Italian wine brands dice stop al teleselling. A rischio il futuro di 44 lavoratori

2 Mag 2024, 18:06 | a cura di
La società vitivinicola che controlla la Giordano Vini ha annunciato una riorganizzazione delle attività interne che prevede il trasferimento di decine di impiegati dal Piemonte al Veneto. Sindacati in allarme per i possibili licenziamenti

La riorganizzazione delle vendite a distanza di Italian wine brands nella sede di Valle Talloria, a Diano D'Alba (Cuneo), fa tremare i sindacati di categoria Fai, Flai e Uila che hanno denunciato il rischio lavorativo per ben 44 dipendenti. La società quotata in Borsa Italiana, che nel gruppo annovera la controllata Giordano Vini, in passato specializzata nel business delle vendite telefoniche di vino, ha annunciato una riorganizzazione della sede piemontese e il trasferimento del personale in provincia di Verona.

Scatta lo spostamento in Veneto

Il segmento del teleselling negli ultimi anni è entrato in crisi perché i consumatori preferiscono acquistare i prodotti attraverso il canale internet. Questo cambiamento, secondo la società che nel 2023 ha registrato ricavi per 429 milioni di euro, rende economicamente non più sostenibile il mantenimento di una organizzazione interna dedicata al teleselling, dal momento che proprio le vendite telefoniche hanno subito un «progressivo e inarrestabile ridimensionamento», come spiega la stessa Iwb. La controllata Giordano vini, inoltre, ha da tempo sviluppato il canale digital che porterà alla dismissione dell'unità piemontese dedicata al teleselling. L'effetto della riorganizzazione e dell'ottimizzazione della produttività, per Italian wine brands, porterà quindi a trasferire il personale oggi a Valle Talloria - è questo l'annuncio fatto ai sindacati - nella sede veneta di Calmasino di Bardolino (Verona), acquisita nel luglio 2021 da Iwb per 150 milioni di euro, con l'operazione Enoitalia.

L'allarme dei sindacati per i trasferimenti forzati

L'avvio delle procedure di licenziamento collettivo degli addetti alle attività di teleselling di Giordano Vini vede coinvolte complessivamente 44 persone «che si ritroveranno senza occupazione - sottolineano le organizzazioni sindacali in una nota ufficiale - visto che il trasferimento da Cuneo a Verona sarà difficilmente realizzabile. In aggiunta alle conseguenze negative per i lavoratori e le lavoratrici ancora in forza a Giordano Vini nonché per tutto l’indotto». I dubbi e i timori espressi nei mesi scorsi da Fai, Flai e Uila, in sostanza, sembrano essersi concretizzati: «Solo pochi mesi fa la procedura di acquisizione totale o parziale di diverse realtà vinicole su tutto il territorio nazionale da parte di Iwb Italia - scrivono - si era chiusa con un mancato accordo, dettato sia da una non trasparenza degli assetti occupazionali, sia da una totale assenza di volontà della società di assumere impegni nei confronti della forza lavoro e di reticenza rispetto al piano industriale della nuova realtà».

Flessioni per il teleselling

Nella relazione finanziaria 2023 di Iwb, le vendite del canale teleselling hanno totalizzato ricavi per poco più di 12,1 milioni di euro, contro i 13,9 mln di un anno prima e i 16,8 mln del 2021, con flessioni in doppia cifra sia in Italia sia all'estero, per una decrescita annua del 15% tra 2021 e 2023. Il canale digital, nel 2023, ha sfiorato per Iwb i 20 milioni di euro di ricavi (-2,1% sul 2022) con un tasso di crescita medio annuo negativo per il 5,8% tra 2021 e 2023. «Il gruppo Iwb assieme alle organizzazioni sindacali studierà - secondo quanto reso noto dalla società - forme di supporto in favore delle persone interessate da questa riorganizzazione». Mentre le segreterie nazionali dei sindacati «valuteranno le più idonee azioni a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici di Iwb Italia S.p.a. e Giordano Vini». L'impatto sociale sul territorio di Cuneo potrebbe essere «gravissimo».

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