Le gelate di inizio aprile sono arrivate dopo un periodo di siccità, mettendo in difficoltà molte aziende agricole. Ora le associazioni chiedono al Governo di predisporre sostegni adeguati. Il quadro territorio per territorio.
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L’agricoltura messa in ginocchio dal maltempo

Dopo le gelate del 6-8 aprile, l’arrivo della pioggia in tutta Italia ha riportato le temperature più vicine alle medie del periodo. Ma anche quest’anno, come nel 2017, la viticoltura dovrà fare i conti con gli effetti del grande freddo. Sotto lo zero, e fino a -8 gradi, molte aree vitate da nord a sud. Le associazioni degli imprenditori hanno chiesto al Governo di predisporre d’urgenza gli strumenti per il ristoro dei danni. Le stime rese note finora sono parziali: il 60% dell’agricoltura è interessata dal fenomeno, secondo la Cia. Le gelate, paradossalmente, sono arrivate dopo un lungo periodo di siccità. Per Città del vino, che ha chiesto lo stato di calamità, il gelo tardivo è un’ulteriore difficoltà che mette in discussione i redditi di molte aziende e mette “a repentaglio la prossima campagna vendemmiale”. E non va meglio in Francia, dove in sindacati hanno chiesto l’intervento del Governo. Ma intanto vediamo la situazione italiana territorio per territorio.

Vite gelata in vigna a Cuneo

Piemonte
In zona Barolo e Barbaresco, la gelata nera (a clima secco e senza brina) ha sorpreso i filari di Nebbiolo più precoci: “Situazione eterogenea all’interno della stessa pianta e danni difficilmente quantificabili”, ha fatto sapere il Consorzio, sottolineando che sono stati i vigneti di media altitudine i più interessati, a fronte di effetti “molto limitati” per i meglio esposti e l’area interna: “Nessun allarmismo su drastiche riduzioni della produzione 2021”. Secondo Confagri Piemonte, i danni in tutta la regione ammontano a 18 milioni di euro ed è di circa 5 mila su 43,7 mila ettari la superficie danneggiata, con percentuali tra 20% e 40%. Poco colpite le zone del Moscato, il Doglianese e il Monregalese; più danni nell’Acquese, nell’area del Nizza, Canavese e Biellese.

Prosecco
L’uva Glera appare in sofferenza, secondo la Confagricoltura Padova, nella zona di Conselve con gravi danni sulle uve precoci i cui germogli sono stati accartocciati dal freddo. Meno gravi i danni nelle Colline del Prosecco perché la vite è in una fase fenologica ancora arretrata. Nessun danno nell’areale del Valdobbiadene.

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Vite gelata in Emilia

Lambrusco
Tutta la viticoltura regionale è interessata ma sono allarmanti i riscontri nel distretto emiliano. Il presidente del Consorzio del Lambrusco Doc, Claudio Biondi, parla di danni alla zona del grasparossa e alle varietà precoci: “Per alcuni viticoltori il danno potrebbe arrivare all’80% della produzione”.

Brunello di Montalcino
Effetti a macchia di leopardo a Montalcino. Temperatura sottozero, come ha spiegato il presidente del Consorzio del Brunello, Fabrizio Bindocci, ma danni limitati: “Buona parte delle gemme è ancora dormiente e per le altre ci affidiamo a una seconda germogliazione. Il danno c’è stato ma la seconda vegetazione rimetterà in parte le cose a posto”. In tutta la Toscana, il 50% dei vigneti nelle parti inferiori delle pendici è stato danneggiato, stima Confagri Toscana.

Trasimeno e Orvieto
In Umbria, dalle sponde del Trasimeno a Orvieto, le uve precoci Sangiovese e Grechetto (le due più coltivate) registrano un “notevole danno di produzione”, rende noto la Cia. Dai 27 gradi, coi primi germogli, si è passati a -8 gradi. Fino alla vendemmia, se non ci saranno altre sorprese, la pianta rimarrà in salute ma con molti meno frutti.

Campania
Temperature fino a 6 gradi sottozero in Irpinia e Beneventano. Secondo la Federazione agronomi campana, i vitigni più colpiti sono gli autoctoni a bacca bianca in fase di germoglia mento. Per quelli a bacca nera come l’Aglianico nessuno problema perché ancora in riposo vegetativo.

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Primitivo di Manduria
Non si sono registrati fortunatamente forti danni nella zona del Primitivo nonostante le due gelate” spiega Mauro di Maggio, presidente Consorzio del Primitivo di Manduria. Qualche problema nella zona costiera ma “nulla di grave grazie all’azione mitigatrice del mare che non ha fatto abbassare troppo le temperature”.


a cura di Gianluca Atzeni   

Questo articolo è tratto dal settimanale Tre Bicchieri del 15 aprile 2021 – Gambero Rosso

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