Cliente strategico per le bollicine francesi e quinto mercato a valore, con un pubblico che spende bene. Roberto Righi, direttore di Club Excellence, analizza i nuovi trend a pochi giorni da Modena Champagne experience, kermesse che ospiterà in fiera 125 maison e 600 etichette
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Italiani intenditori. Al Comité Champagne di Epernay, i sommelier che ti accolgono nel quartier generale di Rue Henri Martin questa considerazione la ripetono spesso. Perché il mercato italiano ha qualcosa di particolare e di particolarmente redditizio. In quella terra d’Oltralpe, che per i francesi è l’Italia, si è spesso, più che in altri Paesi, alla ricerca delle cosiddette “cuvée de prestige”, ovvero i top di gamma. Una tendenza che discende da un palato allenato, dalla voglia di sperimentare e di bere ad alti livelli, soprattutto nel canale HoReCa. Un andamento generale che trova conferma di anno in anno, che fa certamente la fortuna dei distributori nazionali di queste celebri bollicine e che fa dell’Italia il quinto mercato di destinazione a valore dello Champagne, con un giro d’affari di 158,6 milioni di euro, cresciuto del 4,2% rispetto al 2017.

Modena Champagne Experience

I mercati dello Champagne

Le tipologie d’alta gamma, pur contando appena il 6,2% delle quote nei quantitativi venduti, valgono da sole il 21% di questo giro d’affari. Davanti all’Italia, nella classifica a valore, ci sono Germania, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti (primi). Sul nostro territorio, sono state spedite 7,36 milioni di bottiglie nel 2018, in aumento dal 2013, stagione che ha rappresentato il punto più basso dell’ultimo decennio, con appena 5,3 milioni di bottiglie. Insomma, un mercato altamente strategico.

Modena Champagne Experience

L’evento. Modena Champagne Experience

Gli italiani amanti del metodo classico più noto al mondo avranno occasione di affinare il palato durante la terza edizione di Modena Champagne Experience, kermesse giunta alla terza edizione (13-14 ottobre), dopo un 2018 che ha chiamato a raccolta negli spazi di Modena Fiere oltre 4 mila persone. “Quest’anno saranno 125 le maison partecipanti alla due giorni modenese e le etichette saranno seicento”, ci spiega l’organizzatore Lorenzo Righi, direttore di Club Excellence, che riunisce importatori e distributori italiani: “Vorrei aggiungere un dato sul mercato italiano: il prezzo medio dello Champagne da noi è secondo solo a quello del Giappone. Questo significa che a noi piace bere bene e che siamo disposti a pagare per le bollicine francesi. Ma proprio con la Francia c’è una differenza importante: mentre da noi, dove le bollicine non mancano, il confronto Champagne-Prosecco non viene in mente a nessuno, in Francia, considerato che il prezzo medio dello Champagne a bottiglia è più basso, e che il Prosecco importato costa più che in Italia, quest’ultimo è considerato un concorrente, quasi una minaccia”.

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Modena Champagne Experience. Le aspettative per l’edizione 2019

Lo scorso anno, al Modena Champagne Experience, il 75% del pubblico era composto da enotecari, ristoratori, gastronomie, etc. mentre il 25% dei partecipanti alla due giorni era di semplici appassionati. “La speranza è di replicare le 4 mila presenze” si augura Righi, parlando di manifestazione ancora giovane ma che “comincia ad avere un certo livello di maturità”. L’abbinamento coi grandi prodotti dell’agroalimentare italiano è la formula scelta per allargare gli orizzonti e dare valore alle Dop locali, che saranno al centro di specifiche master class, coi consorzi del Parmigiano Reggiano, dell’Aceto balsamico di Modena e del Lambrusco di Modena).

Modena Champagne Experience

Modena Champagne Experience. Le master class sul vino

Quelle dedicate al vino vedranno in cattedra importanti nomi, a partire da Jancis Robinson. Presenti anche i principali assaggiatori della Guida Vini del Gambero Rosso che, in un articolo sul mensile del Gambero Rosso in uscita a gennaio 2020, racconteranno l’esperienza gustativa con queste 600 cuvée. Per il prossimo anno, è confermata l’intenzione di organizzare l’edizione numero quattro, ma la Champagne Experience potrebbe guardare altrove rispetto alla sede storica di Modena: “Stiamo ragionando sul luogo, ma possiamo dire che non sarà Milano, dove gli eventi sul vino sono già abbastanza. Se ne discuterà in consiglio di amministrazione”, fa sapere il direttore. Si attendono novità.

Champagne. Italia mercato strategico

Per maison, vigneron e cooperative, la piazza Italia va presidiata e curata. La prova sta nel fatto che appena dopo l’annuncio dell’evento 2019 gli organizzatori del Club Excellence sono stati subissati da richieste di partecipazione di moltissimi produttori francesi non ancora distribuiti in Italia. È la prova di un grande interesse dal lato delle aziende e di un sufficiente spazio per crescere in futuro. “Questo appuntamento firmato da Club Excellence vuole contribuire alla conoscenza dello Champagne, alimentarne la domanda, anche se è chiaro che occorrerebbe realizzare un evento di lunga durata che coinvolga l’intera distribuzione italiana. Un’idea” riflette Righi “potrebbe essere la creazione di un tavolo tra gli importatori a cui le maison francesi possano fare riferimento, per giungere a strutturare un progetto più grande. Per ora, tutto questo ancora non c’è”.

Modena Champagne Experience. Gli aspetti da migliorare

Quali sono, se ce ne sono, gli aspetti da migliorare? Le criticità si chiamano informazione ai consumatori e formazione degli addetti. Nel primo caso, il tema va legato alla visione di uno Champagne come vino costoso: “In Italia, i ristoratori hanno capito che non è più il vino che si beve a Natale e che è possibile proporre ai clienti ottime etichette tra 30 e 50 euro”. Nel secondo caso, in tema di formazione, la grande molteplicità delle bollicine francesi, declinata nelle zone di produzione, va conosciuta al meglio dallo stesso trade, per essere comunicata al cliente finale. E alla Fiera di Modena sarà possibile cogliere le grandi differenze delle cinque macro aree di questa Doc da oltre 300 milioni di bottiglie.

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Modena Champagne Experience

Modena Champagne Experience. I trend in corso

Intanto, il focus 2019 sarà dedicato ai nuovi trend del mercato. “Si è parlato tanto di biologico e di biodinamico” ricorda Righi “così come delle versioni pas dosé. Personalmente, ritengo che il nuovo trend sullo Champagne sia costituito dai dosaggi, che sono stati tanto demonizzati di fronte al successo e alla moda dei pas dosé, più difficili da approcciare. Credo che la forza di questo vino e dei produttori sia stata proprio la capacità di gestire al meglio i dosaggi, perché sono riusciti a far sì che un pubblico più largo si sia avvicinato al prodotto. Quindi, penso che si ricomincerà a parlare di dosaggi. In un momento di crescita come questo, occorre venire incontro al consumatore nel modo più giusto”.

La vendemmia 2019 in Champagne

Condizionata dal freddo di primavera e dagli eccessi di caldo in estate, con temperature che hanno superato, il 25 luglio, l’impressionante soglia dei 42 gradi, la vendemmia 2019 in Champagne ha dovuto fare i conti con gli effetti del riscaldamento globale. Secondo le prime stime del Comité, la resa media in questo 2019 dovrebbe attestarsi sopra i 100 quintali per ettaro. Il caldo ha tagliato il 10% del potenziale produttivo. Difficile ripetere i risultati dello straordinario raccolto 2018, considerato uno dei migliori degli ultimi decenni. Tuttavia, gli agronomi sono concordi nel dire che i mosti ottenuti presentano un buon equilibrio tra acidità e tasso zuccherino e, inoltre, che la concentrazione degli aromi è di buon auspicio per le future cuvée.

Tutto il distretto produttivo francese è coinvolto dal Duemila in avanti in una politica di sviluppo sostenibile, con la riduzione dell’impatto ambientale e, in particolare, due obiettivi da raggiungere: l’azzeramento dei pesticidi entro il 2025 e la completa certificazione delle aziende vitivinicole entro il 2030.

 

a cura di Gianluca Atzeni