AMC 00 e AMC 02. Gli Champagne firmati Alberto Massucco

6 Lug 2022, 15:28 | a cura di Rosalba Graglia
Alberto Massucco è l'unico non francese registrato ufficialmente tra i produttori di Chamagne, con un paio di parcelle di vigna che hanno dato vita a due etichette: AMC 00 e AMC 02
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La storia di Alberto Massucco è la storia di una grande passione. Che ha portato lui, imprenditore da generazioni nel settore della metalmeccanica, a diventare il primo produttore italiano di Champagne. Un vino che lo ha sempre appassionato, fin da quando lo ha assaggiato la prima volta da ragazzo. Tutto rimasto a livello di interesse contemplativo, finché ha potuto ridurre il suo primario impegno professionale e un po’ di anni fa ha ripreso a viaggiare sistematicamente in Francia, dopo aver conosciuto Alberto Lupetti, grande esperto di Champagne. Ed è andato alla ricerca di piccole maison da far conoscere in Italia.

Così ha cominciato a diventare importatore di Champagne di vigneron indipendenti, selezionati con cura, quei “récoltants-manipulants “, vignaioli eroici che raccolgono le proprie uve e pazientemente le trasformano nel “vino dei re”. Rochet-Bocart, “guidata da una donna fantastica, Mathilde Devarenne, che resiste alle lusinghiere offerte di grandi maison per continuare a produrre in proprio”, Trousset-Guillemart, Bonnevie Bocart nella zona della Montagne de Reims, Gallois-Bouché nella mitica Côte des Blancs. Forte della sua grande ammirazione per le donne del vino, fa arrivare in Italia gli champagne al femminile delle Fa’Bulleuses, 7 gran vigneronnes che si sono unite hanno realizzato insieme il loro champagne condiviso, Isos.

Alberto Massucco e lo Champagne

Ma il progetto di Albero Massucco era più ambizioso: passare da importatore a produttore. “Era il mio sogno fin da quando ho iniziato la mia avventura nel mondo dello Champagne”. Passaggio non facile e andato per gradi, facilitato dalla collaborazione, poi diventata solida amicizia, con Erick De Sousa (cognome che rivela l’origine portoghese della famiglia), riconosciuto come uno dei migliori produttori di Champagne, sede ad Avize, nella Marne. Così sono nati Champagne sartoriali per ristoranti famosi – attualmente una decina, dal Cambio con Matteo Baronetto al Garamond a Torino, e poi O Magazin a Portofino, Il Pagliaccio a Roma… - cuvée privéè richiestissime. Con Erick è nato il Millesimato Alberto Massucco Champagne Grand Cru, 100% chardonnay, con le prime due vendemmie 2018 e 2019, ed è in cantina a riposare la Cuvée Mirede, dedicata alla moglie che non c’è più. Un'altra firma dello Champagne, Jean-Philippe Trousset, ha realizzato per lui il Mavi, dedicato alla nipotina Maria Vittoria.

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Villa Cimena presentazione Alberto Massucco Champagne foto Dario Bragaglia

Foto di Dario Bragaglia

E ora si è finalmente arrivati al terzo atto: grazie a Erick De Sousa Massucco è riuscito a acquistare un paio di parcelle di vigna (ora è in trattativa per una terza, più ampia) ed è l’unico produttore italiano registrato ufficialmente. E ha presentato finalmente le sue bollicine in una serata-evento dal titolo Champagne en liberté in una storica villa neoclassica fra le colline del Po torinese, Villa Cimena. Una vera sfida: Champagne “di gusto italiano” prodotti da un italiano nella patria dello Champagne.

I suoi due champagne sono infatti francesi nel corpo e nella struttura ma indiscutibilmente italiani nel cuore, e suoi in senso profondo: “Non potrei mai proporre uno champagne in cui non credo. Scelgo solo quello che incontra il mio gusto”

ALberto Massucco Champagne. foto Dario Bragaglia

Foto di Dario Bragaglia

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Così sono state lunghe prove alla cieca di assemblaggi e dosaggi che hanno portato alla creazione dell’AMC00 e dell’AMC02. Personali fin dall’etichetta, così minimal-innovativa: AMC è l’ acronimo per Alberto Massucco Champagne, 00 e 02 sono i dosaggi, studiati espressamente per il gusto italiano. Sono state fatte prove con 5, 4, 3,5 grammi, ma il 2 è risultato il più piacevole insieme al pas dosé 00, che sta già riscuotendo un gran successo, è morbido, poca acidità, è il più “italiano” insomma ed è il preferito di Massucco, anche se lui i suoi champagne li ama tutti come figli “ ogni vino mentre lo fai se non gli vuoi bene se ne accorge, e poi se ne accorge anche il consumatore” dichiara convinto, dimostrando la sua passione totale.

 

Vini, uvaggi e abbinamenti

L’AMC 00 ha il 50% di chardonnay, il 30% di pinot noir e il 20% di pinot meunier, l’AMC 02 ha la stessa composizione e 2gr/l di dosaggio di liqueur. Trentamila bottiglie prodotte, tutte Grand Cru che arrivano dalla Côte des Blancs, la regione della capitale dello champagne Epernay; per ora nessun millesimato, il primo uscirà nel 2023, vendemmia 2018, e le annate con l’8 sono in genere grandi annate.

 

Gli abbinamenti food? Quelli che piacciono di più, “en libertè” insomma, come hanno dimostrato nella serata di presentazione: dalle classiche ostriche – normanne, bretoni, dell’Aquitania – a sfizi di pesce e di verdure, per finire con uno zabaione allo Champagne preparato personalmente dallo chef Giovanni Grasso della Credenza di San Maurizio Canavese. Una prima uscita che fa ben sperare per questo Champagne, dal gusto italiano, e che ha come obiettivo il mercato italiano. “Non punto al mercato francese, sarebbe presuntuoso”, dichiara Massucco. Però poi racconta con comprensibile orgoglio che un prestigioso ristorante di Reims, Les Crayères, glielo ha ordinato a scatola chiusa e non vede l’ora di averlo. E che c’è pure un progetto per Montecarlo, in un nuovo hotel. E svela che i Francesi hanno persino accettato il suo suggerimento di cambiare i calici per le degustazioni. Magari va a finire che lo Champagne italiano piacerà pure ai francesi. Monsieur Massuccò come lo chiamano in Champagne non mette limiti ai sogni e alla passione.

www.albertomassuccochampagne.it

a cura di Rosalba Graglia

 

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