Il vino italiano avrà un disciplinare pubblico di sostenibilità: uno standard pubblico unico nel suo genere, con un disciplinare che mette insieme sostenibilità ambientale, economico e sociale
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Quella del 24 giugno sarà ricordata come una data storica per la sostenibilità vitivinicola. Il capo dipartimento del Mipaaf Giuseppe Blasi ha, infatti, firmato il decreto che tutti stavano aspettando: con il provvedimento a regime, il vino italiano avrà uno standard pubblico unico nel suo genere, attraverso un disciplinare basato sul sistema nazionale di produzione integrata, capace di mettere insieme il minimo comune denominatore in materia ambientale, economico e sociale. Facendo, quindi, riferimento a tutte le regole produttive e alle buone pratiche finalizzate a garantire il rispetto della natura, la qualità e sicurezza alimentare, la tutela dei lavoratori e dei cittadini, un adeguato reddito agricolo.

Frutto di una sintesi tra gli attuali protocolli pubblici, come Viva e Sqnpi, e privati, come Equalitas (nato nel 2015 dalla collaborazione tra Federdoc, Unione Italiana Vini, gruppo CSQA-Valoritalia, 3A Vino e Gambero Rosso), lo standard sostenibile del vino era stato inserito, lo scorso anno, all’interno al Decreto Rilancio e rimasto in attesa del decreto ministeriale, appena firmato.

“Così” ha commentato il presidente di Unione italiana vini Ernesto Abbona “Saremo i primi in Europa a dotarci di uno standard pubblico sostenibile per il settore vitivinicolo, un motivo di orgoglio che condividiamo con il ministero delle Politiche agricole e tutto il settore. Ora serve accelerare con il disciplinare di produzione, per chiudere un quadro giuridico che consentirà alle imprese di applicare il nuovo modello già a partire dalla prossima vendemmia”.

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Per il presidente di Federdoc e di Equalitas, Riccardo Ricci Curbastro “L’approvazione del decreto rappresenta un passo decisivo verso una interpretazione condivisa e chiara della sostenibilità in ambito vitivinicolo. Ci complimentiamo con il Mipaaf per la determinazione con cui ha portato avanti l’iniziativa e ci auguriamo che a breve siano rese disponibili le procedure operative per permettere la certificazione alle imprese. Tale percorso” continua Ricci Curbastro “su cui Federdoc ed Equalitas sono impegnate ormai da diversi anni, fornisce una risposta propositiva alla strategia della Commissione sul Green Deal nell’ottica di rendere le Do nazionali più competitive sia sul mercato interno sia su quello globale”. E di Green Deal parla anche il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti:La firma del decreto è la chiusura del cerchio di uno strumento normativo e di mercato che sarà in grado di rispondere positivamente a sfide e obiettivi della nuova Politica agricola comune e della strategia Farm to fork”.

Regole e logo unici per tutti

Ma cosa prevede il nuovo decreto? E come ci si potrà adeguare? L’adesione è volontaria. Per tutti i produttori, sono previste regole uniche in materia di impiego di agrofarmaci e di buone prassi in vigna e in cantina (circa 40), ma anche – una volta raggiunta la certificazione – un logo uguale per tutti riconoscibile ai consumatori. Infine, buone notizie per le imprese che hanno già adottato lo standard Equalitas o gli altri protocolli a disposizione: a chi è già in possesso di una certificazione ambientale, viene data la possibilità di essere inserite – senza costi e per un periodo transitorio di due anni – nel nuovo standard della sostenibilità, evitando così doppi adempimenti. Si legge, infatti, nel decreto che “in sede di prima applicazione, gli indicatori sono riferiti al monitoraggio (…). Per le fasi successive di sviluppo del disciplinare, si introducono indicatori di performance al fine di quantificare il progresso compiuto in termini di sostenibilità dei processi e dell’organizzazione”.

Un passaggio importante che, come ricorda Ricci Curbastro “dà la possibilità alle aziende di evitare duplicazioni e conferma il ruolo chiave dei protocolli evoluti, come quello Equalitas, che rendono la strada della sostenibilità una sfida in continua evoluzione”.

Nasce il Comitato della sostenibilità vitivinicola

Tra le novità del decreto, c’è anche l’istituzione di un Comitato della sostenibilità vitivinicola (CoSVi), cui spetteranno i compiti di definire il sistema di monitoraggio della sostenibilità della filiera vitivinicola, compresa la determinazione dei criteri per l’individuazione del campione delle aziende a carico delle quali condurre l’indagine; individuare gli indicatori necessari alle valutazioni della sostenibilità della filiera vitivinicola; supportare il Mipaaf nella fase di confronto e consultazione del partenariato economico e sociale. Faranno parte del Comitato, a titolo gratuito, due rappresentanti del Mipaaf, quattro rappresentanti delle Regioni e Province autonome, due esperti del Crea (uno del Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia e uno del Centro di ricerca per la Viticoltura ed Enologia), un rappresentante di Accredia. Inoltre, a titolo consultivo, saranno scelti un rappresentante per ciascuno dei sistemi di valutazione della sostenibilità nel settore vitivinicolo facenti parte del Gruppo di lavoro per la Sostenibilità in Vitivinicoltura. La funzioni di coordinatore è attribuita al Direttore della Dg delle Politiche internazionali e dell’Unione europea.

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L’indagine conoscitiva Equalitas-Gambero Rosso

Proprio in materia di sostenibilità, lo scorso 21 maggio, Equalitas insieme a Luci sul Lavoro e Gambero Rosso, ha avviato un’indagine rivolta ad aziende e consorzi del comparto vitivinicolo. L’obiettivo è orientare le scelte dell’intera filiera verso nuovi livelli di sostenibilità sociale, in particolare rispetto alla “sostenibilità del lavoro”, ossia tutto ciò che afferisce, in prospettiva, alla gestione sostenibile dell’impresa e del suo capitale umano. Coordinata scientificamente dal professor Enzo Peruffo dell’Università Luiss di Roma, in collaborazione con il Comitato Tecnico Scientifico di Equalitas, l’indagine verte su domande quali l’andamento del mercato del lavoro nel comparto vitivinicolo e le sue principali criticità; l’orientamento delle imprese rispetto al tema; la relazione tra orientamento alla sostenibilità del lavoro e performance aziendale.

Già a partire dal 2013, Gambero Rosso e Federdoc colsero infatti le aspettative del comparto attraverso i lavori del Forum per la Sostenibilità del Vino, con analisi e ricerche che permisero la nascita di Equalitas, standard leader per la certificazione della sostenibilità nella filiera vitivinicola. Il passo successivo è la promozione di un osservatorio in grado di percepire le mutazioni in atto ed attese nelle imprese su questo tema, considerato ormai fondamentale anche dai consumatori.

 

a cura di Loredana Sottile

 

Questo articolo è tratto dal settimanale Tre Bicchieri del 24 giugno 2021 – Gambero Rosso 

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