Le colline di Montepulciano, patria del Vino Nobile Docg, e i vigneti della Valpolicella, patria dell’Amarone, entrano nel Registro nazionale dei Paesaggi rurali storici.
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Oggi il Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali è costituito da 25 siti, tra cui Lamole-Greve in Chianti, Conegliano-Valdobbiadene, Pantelleria, Soave, Amalfi, Valle di Cembra, Valtellina, Mandrolisai, per restare a quelli del settore vitivinicolo.

Panorama di Montepulciano

I vigneti di Montepulciano

Per quanto riguarda Montepulciano, il riconoscimento è stato assegnato anche ai confinanti borghi di Pienza e di Monticchiello, in considerazione dell’alternanza di vigneti e oliveti che caratterizza il paesaggio, permanenze dell’antica promiscuità colturale dei secoli passati. Nel tempo, le attività economiche prevalenti sono rimaste l’agricoltura e la trasformazione dei prodotti agricoli, mentre il turismo rurale ha assunto un valore crescente grazie al mantenimento della qualità del paesaggio. Il territorio di Montepulciano conta 16.500 ettari di superficie comunale, circa 2.000 ettari sono vitati (16%). Di questi, 1.245 sono gli ettari iscritti a Vino Nobile di Montepulciano Docg, mentre 357 sono iscritti a Rosso di Montepulciano Doc. Sono oltre 250 i viticoltori, circa mille i dipendenti e altri mille gli stagionali.

La Valpolicella

È nel Registro dei paesaggi rurali storici anche la Valpolicella, che ambiva a raggiungere questo traguardo da diversi anni, a seguito della presentazione del dossier di candidatura portato avanti dalla Cantina Valpolicella Negrar, assieme ai Comuni di Negrar, Marano, Fumane, San Pietro in Cariano e Sant’Ambrogio, il Dipartimento Economia aziendale dell’Università di Verona e il Gal Baldo Lessinia.

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Adesso l’ok del Mipaaf apre un nuovo capitolo e sembra muoversi nella stessa direzione delle cantine associate del Consorzio, con sette su dieci che hanno espresso l’intenzione di continuare a investire sull’accoglienza in cantina.

La candidatura della Doc Custoza

Intanto, la Doc Custoza tenta l’inserimento per la prossima tornata. Il Sottosegretario alle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, si è detto pronto ad aprire un tavolo con i produttori vinicoli della denominazione per inserire il territorio sia nel Registro italiano dei paesaggi rurali storici sia in quello Fao dei paesaggi agricoli. “Questo è un territorio che più di altri può essere inserito con autorevolezza nel registro nazionale e in quello Fao” ha dichiarato l’esponente della Lega durante una masterclass sui vini veronesi “e se il Consorzio vuole sono disponibile a sederci a un tavolo per definire possibili sinergie”.

Il borgo della provincia di Verona, frazione del Comune di Sommacampagna, è stato la sede di due battaglie risorgimentali (1848 e 1866) e dà il nome a una denominazione che complessivamente si estende su 1.400 ettari, con una produzione annua di 12 milioni di bottiglie, oltre 500 soci del Consorzio (compresi i conferenti alle cantine sociali) e 70 imbottigliatori (di cui 54 vinificatori). La presidente del Consorzio, Roberta Bricolo, in carica dallo scorso gennaio, ha accettato la sfida lanciata da Centinaio, che ha le deleghe al vino e al registro Fao dei paesaggi agricoli: “Trovo l’equivalenza tra vino e identità molto pertinente e siamo noi produttori davvero ambasciatori del territorio. Siamo pronti e preparati a raccogliere la proposta del sottosegretario e a metterci al lavoro”.

a cura di Loredana Sottile

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Questo articolo è tratto dal settimanale Tre Bicchieri del 10 giugno 2021 – Gambero Rosso 

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