Vini Doc miscelati a vini generici e venduti come Colli Piacentini. Indagate 12 persone

10 Lug 2024, 15:42 | a cura di
Secondo la Procura di Piacenza sono migliaia le bottiglie contraffatte di Gutturnio, Bonarda, Barbera, Ortrugo. Coinvolti nell'indagine anche alcuni tecnici di Valoritalia

La lente dei magistrati della Procura di Piacenza, e dei Nas di Parma, sui vini dei Colli Piacentini, per un presunto caso di contraffazione sui vini Doc e Igt. Il Tribunale locale ha inserito 12 persone nella lista degli indagati, tra cui titolari, enologi e agronomi di due cantine del territorio e tre ex dipendenti di Valoritalia, organismo di certificazione delle produzioni incaricato dal Masaf. I capi d'accusa, come riportato dal quotidiano Libertà, di Piacenza, vanno dalla contraffazione di Doc e Igt, alla frode in commercio, al falso in atto pubblico.

Vini generici miscelati a vini Doc

Secondo i magistrati, che hanno chiuso le indagini nel marzo scorso, le cantine indagate (Casabella di Castellarquato e la società vinicola Avpg di Travo, riconducibili a un unico proprietario) avrebbero aggiunto vini generici (molto probabilmente non provenienti dal territorio) ai vini consentiti dai disciplinari di produzione delle rispettive Doc e Igt (come Ortrugo, Barbera, Malvasia, Bonarda, Gutturnio e altre), in violazione delle regole di produzione. Allo stesso tempo, i registri di cantina sarebbero stati falsificati in modo da far quadrare i quantitativi in giacenza e quelli venduti sul mercato. Migliaia le bottiglie che sarebbero fuori norma. Secondo i rilievi dei carabinieri del Nas, circa 2.200 ettolitri nel 2021 e 1.500 ettolitri nel 2022 sarebbero stati contraffatti in una delle due aziende vinicole, mentre nell'altra dei vini Doc sarebbero stati mescolati a vini generici e poi commercializzati, per un indebito introito di circa 400mila euro.

Icqrf - Repressione Frodi - controlli in cantina - ispettori

Il ruolo di Valoritalia

Tra i 12 indagati ci sarebbero il responsabile della sede piacentina di Valoritalia e due consulenti, in qualità di ispettori. La società di certificazione (che a giugno 2024 ha presentato il bilancio dell'attività del 2023) ha collaborato all'indagine avviando una verifica sulla attività degli stessi ispettori, dopo le segnalazioni dell'Ispettorato delle repressione frodi del Masaf (che aveva riscontrato anomalie durante alcune verifiche). Il responsabile di sede è stato licenziato per giusta causa e i due tecnici sono stati sollevati dal loro incarico. I magistrati hanno contestato, in questo caso, il reato di falso in atto pubblico, sostenendo che gli indagati avrebbero falsamente attestato i prelievi di vino da autoclavi o bottiglie mentre, in realtà, erano le cantine che consegnavano i campioni agli ispettori, che in tal modo non potevano verificare l'esatta provenienza dei vini. Una prassi che, come hanno spiegato i magistrati al quotidiano locale, sarebbe stata adottata anche da altre cantine piacentine per tutta l'annata 2021/2022. Tutta la vicenda potrebbe chiudersi legalmente con un patteggiamento.

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