Colli Berici. Tra vini di territorio e grandi tavole

28 Apr 2022, 14:04 | a cura di Gambero Rosso
I Colli Berici, sono una meta turistica ed enogastronomica che merita di essere conosciuta meglio. Hanno qualcosa di unico, di peculiare, che difficilmente è possibile trovare in zone più blasonate. Ecco i vini e le cantine più rappresentative.
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Colli Berici. Meta turistica ed enogastronomica

I Colli Berici - una sorta di isola collinare che si staglia nella pianura tra Vicenza e Padova - hanno mantenuto un carattere appartato, quasi schivo nel frenetico mondo della comunicazione
turistica di massa e del vino. Il lato positivo di tutto ciò è che questa area conserva intatto il suo fascino paesaggistico, fatto di boschi, vigne, campi coltivati, disseminato da piccoli centri ben tenuti e ville Palladiane. Un angolo d'Italia tutto da scoprire attraverso i suoi calici e i piatti di territorio

Sarà perché l’estensione dei vigneti non è né grande né piccola (siamo sui 3.000 ettari di vigne, di cui 750 a Doc), o forse perché le denominazioni vicine, come Valpolicella, Soave, Conegliano Valdobbiadene o Bardolino fanno più “rumore” e soprattutto altri numeri, ma sta di fatto che il comprensorio dei Colli Berici - una sorta di isola collinare che si staglia nella pianura tra Vicenza e Padova - ha mantenuto un carattere appartato, quasi schivo nel frenetico mondo della comunicazione di massa. Il lato positivo di tutto ciò è che questo territorio conserva intatto il suo fascino paesaggistico, fatto di boschi, vigne, campi coltivati, disseminato da piccoli centri ben tenuti e ville Palladiane, ben ventiquattro, che insieme ai ventitré palazzi della città di Vicenza fanno parte da anni del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

I Colli Berici, sono una meta turistica ed enogastronomica che merita di essere conosciuta meglio. Ha qualcosa di unico, di peculiare, che difficilmente troverete altrove. Intanto il terroir, di grande vocazione vinicola. I suoli dei vigneti derivano prevalentemente da calcari marnosi, conglomerati calcarei, argille rosse e rocce basaltiche di origine vulcanica. L’altitudine dei vigneti, che arrivano fino ai 500 metri di quota, è in una posizione che da una parte si lega al sistema prealpino e dall’altra risente degli influssi del vicino Adriatico, che mitiga sia a livello stagionale sia nel ciclo giorno-notte le escursioni termiche estreme. Va considerato poi l’orientamento dei versanti collinari: alcuni – quelli a nordest – sono esposti alla bora, che può rendere il clima rigido e soggetto agli sbalzi durante l’inverno, ma ogni valle, ogni versante ha un suo microclima, influenzato dall’esposizione, dalla presenza di boschi, dalla presenza di valli più o meno ampie. Un paesaggio morbido e variegato, insomma, dal clima mite e dalla scarsa piovosità, che è culla di biodiversità, con la vigna che lambisce boschi e oliveti in una pittoresca alternanza.

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Colli Berici. Eccellente terroir per (non solo) grandi vini rossi

Tutto concorre a fare dei Colli Berici una eccellente terra da vino. Soprattutto da grandi vini rossi. Ma non è storia nuova: il cabernet franc, ad esempio, che qui è di casa, è stato il primo a ricevere la Doc. Il tai rosso (che non è altro che il cannonau, o grenache, o garnacha) è una delle uve rosse più diffuse, ma sta guadagnando spazio il carmenère (un tempo confuso con il cabernet franc) mentre cabernet sauvignon, merlot e pinot nero vengono coltivati in zona, con risultati eccellenti, fin dai primi anni dell’Ottocento, quando il territorio era sotto l’impero
austriaco. E tra i bianchi se la garganega è il genius loci, pinot bianco e grigio, sauvignon blanc, chardonnay e incrocio Manzoni vanno a completare una tavolozza davvero complessa.

Per guidare i viticoltori e i produttori ad esprimere al meglio il binomio vitigno-territorio, infine, il Consorzio Tutela Vini dei Colli Berici (che comprende anche la contigua denominazione Vicenza Doc, nata poco più di vent’anni fa) ha promosso tra il 2002 e il 2005 uno studio di zonazione con Veneto Agricoltura che ha portato alla pubblicazione del Manuale d’uso del Territorio, uno strumento fondamentale per progettare il futuro della denominazione, dove le aziende classiche e una nuova generazione di produttori hanno raccolto il guanto della sfida e sono decisi a collocare i vini di queste colline tra le vere eccellenze dell’enologia italiana. Il Consorzio raccoglie 26 aziende (tra cui 3 Cantine Sociali) che rappresentano oltre il 90% della produzione dei Colli Berici e praticamente la totalità dei vini Vicenza Doc. È partita la carica insomma, con Cabernet Sauvignon, Merlot e Tai Rosso in prima fila (i rossi sono il 63% della produzione), ma con eccellenti risultati anche per i bianchi: basta assaggiare i Sauvignon e i Pinot bianco delle ultime vendemmie per rendersene conto.

Il gruppo di degustatori che ha assaggiato i vini dei Colli Berici, nella sala affrescata all'interno di Villa Valmarana Ai Nani. Da sinistra: Mattia Cavazza, Nicola Dal Maso, Giovanni Ponchia, Gianni Fabrizio, Marcella Toffano, Tomaso Piovene Porto Godi, Marco Sabellico, Giuseppe Carrus, Matteo Franchetto e Matteo Inama (foto di Andrea Ruggeri)

Lo hanno capito i consumatori italiani, ma un export in crescita (parliamo del 25% del totale) orientato principalmente verso il Nord Europa (e con quote importanti anche in Usa e Russia) ci fa
capire che siamo all’alba di una nuova fase per questo bellissimo territorio. Abbiamo passato alcuni giorni in zona, tra visite di aziende, assaggi, ma anche visite alle ville storiche e ai musei. Abbiamo trovato un territorio ricco di eccellenze che è deciso a promuoverle e promuoversi e non ha paura di confrontarsi con il Gotha enologico internazionale.

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Piepaolo Cielo davanti alla palladiana Villa Da Porto (La Favorita) che sarà presto sede della cantina Cielo e Terra ( foto di Andrea Ruggeri)

A testimoniare la ricchezza artistica del territorio e il legame con i suoi vini, non possiamo non citare il recente acquisto della palladiana Villa Da Porto (nota con il famoso nomignolo La Favorita) da parte della cantina Cielo e Terra: suggestiva location per anni della manifestazione Vinnatur, dovrebbe presto diventare la nuova sede dell'azienda. Noi, intanto, abbiamo degustato i vini nelle splendide sale della secentesca Villa Valmarana Ai Nani, a Vicenza (villavalmarana. com), tra i suggestivi affreschi del Tiepolo. Anche questa villa-museo è un vero gioiello da visitare.

Colli Berici. I 5 vitigni protagonisti

  • Cabernet Sauvignon
    Intorno al 1830-1840 le tenute in Costozza passano dai conti Trento al principe Ernesto D’Arenberg che inizia ad impiantare sui Colli Berici varietà di origine francese; grazie a lui arrivano in quell’epoca i vitigni bordolesi e vari pinot. Il Cabernet Sauvignon oggi è la varietà a bacca rossa più coltivata al mondo per la produzione di vino. Partendo dalla zona di Costozza si diffonde nei Colli Berici grazie alla famiglia Da Schio e con circa 140 ettari è oggi il vitigno con la più ampia estensione della zona.
  • Cabernet Franc
    I numerosi sinonimi con il quale è conosciuto (Vidure, Carmenet, Breton, Achéria) sono la prova che ci troviamo in presenza di un antico vitigno per cui non esistono certezze riguardo l’origine. Oggi il Cabernet Franc conta circa 70 ettari nei Berici. Il fatto che il Cabernet Franc sia entrato nella Doc Colli Berici nel 1973, primo Cabernet a denominazione di origine
    n Italia, ci fa capire quanto questa zona sia stata importante per la diff usione dei vitigni bordolesi nel nostro Paese.
  • Carménère
    Il “Carmeynere” è un antico vitigno della Gironda (incrocio spontaneo tra Cabernet Franc e Gros Cabernet) le cui prime citazione risalgono alla seconda metà del Diciottesimo secolo. Questa varietà è diventata, insieme al Tai, una delle due cultivar simbolo dei Berici. Grazie agli sforzi di Giulio Da Schio che, a cavallo tra ‘800 e ‘900, diffuse dalla sua Tenuta di
    Costozza il vitigno Carménère, erroneamente chiamato Cabernet Franc italico nei Berici; oggi sono circa 35 gli ettari in produzione.
  • Merlot
    Le prime testimonianze scritte, risalenti alla seconda metà del ‘700, fanno riferimento al “Merlau” coltivato nella zona di Libourne, non lontano da Bordeaux. Seppur sia arrivato sui Colli Berici solo verso la fine del Diciannovesimo secolo, ben più tardi rispetto agli altri vitigni bordolesi, oggi, con 130 ettari a vigneto è secondo solo al Cabernet Sauvignon.
  • Tai Rosso
    Ormai la corrispondenza genetica tra la Garnacha spagnola, il Grenache francese e il Cannonau sardo con il Tai o Tocai Rosso è assodata. Sui Berici questo vitigno, conosciuto con il nome di Tocai Rosso o Tocai di Barbarano, si è diff uso sulla scia del vigneto sperimentale postfi llosserico di Ponte di Barbarano, realizzato nel 1926 su consiglio di Ernesto Ghiotto. Rimane, invece, misterioso il suo arrivo in zona, presumibilmente già nel Diciannovesimo secolo: produce rossi di ottima gradazione alcolica e grande morbidezza, dovuta alla dolcezza dei tannini.

Colli Berici. Vocazione per grandi rossi e natura incontaminata

I Colli Berici si trovano proprio nel cuore del Veneto, staccati dal resto della cintura pedemontana che fa da cuscinetto tra le Alpi e la pianura veneta. Proprio questa sua collocazione ne infl uenza il clima, con piovosità più ridotte rispetto alle aree più settentrionali della provincia di Vicenza e del Veneto in generale. I suoli sono prevalentemente calcarei di origine sedimentaria, eredità dell’origine geologica che ha visto i Berici affiorare dal mare per mezzo delle spinte tettoniche in atto nell’Eocene. 30 milioni di anni fa questi luoghi apparivano come delle isole tropicali, circondate addirittura da una barriera corallina.

Questa combinazione di fattori ha fatto sìche le attenzioni dei viticoltori si siano focalizzate in particolar modo sulla produzione di vini rossi, che qui escono strutturati e con gradazioni alcoliche sopra la media, con un notevole potenziale di longevità. I Colli Berici vengono spesso accostati, dal punto di vista enologico, al Tai rosso, uno dei vini più originali e versatili del panorama vinicolo veneto. Ma sono in particolar modo le varietà “bordolesi” a rappresentare la vera sfida per i produttori di questa zona, e anche per quelli che negli ultimi anni sono approdati qui da altri territori, vocati magari per le produzioni bianchiste o spumantistiche, per ampliare la propria gamma produttiva con vini rossi, spesso monovarietali ma anche in blend, di grande eleganza e concentrazione. I boschi incontaminati e le ville palladiane che punteggiano questi paesaggi rappresentano un ulteriore elemento di fascino e attrazione verso questi luoghi, un vero angolo di paradiso immerso nel Veneto.
Alberto Marchisio, DG di Cantine Vitevis, Presidente Assoenologi Veneto Occidentale

Colli Berici. La Doc in cifre

  • 68.000 quintali: vendemmia 2020
  • 2021: 1.640.000 bottiglie (64% rosso, 36% bianco)
  • 2021: 575.000 bottiglie (54% rosso, 46% bianco) a Vicenza
  • 26 aziende associate (23 privati e 3 cantine cooperative)
  • 750 ettari doc
  • Export 25%: Nord Europa, Paesi Bassi, Svizzera, Belgio, USA, Russia

Cantine associate
Cà Basso, Cà Rovere, Beato Bartolomeo Breganze, Cantina Mattiello, Cantine dei Colli Berici, Cantine Vitevis, Cavazza, Cielo e Terra, Collis, Costalunga, Da Sagraro, Dal Maso, Del Rèbene, Fattoria Le Vegre, Gianesini Livio, Giannitessari, Inama, Le Pignole, Pegoraro, Piovene Porto Godi, Puntozero, Tenuta Castello di Rubaro - Nani 1967, Tenuta Monte San Giorgio, Tenuta Zai, Villa Montruglio, Vitivinicola Muraro Severino

 

Il paesaggio tra le vigne nei pressi di Barbarano (foto di Stefano Tambalo)

La Villa Da Schio e la cantina storica

Villa Da Schio è una delle ville più belle della provincia vicentina. Conservata perfettamente e ancora abitata da Giulio Da Schio (nel caso di una visita, è un vero e proprio piacere seguire la sua guida) deve la sua importanza al giardino a spalliera, che ospita le sculture del Marinali (1643-1720). In eff etti la Villa fu lo studio dello scultore e le sue opere, realizzate qui, sono dislocate nelle più belle ville venete. In più, adiacente alla villa, vi è una profonda e suggestiva grotta da sempre usata come cantina in cui, fi no a poco più di dieci anni fa, si produceva dell’ottimo vino. La Guida Vini d’Italia ha recensito nell’edizione 2011 gli ultimi vini prodotti, un Cabernet Franc e un Cabernet Sauvignon del 2008. La cantina conserva, ancora oggi, vecchie bottiglie di vino prodotto in questo territorio. In effetti qui il vino è prodotto da secoli: furono i Conti di Trento che nel XVI secolo sfruttarono l'aria fresca delle grotte tramite l'utilizzo di geniali “ventidotti” creando così la prima forma di aria condizionata naturale. I Conti Da Schio diedero impulso alla produzione alla fi ne dell’800 e nel 1910 si fondò uffi cialmente la cantina Costozza. Il nome deriva da Custodia e proviene proprio per le sue cave del luogo da cui si estraeva ottima pietra da costruzione. Ancora oggi le cave, viste le condizioni climatiche che si generano, sono adibite a fungaie. L’intera struttura, il giardino di grande interesse botanico e architettonico, l’interno della villa e la cantina nelle grotte, è aperta al pubblico per le visite.
Villa Da Schio - Longare (VI) - fraz. Costozza
p.zza da Schio, 4 - 0444953195 - costozza-villadaschio.it

Colli Berici. 12 vini X 6 cantine

Abbiamo visitato le sei cantine più rappresentative del territorio e abbiamo assaggiato 12 vini: per ogni azienda abbiamo degustato l’ultima annata prodotta della loro etichetta che più esprime il terroir (in alcuni casi erano campioni di botte) e una vecchia annata.

  • PuntoZero
    Giovane e bella realtà portata avanti dalla famiglia de’ Besi. Nasce nel 2006, ma bisogna aspettare qualche anno per vedere i primi vini in bottiglia. L’azienda si trova tra Lonigo e Sarego e dispone di una tenuta di circa 40 ettari di boschi in cui si trovano 11 ettari vitati. Sette i vini prodotti, da varietà diverse. Un bianco da uve Pinot Bianco (chiamato Trasparenza), i restanti rossi. C’è un classico taglio bordolese (il Dimezzo), un Cabernet Franc (Idea), il Tai (da Tai rosso, clone di Grenache), un Carmenere, Virgola da uve Syrah e, infine, Punto, che per l’azienda rappresenta la più alta espressione territoriale. Il Colli Berici Merlot Punto ’18 mostra naso complesso e grande intensità di frutto. È un campione di botte ma promette molto bene. Il Merlot Punto ‘13 non mostra segni di cedimento per l’età, si iniziano a scorgere le note terziarie, ma la parte fruttata e speziata rimane in evidenza. Bocca lunga, piena, profonda e da finale sapido di gran fascino.
    Lonigo (VI) via Monte Palù, 1 049659881 - puntozerowine.it
  • Giannitessari
    L'azienda di Gianni Tessari si sviluppa per molti ettari nel territorio di confi ne fra le province di Vicenza e Verona, precisamente all'interno delle denominazioni di Soave e dei Monti Lessini. Non è mancata inoltre la scommessa sui Colli Berici, come dimostra la bella tenuta di proprietà. Qui i vitigni più coltivati sono le varietà bordolesi, che vanno ad affi ancarsi al tradizionale Tai Rosso. Gli ettari vitati aziendali sono 50 per una produzione che si attesta sulle 350mila bottiglie. Il nostro assaggio si è concentrato sul Colli Berici Rosso Pianalto ’17, da uve cabernet sauvignon, merlot, carmenere e tai rosso, vino ancora molto giovane leggermente segnato dal legno a livello aromatico. La bocca è calda e potente, ma tutto è ben smorzato da freschezza acida e finale sapido. Il Colli Berici Rosso Pianalto ’13 (da carbernet, merlot e carmenere) è speziato e dai tocchi di frutti di bosco, la bocca è cremosa e avvolgente e il  finale pieno. Giannitessari
    Roncà (VR) via Prandi, 10 0457460070 - giannitessari.wine
  • Inama
    Giuseppe Inama ha dato vita alla sua azienda più di mezzo secolo fa, dapprima sulle colline del Soave classico e successivamente, per volontà del fi glio Stefano, nel cuore dei Colli Berici. Oggi accanto a Stefano ci sono i fi gli Matteo, Alessio e Luca a indirizzare il percorso dell'azienda, sempre più votata alla riduzione dell'impatto ambientale e alla produzione di vini che raccontino il territorio di provenienza. Il vino più rappresentativo è per Inama l’Oratorio di San Lorenzo, che prende il nome dalla località in cui si trova la vigna: un vero e proprio cru. Dal 2009 esce come Riserva. Abbiamo assaggiato il Colli Berici Carmenere Oratorio di San Lorenzo Riserva 2016, ancora giovanissimo, affascinante nei profumi speziati, di sottobosco e mora, dalla bocca agile e scattante, ma anche polposa e fitta. Il Colli Berici Carmenere Oratorio di San Lorenzo Riserva 2009 sembra non aver paura di invecchiare, il naso cresce in complessità, non abbandona il frutto e si arricchisce di note di pepe, resine nobili, corteccia di pino e tabacco; la bocca è vibrante di freschezza e dal finale pulito e profondo.
    San Bonifacio (VR) loc. Biacche, 50 0456104343 - inama.wine
  • Piovene Porto Godi
    L’azienda di Tomaso Piovene è situata sul versante sud-orientale dei Colli Berici, dove si trovano le uniche pareti rocciose. Parliamo di più di 200 ettari dedicati a seminativi, bosco e oliveto, completati da una quarantina di ettari di vigneto. La zona, estremamente calda e asciutta, garantisce la maturazione delle varietà bordolesi con continuità, dando vita a una produzione che ha nella pienezza del sorso il tratto distintivo. La cantina arriva a produrre circa 120mila bottiglie e all’interno dispone anche di agriturismo dove poter fare degustazioni e assaggiare prodotti tipici. L’azienda ha da sempre puntato sul Tai Rosso, clone di Grenache arrivato qui da secoli e ben acclimatato. Buonissimo, nel nostro assaggio, il Colli Berici Tai Rosso Thovara ’19 fresco e fragrante, dalle note di rosa, mora e ribes, dal tocco di spezie dolci e dai richiami floreali. Il frutto è maturo, ma croccante, la spalla acida non manca e il finale è molto pulito. Siamo meno fortunati col Colli Berici Tal Rosso Thovara ’03, la bottiglia non è in formissima, ci può stare dopo quasi vent’anni. Il bello del vino è anche questo. Superlativo il resto della gamma.
    Villaga (VI) fraz. Toara di Villaga via Villa, 14 0444885142  - piovene.com
  • Dal Maso
    Ormai prossima al mezzo secolo di vita, l'azienda fondata da Luigino Dal Maso è un punto di riferimento assoluto per gli appassionati che esplorano i territori di Gambellara, della Lessinia e, non ultimi, dei Colli Berici. Nicola assieme alle sorelle Silvia e Anna ha saputo trasformare un'azienda dedita alla produzione di vini semplici e quotidiani in un'impresa che valorizza il territorio in cui è inserita. In tutto sono 30 gli ettari vitati per una produzione che si attesta intorno alle 300mila bottiglie. L’area Berica è caratterizzata da rossi di grande corpo e carattere, come dimostra il Colli Berici Merlot Casara Roveri ’19 vino ricco e sfaccettato, dai profumi di ciliegia matura e prugna. La bocca unisce potenza a freschezza e l’acidità è
    sempre ben integrata alla materia. Tannini setosi e fi nale sapido completano l’assaggio. Il Colli Berici Merlot Casara Roveri ’02 regge alla grande la prova del tempo, i terziari si avvertono (tra terra bagnata, sigaro, resine nobili) ma il frutto è ancora presente (specie i frutti di bosco). La bocca è setosa e fi ne, lunga e di ottima progressione.
    Montebello Vicentino (VI) c.da Selva, 62 0444649104  - dalmasovini.com
  • Cavazza
    L'azienda, fondata da Giovanni Cavazza quasi un secolo fa, si distribuisce fra il comprensorio di Gambellara, dove impera la garganega, e quello dei vicini Colli Berici. Oggi la quarta generazione si occupa della gestione dei vasti vigneti, della produzione in cantina e della commercializzazione, inseguendo uno stile che oscilla fra la finezza dei bianchi e la ricchezza
    solare dei rossi. L’azienda è arrivata a produrre quasi 800mila bottiglie, grazie ai 135 ettari vitati totali. Nei Colli Berici si punta sulle varietà rosse, a partire dal prestigioso Cabernet. La linea Cicogna prevede quattro etichette e rappresenta per l’azienda la “distillazione di un terroir”. Il Colli Berici Cabernet Cicogna ’16 è davvero intrigante: con la complicità di
    una grande annata abbiamo un rosso fresco e mentolato, lungo e dal fi nale elegante e sapido. La sorpresa arriva però dal Colli Berici Cabernet Cicogna ’91: dopo trent’anni è un vino di grande fascino, ancora vitale e scattante per freschezza, dalla leggera percezione tannica e dal fi nale tutto giocato sulla sapidità. Il naso è un caleidoscopio di profumi: i terziari regalano speziatura e sottobosco, mentre non manca un pizzico di primarietà che ci rimanda al frutto. Davvero memorabile.
    Montebello Vicentino (VI) c.da Selva, 22 0444649166 - cavazzawine.com

Colli Berici. Dove mangiare

  • Altavilla Vicentina (VI)
    Trattoria da Berno
    via Monte Grappa, 70 0444 288688 – daberno.it
  • Arcugnano (VI)
    - Antica Trattoria Moreieta 1890
    Via Soghe, 35 0444 273311 – moreieta.com
    - Trattoria Zamboni
    fr. Lapio S.da per il lago di Fimon
    Via Santa Croce, 73 0444 273079
    trattoriazamboni.it
  • Barbarano Mossano (VI)
    - Aqua Crua
    fr. Barbarano Vicentino
    Piazza Calcalusso, 11
    0444 776096 – aquacrua.it
    - Da Sagraro
    loc. Mossano Via Loivaro, 1
    0444 886217 - 347 2907072
    agriturismodasagraro.com
  • Lonigo (VI)
    - La Peca
    via A. Giovanelli, 2
    0444 830214 – lapeca.it
  • Val Liona (VI)
    - Da Isetta
    c.da Pederiva, 96
    0444 889521 – trattoriaisetta.com
    - Trequarti
    Loc. Spiazzo – Piazza del Donatore, 3
    0444 889674 – ristorantetrequarti.com
  • Vicenza
    - FuoriModena - Cucina km 200
    Contrà San Gaetano da Thiene, 8
    0444 330994 – fuorimodena.it
    - Matteo Grandi in Basilica
    Piazza dei Signori, 1
    328 1824572 ristorantematteograndi.it
    - Massimo Gusto
    Viale A. Giuriolo, 17
    348 7153044 – massimogusto.it
    - Cicchetteria La Sosta
    Strada di Longara, 3
    0444 042565 - @cicchetterialasosta/

a cura di Giuseppe Carrus, Gianni Fabrizio, Marco Sabellico
Nella foto di apertura i vigneti dei Colli Berici intorno al comune di Brendola (foto di Claudio Portinari)

Iniziativa finanziata dal Programma di sviluppo rurale per il Veneto 2014-2020
Organismo responsabile dell’informazione: Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza
Autorità di gestione: Regione del Veneto - Direzione AdG FEASR e Foreste

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