speciale. Rafforzando ancora un volta la convinzione – ormai peraltro radicata da anni – che sia qui, in questa ormai storica Torre a mare, il “cervello” del sistema Esposito e il motore e la misura del tutto. Ed ecco, allora, il lavoro di approfondimento, ma anche di conservazione e memoria del percorso fatto (e ormai databile in lustri): e la proposta di un tuffo nella cucina “all time” dello chef in diversi menu degustazione di dimensioni diverse, con possibili pairing al calice gestibili e giocabili a più livelli. In alternativa, si pesca felicemente in carta tra ammiccante “triglia fritta, non fritta” e golose linguine con sconcilli, ricci e anemoni; pescatrice alla brace al pesto di fagiolini e riusciti cammei “veggie” come la spuma di ceci, cicoriette selvatiche e biscotto al mais. Spazio a parte – e riconoscimenti a parte -per il bel lavoro del pastry Carmine Di Donna. E vita facile per appassionati e addetti con i filoni di etichette serbati in cantina. L’assistenza infine è… da Torre, e non può non mutuarne il carattere e la solarità. Con al lavoro ai tavoli una squadra professionale, efficace, ma mai imbastita e pronta al sorriso.

Vico Equense (NA) – via Torretta, 9 – 0818028555 – http://www.torredelsaracino.it

Maxi dell’Hotel Capo La Gala

La vista sul Golfo di Napoli è un vero gioiello della tavola gourmet di questo 5 stelle. E mentre gli incantevoli colori del mare soddisfano la vista, gusto e palato sono qui appagati con personalità dai piatti realizzati dal giovane e competente chef Graziano Caccioppoli. Si parte con una deliziosa carrellata di crudi in ingresso. E si prosegue con un tagliolino di alghe con cozze e ricci di mare. Poi, per virare sul fronte terra, si può optare per l’anatra in due portate, con il petto, asparagi e bernese e la coscia con il suo sugo e carciofo fritto. Bello il carrello dei formaggi in chiusura, così come i dolci. Servizio all’altezza del resto. Valida cantina.

Vico Equense (NA) – via L. Serio, 8 – 0818015757 – https://www.hotelcapolagala.com

Castellano

Un’insegna che porta alta la bandiera della pizza tipica della penisola sorrentina. Qui infatti non si parla di tonda, bensì la pizza ha una forma ovoidale e si misura al metro. Qui i fratelli Giuseppe ed Ernesto portano avanti un lavoro decennale fatto di ricerca e studio della panificazione iniziato quando deciderono di trasformare il laboratorio di famiglia in una pizzeria. Grande attenzione, ovviamente, viene riposta nell’impasto che viene lievitato lentamente per poi essere condito con il meglio che il territorio può offrire. Tra le pizze da provare ci sono sicuramente la Margherita, quella con cipolla e pancetta e la sempre ottima fiordilatte, mortadella e zeste di limone. Per aprire le danze vale la pena assaggiare crocchè e arancini, mentre per accompagnare si sceglie tra qualche buona referenza della zona o valide birre locali.

Vico Equense (NA) – via Masturzo, 17 – 0818024285 – Pagina Facebook

Cerasè

La cornice di questo locale è unica al mondo, con un panorama a 360 gradi, che vede il Vesuvio da una parte e il mare della costiera dall’altra visibili con un solo sguardo. Tutto questo varrebbe già il viaggio. Poi ci sono i piatti della buona cucina di mare, che coniugano il pescato ai prodotti dell’orto e dulcis in fundo una pizza davvero degna di nota. Lo stile è quello vicano con impasti proposti “al metro”. La grande attenzione alla qualità si traduce in una maniacale cura per gli impasti – ben lievitati e leggeri – e nella selezione degli ingredienti che compongono i topping delle pizze. Vanno in scena i classici della tradizione campana, eseguiti a regola d’arte e nobilitati dalle materie prime di pregio, ma non mancano variazioni fantasiose e ben calibrate. Squisite quella con base rossa, come la Margherita e la Marinara; sontuosa quanto deliziosa la Vesuvio con scarola, pomodoro e mozzarella, con la variante fiordilatte, mortadella e granella di pistacchi. Sfiziosi gli antipasti per ingannare l’attesa. Ci si accompagna con birre artigianali del territorio, ma non solo e una selezione di vini di respiro nazionale. Servizio garbato e cortese.

Vico Equense (NA) – via Filangieri, 4 – 081801607

 

Da Gigino

Un luogo che ha fatto scuola, creando una pizza alternativa, quella al metro, nella regione che è la culla delle tonde e formando negli anni di molti bravi pizzaoli della zona. La storia ha inizio negli anni ’30 del secolo scorso con una panetteria di famiglia. Poi l’intuizione di Luigi Dell’Amura di proporre la pizza al metro, da gustare, come dicono qui, secondo la “lunghezza” della propria fame. Fantasiosa e in continuo divenire la scelta dei topping, valorizzata da scquisite verdure stagionali, latticini e altri prodotti di qualità. Dai quattro vulcanici forni in azione è un pirotecnico viavai di pizze che entrano ed escono, gestito da una squadra di provetti pizzaioli. Impossibile sbagliare perché i topping sono tutti buoni e ben calibrati. Nel dubbio non fatevi mancare un assaggio della classica Margherita, che nella sua semplicità dà sempre il meglio grazie alla bontà del pomodoro e del fiordilatte. Golose quella con polpettine al sugo, mozzarella e ciuffetti di ricotta, o la bianca con burrata, rucola, carpaccio di manzo, capperi di Pantelleria, scaglie di Parmigiano. Leggera e deliziosa la mozzarella, zucchine, fiori di zucchine e basilico fresco. Buona carta di vini e birre per accompagnare.

Vico Equense (NA) – – via Nicotera, 15 – 0818798426 – http://www.pizzametro.it

The Garden da Gennaro

Lontano dalla filosofia che caratterizza le insegne acchiappa-turisti, seppure immerso nella briosa vivacità degli affascinanti vicoli del centro storico, questo locale ha saputo ritagliarsi un ruolo importante nella scena gastronomica di Sorrento grazie agli alti standard che da sempre ne caratterizzano la proposta. La cucina ripercorre la tradizione campana senza esserne subordinata, perché sono il pescato giornaliero e la disponibilità del mercato a suggestionare il nuovo e promettente chef Salvatore Formisano. Quindi, insieme agli gnocchi alla sorrentina e alle squisite fritture di pesce, può capitare di assaggiare un sublime risotto con pesce e agrumi. Beverage in linea con l’offerta gastronomica e buoni dolci e pizze. La sala è curata, idem il sevizio. Il pezzo forte è la terrazza-giardino, un vero e proprio angolo di relax da prenotare in anticipo.

Sorrento (NA) – c.so Italia, 50 (ang. via Tasso, 2) – 0818781195 – http://www.thegardenrestaurant.it

Terrazza Bosquet del Grand Hotel Excelsior Vittoria

Una location d’eccezione per questa tavola d’albergo in una delle strutture più suggestive della Costiera. La splendida vista sul Vesuvio e sul Golfo, la sera ancora più charmant con la terrazza illuminata e la raffinata atmosfera creata dalla mise en place e dal piacevole sottofondo musicale, è da bonus. La cucina di Antonino Montefusco è un equilibrato mix di tradizione e originalità. Tre i viaggi gastronomici possibili: Sacro, Profano e Tra il Sacro e il Profano (a 115, 145 e 110 euro). Tra i ricordi di maggiore espressione citiamo il carpaccio di gamberi rossi, burrata e lamponi e “La mia versione dei ravioli alla caprese”, con zuppetta di ciliegini e San Marzano, caciotta di Sorrento e maggiorana. Cantina di ampio respiro con produttori e annate accuratamente selezionate; possibilità di wine pairing che consente di assaggiare vini non banali.

Sorrento (NA) – p.zza Tasso, 34 – 0818777836 – https://www.exvitt.it/it/sorrento-dining.html

L’ Antica Trattoria

Qui è dove si respira la vera accoglienza partenopea, fatta di gesti semplici come un sorriso di benvenuto, un calice di vino offerto, una cucina schietta e abbondante che sulla qualità non scende a compromessi. Il locale è veramente grazioso, in pieno centro, con un dehors fiorito e delle salette curate arredate in stile classico. La sala è affiatata e gira precisa come un orologio svizzero; la cucina fa tradizione ma con il piglio creativo di chi la sa lunga e quindi può permettersi interpretazioni personali. Dal menu à la carte: caprese “leggermente diversa” con mozzarella di bufala, variazione di pomodori, pesto al basilico e mozzarella in carrozza; tagliolini Antica Trattoria con uova di lompo, gamberi rossi, vellutata di spinaci e salsa bianca al limone. Secondi equamente ripartiti tra terra e mare, golosi dolci e proposte di degustazione per appetiti e tasche diverse.

Sorrento (NA) – via P. R. Giuliani, 33 – 0818071082 – http://www.lanticatrattoria.com

J Contemporary Japanese Restaurant dell’Hilton Sorrento Palace

Panorama indimenticabile dal roof top al settimo piano dell’esclusivo hotel che dal 2017 ospita il terzo “J” del gruppo (gli altri a Napoli e a Portici). Ma occhio a non farvi distrarre (troppo) dalla vista, perché la proposta merita la medesima attenzione: la raffinata selezione di specialità nipponiche, sia classiche che col tocco fusion, è infatti la prima ragione del successo di questa mini-catena campana, che da quasi un lustro macina consensi da parte di ogni genere di cliente, esperti di Sol Levante e non. Se il pesce di prima qualità è un presupposto quasi scontato, non lo è altrettanto l’abilità nel taglio del sashimi, o nella fattura di tempura, gyoza, tartare, insalate di alghe o di edamame, tutto di alto livello, come forma e come contenuto. Se il prezzo è ragionevole in proporzione alla qualità, ci sono varie selezioni in degustazione, magari da condividere. Minimale, in perfetto stile giappo, anche l’ambiente, con tavoli in legno e tendaggi chiari. E ancora, staff professionale e mixology bar per chi ha voglia di un drink.

Sorrento (NA) – via Rivolo Sant’Antonio, 13 – 3458841911 – https://j-japaneserestaurant.com

Il Buco

La sala superiore è stata completamente riconcepita con una piccola cucina interna, arredamenti di design, una bellissima cantina climatizzata con tavolo annesso per aperitivo e/o degustazioni. Peppe Aversa d’altronde non conosce mezzi termini, anche ai fornelli, e il figlio Federico altrettanto. Dopo gli entrèe e l’ottimo pane, ecco il bufalo con variazione di cavolo, nocciole e lime, i bucatini con scorfano al limone e pomodoro secco, l’involtino di pesce bandiera su crema di finocchi, scarole e puntarelle, per finire con l’imperdibile cremoso al limone. Dehors sulle antiche scale che guardano il mare. Notevole la carta dei vini, di livello il servizio in sala, familiare e professionale al contempo.

Sorrento (NA) – II Rampa Marina Piccola, 5 – 0818782354 – https://www.ilbucoristorante.it

Acqu’e Sale

Lasciata alle spalle la città, il porto di Marina Piccola, regala la piacevole sospensione di calma del piccolo posto di mare, così come il locale di Antonino Esposito, bianco e arioso, acceso dai colori delle mattonelle che rimandano subito alla vicina costiera. Il pizzaiolo ci sa fare, studia nuovi impasti e sperimenta inusitate combinazioni attingendo dal meglio della regione, e non solo. Le pizze, che potrete gustare sia a pranzo che a cena – il bello della Campania! – sono leggerissime, frutto della grande attenzione di Esposito per i tempi di lievitazione. L’impasto è ben alveolato e ospita vari abbinamenti, dai classici del repertorio campano, egregiamente eseguiti, a fantasiose varianti (l’Acqu’ e Sale con pomodorini del Piennolo rossi e gialli, ciliegine di mozzarella e colatura di alici di Cetara, la Marinara, con fantasia di pomodori campani e provolone del Monaco Dop), comprese quelle stagionali (come le bianche con pancetta, fave, provola e scaglie di pecorino, o con fiordilatte, asparagi, bresaola e limone). Immancabili poi le pizze fritte e i ripieni al forno. Da provare la frusta sorrentina, invenzione brevettata dal pizzaiolo.

Sorrento (NA) – p.zza Marinai d’Italia, 2 – 08119005967 – https://www.acquesale.it

Le Tre Arcate

Che si opti per la tavola calda e friggitoria, al piano inferiore, o per il ristorante vero e proprio, al piano superiore, la filosofia di fondo di questo locale non cambia. Sono territorio e tradizione a farla da padrone, con preparazioni volte a valorizzare prodotti e presìdi alimentari della zona. In particolare, dalla proposta dello chef Salvatore Accietto arrivano a tavola, tra terra e mare, piatti eseguiti con tecnica e cura, tra gli spaghetti alla Nerano, quelli al nero Felicetti ai due pomodorini con gamberi rossi e pistacchio e proposte di giornata secondo stagione, fantasia e mercato. Babà per una tipica chiusura in dolcezza. Anche valida proposta di pizza. Cantina in linea. Servizio gentile e attento. Dehors.

Piano di Sorrento (NA) – p.zza Cota, 9 – 08118529801 – http://www.letrearcate.com

Don Geppi del Majestic Palace Hotel

Un raffinato hotel alle porte di Sorrento custodisce un ristorante aperto solo su prenotazione con cinque tavoli molto esclusivi. La luminosa sala è il luogo ideale per assaporare la cucina ricercata di Mario Affinita e godere del servizio cortese e quanto mai puntuale di Lucio D’Orsi, affabile gentleman e professionista del wine pairing che pesca da una curata e fornita cantina. Si può scegliere fra tre percorsi degustazione, nella bella stagione serviti anche a bordo piscina insieme al menu giornaliero del nuovo format Il Geppolino, bistrot con proposta easy gourmet strettamente legata alla tradizione e al territorio (menu fisso con dieci antipasti, un primo, un secondo di carne, dessert e piccola pasticceria a 50 euro). Altra chicca è il Dry Martini Sorrento Terrace, un bellissimo spazio dedicato alla cultura del bere miscelato con incantevole vista sul Golfo.

Sant’Agnello (NA) – c.so M. Crawford, 40 – 0818072050 – http://ww7.dongeppirestaurant.com