La cantina cooperativa di Termeno ha una lunga storia alle spalle, intimamente legata al gewürztraminer. Un vitigno che da qualche anno si è affermato grazie agli aperitivi, essendo di partenza un vino non particolarmente adatto al tutto pasto. Ma oggi il Gewürztraminer è uno dei grandi vini altoatesini, come dimostra la verticale di Nussbaumer.
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Siamo in Alto Adige, regione vitivinicola dove la cooperazione è da lungo tempo in auge: Tramin – questo è ora il nome ufficiale della cantina che nasce nel lontano 1898 – è la terza cantina sociale nata in ordine di età. Oggi, rappresenta oltre 180 famiglie – con un numero di soci ancora più elevato (circa 300), vista la parcellizzazione della terra e visto che, magari, padre e figlio possiedono e conferiscono singolarmente le uve dei rispettivi vigneti – e più di 260 ettari nella Bassa Atesina, sul versante occidentale della valle dell’Adige. Il comune di Tramin eccelle in molte varietà di uva, ma ha un rapporto privilegiato con il gewürztraminer che trova in questa microarea il suo indiscusso terroir d’elezione tanto da rappresentare nell’economia aziendale, con poco meno di 60 ettari vitati, quasi il 22% dell’intero parco vigneti.

Vitigni Gewurtztraminer

Gewürztraminer: un nome che trae in inganno

Per molto tempo il fatto di avere nel nome l’aggettivo “traminer” (che indica la provenienza: di Tramin o Termeno) ha lasciato erroneamente credere che il vitigno fosse originario di qui: ma la scienza, e in particolare la genetica, ci dicono che la varietà sia una mutazione spontanea dell’uva savagnin rosa, a sua volta derivante dal savagnin bianco, mutazione probabilmente verificatasi in tempi remoti nel Sud della Germania.

In verità, a quei tempi, il vino di Termeno, probabilmente prodotto allora con moscato e altre varietà locali, godeva già di grande fama tra i paesi germanofoni. Sono, infatti, numerose – dalla metà del Tredicesimo secolo in avanti – le testimonianze scritte che citano il vino di Tramin, considerato di elevatissima qualità. È molto probabile che in quel periodo storico qualche commerciante tedesco più furbo iniziasse a vendere il proprio vino (ottenuto dalla mutazione aromatica del savagnin) con il nome di Traminer giocando sulla notorietà del terroir. Si sarebbe quindi diffusa l’abitudine di dare a quell’uva il nome del nostro famoso comune vitivinicolo, aggiungendovi successivamente la dicitura “gewürz”, che in tedesco significa “speziato”.

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Nussbaumer

L’acclimatamento dell’uva e il terroir del gewürztraminer

Il gewürztraminer, come mutazione del savagnin rosa – chiamato Roter Traminer in Germania – è un vitigno a bacca bianca sui generis visto che gli acini hanno colore rosa o rosa beige. Questa cultivar, dal germogliamento e dalla maturazione tendenzialmente precoce, ama il caldo e soprattutto i raggi diretti del sole e quindi in fase di maturazione produce molti zuccheri, ma perde velocemente l’acidità e quindi necessita dei siti più adatti. Terreni troppo drenanti e quindi caldi o microclimi troppo caldi, e il vino diventa subito pesante al naso e molle e quasi oleoso al palato. Al contrario, piantato in terreni freddi e poco drenanti o in zone fredde e poco soleggiate, produce vini magri al palato ma soprattutto vini poco profumati e poco aromatici, senza il bouquet così caratteristico del vitigno.

Verticale Nussbaumer

Il ruolo della cantina Tramin nel boom del Gewürztraminer e la figura di Willi Stürz

La cantina Tramin ha ben tre ottimi motivi per essere considerata una delle aziende portabandiera in Italia e nel mondo nella diffusione del gewürztraminer: dedica quasi 60 ettari alla cultivar (ben oltre il 20% del patrimonio viticolo aziendale); produce sei etichette distinte di gewürztraminer; è la prima cantina ad avere ottenuto 100 centesimi per un vino bianco italiano, prodotto proprio dall’uva regina della zona. In realtà, trovandosi al centro dell’areale più vocato per la coltivazione di un vitigno ottimo ma parecchio capriccioso, la cantina cooperativa di Termeno ha da sempre lavorato per la sua valorizzazione attraverso una produzione ineccepibile.

La svolta decisa che ha portato Tramin a far capire l’enorme potenziale del Gewürztraminer è arrivata con l’ingresso in azienda nel 1989 di Willi Stürz. Oltre al lavoro operato sulla base della piramide qualitativa dei vini di Tramin, ovvero sui soci, Willi ha deciso, insieme ai vignaioli più attenti, di individuare le zone maggiormente vocate per la coltivazione dei singoli vitigni e quindi di far nascere la linea delle selezioni. Ma il suo più grande merito è stato di credere in un grande Gewürztraminer secco e longevo, in grado di migliorare in bottiglia con il passare del tempo. Oggi Willi e Tramin hanno vinto la loro scommessa: il Nussbaumer siede di diritto tra i grandi bianchi del mondo.

Nussbaumer verticale

Cantina Tramin. Nascita ed evoluzione di Nussbaumer

Nonostante la prima annata di Nussbaumer sia databile 1990, è con lo sviluppo della linea delle selezioni e con la piena operatività di Willi Stürz, nel 1999, che nasce l’idea del Nussbaumer che oggi conosciamo e che si aggiudica per la prima volta il riconoscimento dei Tre Bicchieri, lunga serie che oggi ne totalizza ben 20. Le prime annate, limitate a 3-4mila bottiglie, sono state interamente prodotte dalla vigna del Maso Nussbaumer ed erano quindi etichettate come Nussbaumerhof. Cresciuta progressivamente la produzione, oggi, le bottiglie finali possono variare da 55 a 70mila secondo l’annata. Il vitigno è particolarmente fragile al momento della fioritura e quindi i grappoli, di solito piccoli e non molto fitti, possono essere segnati da problemi di acinellatura che ne può diminuire sensibilmente la produzione. Per stabilire il momento ideale di raccolta in vista dell’equilibrio finale e della ricchezza olfattiva dell’insieme, Willi si affida agli esami di laboratorio ma soprattutto alla sua esperienza.

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QUESTO È NULLA…

Nel mensile di gennaio del Gambero Rosso trovate la nostra verticale con i giudizi sulle varie annate di Nussbaumer, dal 2017 al 1999. In più, tante curiosità sull’evoluzione e le dinamiche produttive del Gewürztraminer, dall’affinamento in legno al recente boom di vendite, oltre alle news aggiornate sulla sua diffusione in tutto il mondo. Non è finita qui: abbiamo anche intervistato Wolfgang Klotz, direttore commerciale marketing della cantina Tramin, che ci ha raccontato qualcosa in più sull’ondata di popolarità che ha travolto questo vino, facendone uno dei bianchi più amati dai giovani. E ancora: approfondimenti, mini-guide e il nostro ricco glossario con le parole indispensabili per esprimersi al livello degli esperti: non manca nulla!

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a cura di Gianni Fabrizio