I migliori Lugana tra Veneto e Lombardia in 15 etichette secondo il Gambero Rosso

7 Mar 2024, 18:40 | a cura di
Tra i vini del Veneto e della Lombardia che hanno ottenuto i Tre Bicchieri o i Due Bicchieri Rossi, essendo arrivati in finale durante le degustazioni per la guida Vini d'Italia 2024 del Gambero Rosso, 15 sono Lugana. Scopriteli qui

Il trebbiano di Lugana o turbiana è un vitigno autoctono a bacca bianca, coltivato da secoli nella zona a sud del lago di Garda tra Veneto e Lombardia. Fa parte della famiglia dei trebbiano, presente anche nel centro Italia ed è coltivato nella pianura di origine morenica di Sirmione, Desenzano, Lonato, Pozzolengo e Peschiera, fino ai primi rilievi collinari, che salgono verso S. Martino della Battaglia. I terreni sono caratterizzati dalla stratificazione di argille chiare, con componenti calcaree molto ricche di minerali, che tendono a diventare più sabbiosi salendo verso la zona collinare. Sono suoli che in passato erano coperti dai boschi acquitrinosi dell’antica Selva Lucana, da cui prende nome il vitigno. Terreni particolari, che tendono a indurirsi e compattarsi nei periodi secchi e a diventare fangosi e plasticamente molli nelle stagioni piovose. La loro particolare composizione dona al vino straordinarie caratteristiche di mineralità, sapidità, struttura e longevità.

Il Lugana, la cui Denominazione di Origine Controllata risale al 1967, oltre a quella base, prevede anche la versione Superiore, Riserva, Spumante Metodo Classico o Charmat e Vendemmia Tardiva.

Il trebbiano di Lugana ha un grappolo di medie dimensioni, con acini dalla buccia piuttosto spessa e coperta di pruina. È una varietà di trebbiano con un buon corredo aromatico e vivace acidità. Il vino ha un colore giallo paglierino, che col tempo assume riflessi dorati, il profilo olfattivo è caratterizzato da note fruttate, agrumate, con cenni di frutta tropicale. Al palato spiccano la grande freschezza e la mineralità, unite a un bouquet armonioso con finale sapido.

Le Riserve presentano aromi più complessi, ampi, morbidi, che evolvono nel tempo verso note balsamiche, sentori di pietra focaia e idrocarburi, dimostrando un buon potenziale d’invecchiamento. La sua naturale acidità lo rende adatto anche alla produzione di spumanti Metodo Classico, con bouquet caratterizzato da profumi eleganti, fresche note agrumate e croccanti sentori di crosta di pane. Nelle versioni con lunghi affinamenti sui lieviti, gli spumanti presentano invece aromi complessi di frutta candita, frutta esotica e pasticceria. Interessanti le vendemmie tardive, ottenute da una surmaturazione delle uve in pianta, con raccolta a fine ottobre o inizio novembre. Sono vini da dessert molto equilibrati, con tenore alcolico contenuto, non eccessivamente dolci, che esprimono aromi di frutta candita e piacevole acidità.

Il Lugana ha una grande versatilità a tavola: le versioni più giovani e semplici e gli spumanti sono perfetti come aperitivo o per accompagnare antipasti leggeri di pesce, mentre i Lugana Superiore, Riserva e il Metodo Classico con lungo affinamento, possono accompagnare a tutto pasto menu di pesce importanti o carni bianche. Le vendemmie tardive sono perfette con formaggi stagionati ed erborinati o con la pasticceria secca.

I migliori Lugana Tre Bicchieri e Due Bicchieri Rossi

Eccoli qui i 15 Lugana tra Veneto e Lombardia, che hanno ottenuto i Tre Bicchieri o i Due Bicchchieri Rossi, essendo arrivati in finale durante le degustazioni per la guida Vini d'Italia di Gambero Rosso 2024

Il Molceo Ris. 2021 di Ottella, premiato con i Tre Bicchieri 2024, è il consueto Lugana di classe: porge al naso intense suggestioni fruttate, con la mela e la pesca bianca che si intrecciano a sfumature più fresche e floreali. In bocca ciò che colpisce è l'armonia del sorso che si allunga retto dall'acidità e dalla tipica sapidità della denominazione. Si potrebbe definire l'azienda Ottella come una realtà che ruota attorno al concetto di bellezza, sia essa viticola, enologica o artistica. La passione per l'arte si è fusa alla perfezione con l'attività di campagna, dando vita a un'azienda dove nessuna scelta avviene per caso e l'aspirazione al concetto di bello e buono guida ogni attività. Le vigne si estendono per quasi un centinaio di ettari fra le argille della lugana e le colline affacciate sul Mincio, fornendo le uve per una produzione di assoluto valore.

 

Il Madonna della Scoperta convince anche nell'edizione 2022 e ottiene i Tre Bicchieri 2024. Paglierino brillante, si apre su note di frutto bianco e di erbe aromatiche che virano su nuance agrumate. in bocca è sapido, ricco di morbidi toni di frutto, sorretto da una fresca vena acida che ne assicura lunga persistenza aromatica e un longevo avvenire. Dal Veronese a Lonato del Garda la famiglia Prandini continua la sua lunga tradizione agricola. Ettore e Giovanna hanno creato una moderna realtà imprenditoriale con la loro bella azienda nei pressi del Santuario della Madonna della Scoperta, che conta su un patrimonio di ben 40 ettari impiantati principalmente a turbiana, frutto di attente selezioni massali. Al centro una suggestiva modernissima cantina dove si lavora per gravità.

L'impegno nella valorizzazione dell'uva turbiana e della denominazione è evidente assaggiando il Lugana 2022 di Olivini che ha degnamente figurato nelle nostre finali. Frutto di un lavorio di selezione di vecchi cloni aziendali, è un Lugana d'annata che sorprende per freschezza, tensione e ricchezza del corredo fruttato che sfuma lungo su nuance iodate e d'agrume. I fratelli Olivini, Giovanni, Giorgio e Giordana, rampolli di una famiglia con altri interessi imprenditoriali, hanno deciso di mettere mano alla campagna di famiglia per trasformarla in una moderna azienda vitivinicola. Così nel giro di pochi anni sono passati dalla dimensione hobbistica a una produzione di livello, grazie anche alla competenza di uno staff di appassionati collaboratori. Oggi Olivini vanta oltre 30 ettari di belle vigne, una modernissima cantina ed una produzione di tutto rispetto, che ha nel Lugana il suo punto di forza

Non potevano che essere dei Lugana i vini più convincenti di casa Zenato, guidati dal Benedictus 2021 e dalla Riserva 2020. Il primo è frutto del vigneto più vecchio dell'azienda e matura in acciaio e in piccola parte in botte per donare i suoi profumi di frutto bianco e fiori che ritroviamo in un palato asciutto e scattante. Paolo e Fabio Zenato hanno saputo far coesistere la storica attività vivaistica con quelle produttiva, dando vita a una delle aziende più interessanti del comprensorio della Lugana. Le vigne si adagiano sulle argille che caratterizzano la denominazione, nella zona racchiusa fra il laghetto del Frassino e il bacino benacense, e sono dedicate in massima parte alla turbiana. Nella bella e spaziosa cantina viene realizzata una produzione solida e di grande affidabilità qualitativa.

La Riserva Fabio Contato 2020 di Cà Maiol si conferma bandiera aziendale. Ha un colore paglierino intensio e brillante, naso fresco di erbe aromatiche, frutto bianco e agrume, e in bocca si fa apprezzare per pienezza e solidità di struttura, per chiudere armonico e lungo su belle note fumé. L'azienda è stata fondata nel 1967 sulle rive sud del lago di Garda, a Desenzano, grazie alla lungimiranza e all'amore per le nuove sfide di Walter Contato. L'azienda è cresciuta negli anni grazie all'impegno dei suoi figli, che l'hanno seguita dalla metà degli anni Novanta portandola a traguardi importanti per poi cederla alla famiglia Marzotto del gruppo Santa Margherita. Cà Maiol oggi è sinonimo di agricoltura sostenibile e vanta una modernissima cantina ospitata nell'antico edificio centrale della tenuta che è datato 1710.

L'azienda Sansonina di Carla Prospero si sviluppa per poco più di una dozzina di ettari lungo le sponde meridionali del lago di Garda, fra gli abitati di Peschiera e Sirmione e a due passi dal laghetto del Frassino. Qui, a mano a mano che ci si avvicina al bacino, il suolo si arricchisce di argilla, che diventa la culla per i migliori Lugana. Abbiamo apprezzato in particolare la vena minerale del Lugana Fermentazione Spontanea 2021. 

Il Lugana 2022 di Pasini San Giovanni ha origine dai vigneti di San Benedetto di Lugana, 10 ettari dedicati esclusivamente alle uve turbiana. Nel 1958 con Andrea Pasini nasce un percorso di passione e amore per il territorio, che arriva all' attuale terza generazione, i quattro cugini Pasini, nel rispetto delle biodiversità e della sostenibilità. L'azienda pissiede anche 15 ettari a Cascina San Giovanni con il cru Arzane e 12 ettari a Picedo di Popenazze con i cru Cap del Priù e Villa Romana suddivisi tra uve groppello e marzemino, con una piccola parte, 2 ettari, dedicata al riesling renano. Pasini lavora solo uve dei vigneti di proprietà.

Molto buono il Lugana Terralbe Riserva 2019: di bella espressione fruttata e sulfurea porge al palato un profilo agile nonostante una certa ricchezza. Anche se la data di fondazione recita anno 2000, il rapporto fra la famiglia Cottini e la viticoltura inizia circa un secolo fa e Diego oggi è al timone di una corazzata viticola che conta molti ettari nelle principali denominazioni veronesi. La sede è all'interno della bella tenuta di Caprino Veronese, una moderna cantina che oltre a consentire la perfetta gestione di tutte le lavorazioni è strutturata per ridurre notevolmente l'impatto delle attività nei confronti dell'ambiente, con produzione di energia da biomasse e recupero delle risorse idriche.  L'Amarone di casa Cottini sta diventando un vero classico della denominazione e anche con la vendemmia 2019 si presenta come uno dei più interessanti della tipologia. Al naso il frutto si staglia nitido e croccante su un fondo balsamico, mentre in bocca conquista per l'armonia e la chiusura piacevolmente ruvida.

Grande prestazione del Lugana Le Fornaci Riserva 2020 di Tommasi Viticoltori, un calice frutto delle vigne di proprietà più vecchie che mette in luce profumi delicati, con il frutto a polpa bianca che conquista gradualmente spazio assieme alle note floreali e affumicate. Il palato è asciutto, succoso e di grande armonia. Sono più di 120 anni che la famiglia Tommasi si dedica alla viticoltura, generazioni e generazioni che si alternano al timone di una realtà che con lungimiranza e armonia familiare ha saputo diventare una delle più importanti d'Italia. Oggi il compito di guida spetta a Pierangelo, che con l'aiuto di fratelli e cugini gestisce un'importante piattaforma viticola e una produzione che ha nei vini della Valpolicella il suo fulcro. Ampia la superficie vitata, tra le cui perle ricordiamo la Groletta, la Conca d'Oro e Ca' Florian

Dal 1991 Massimiliano Pedassi dell'azienda Oselara coltiva con passione 13 ettari dedicati soprattutto all'uva turbiana. Elegante e morbida la Riserva Logico 2018, con corredo aromatico ricco e articolato, con nuance di scorza di limone, cedro, erbe aromatiche, pera.

Il Lugana Riserva 2019 di Patrizia Cadore ha un bel colore paglierino verdolino brillante, nitide note di frutti bianchi all'olfatto, che virano poi su nuance d'erbe aromatiche, macchia e agrume; al palato è ricco, solido, armonico e pieno, ripropone cremoso le note di frutto e chiude fresco e lungo su belle sfumature vegetali. Una bella storia quella della famiglia Cadore, vignaioli dall'800, quando dalle uve vespolina realizzavano il pregiato Torcolato nella loro terra d'origine, a Mason Vicentino. A metà degli anni Cinquanta Adriano Cadore con i fratelli acquisisce vigne nella zona del Lugana. Nel 2010 sua nipote Patrizia prende le redini dell'azienda, coadiuvata da un validissimo staff tecnico in vigna e in cantina, e accanto a lei dal 2016 troviamo la figlia Giada. Dai circa 9 ettari di vigneti patrizia ricava principalmente Lugana, ma coltiva anche tuchì (tocai), per il San Martino, e chardonnay, cabernet sauvignon e merlot.

Il Lugana Sergio Zenato Ris. 2020 di Zenato nel corso degli anni si è alleggerito e rinfrescato e oggi è caratterizzato da un frutto bianco impreziosito da timide note minerali. Il sorso è ricco, sapido e di pregevole lunghezza. Nadia e Alberto Zenato conducono l'azienda fondata da papà Sergio più di sessant'anni fa e che col tempo è diventata una vera e propria corazzata del vino veronese. Oggi i pochi ettari degli esordi sono cresciuti fino a sfiorare il centinaio, con Lugana e Valpolicella a contendersi il ruolo di protagonista in una gamma realizzata nella cantina in località Santa Cristina. A completare la produzione di casa concorre anche l'opera di selezionati viticoltori del territorio, che contribuiscono con i loro raccolti.

Quest'anno è il Lugana Superiore 2019 a tenere alto il blasone dell'azienda Ca' Lojera: ha un bellissimo colore paglierino scarico e brillante, ae al naso si apre complesso e ricco con note di frutti bianchi, agrume candito, erbe officinali che poi virano su note calde e biscottate; al palato frutto polposo, grande tensione acida, per un finale lungo che chiude su eleganti note fumé. Tradizione, paesaggio e attualità, le tre parole chiave di Ambra e Franco Tiraboschi che nel 1992 hanno deciso di mettersi in cammino sfidando un mercato che, in quel momento, non era molto favorevole alle uve destinate a Lugana. Nasceva così Ca' Lojera, a pochi passi dal lago di Garda. Nel tempo arriva la loro rivincita, con vini di grande eleganza, da lungo invecchiamento. Un totale di 20 ettari di vigneto, 18 di turbiana a Sirmione su argille bianche e due ettari in collina morenica dedicati a chardonnay, merlot e cabernet. Il tutto condito da una passione da veri artigiani della vigna.

Ottimo il Tre Campane 2021 di Marangona cremoso, minerale, che al naso offre intensi note agrumate, di frutti bianchi e di mandorla amara. Al palato è morbido e avvolgente, ben disteso grazie a un'acidità perfettamente integrata nella struttura del vino. Invecchierà con grazia.

> Scopri i vini Tre Bicchieri 2024 regione per regione

linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram