Intervista all’industriale Peretti che nel 2011 ha coronato il suo sogno vitivinicolo con l’arrivo a Montalcino. Rispetto del terroir, attenzione all’ambiente, impiego della più moderna tecnologia sono le scelte portanti del suo progetto. Il resto è passione e visione futura
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Un passato importante, un futuro innovativo, un presente solido. Motivo per cui va a Ridolfi il premio di Cantina Emergente 2021 della guida Vini d’Italia. Appartenuta in passato alla nobile famiglia dei Ridolfi, è stata acquistata nel 2011 dall’industriale veneto Giuseppe Valter Peretti. Da lì è iniziato il nuovo corso, affidato alla gestione del direttore Gianni Maccari, in forze in cantina dal 2014. Siamo sul versante nord di Montalcino, quello generalmente più fresco, a circa 300 metri d’altitudine nei pressi della Strada del Brunello: sono 35 ettari, di cui 19 vitati. Alla denominazione regina del territorio – il Brunello – sono dedicate ben quattro etichette, stilisticamente differenziate: botti da 25-35 Hl per la versione “annata” e il Mercatale; rovere di Slavonia e francese per L’incontro; barrique per il Donna Rebecca. A meritarsi i Tre Bicchieri un fine e complesso Brunello ’15 che, attraverso gli aromi di frutta e tabacco e una beva vibrante e dinamica, esprime con fedeltà il suo terroir.

Giuseppe Valter Peretti di Ridolfi

Partiamo proprio da qua: dal legame con Montalcino. Cosa rappresenta per lei questo territorio?

La toscana in generale e Montalcino in particolare mi hanno affascinato fin da giovane. È dal 1992 che ho una casa in toscana, a Larciano, dove passo con la famiglia gran parte delle vacanze. Poi quando ho deciso di investire nel mondo del vino non ho avuto dubbi: Montalcino! Territorio magico e capace di esprimere vini di qualità eccelsa.

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Rispetto a quello che ha trovato della vecchia azienda, quali modifiche ha apportato per andare incontro alla sua idea di cantina?

L’azienda che ho comprato aveva una cantina molto piccola e con attrezzatura minima e datata, in quanto la precedente proprietà per lo più vendeva l’uva o la destinava allo sfuso. Pertanto, abbiamo lavorato per 3 anni per costruire una cantina completamente nuova,  rinnovando completamente i legni per l’affinamento.

Quali sono le caratteristiche che, a suo avviso, deve avere oggi un’impresa che guarda al futuro e che, come la vostra, si è meritata il riconoscimento di Cantina Emergente?

L’impiego della tecnologia più moderna senza l’uso della chimica e grande attenzione nei legni per l’affinamento. La regola fondamentale deve essere una: portare in cantina una grande uva e lavorarla con grande attenzione e delicatezza.

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Fin dall’esordio ha scelto Gianni Maccari come winemaker per affiancarla nel progetto Ridolfi. Qual è il vostro rapporto e come gestite il lavoro?

Con Gianni condivido i principi di come si lavora e di quale risultato ottenere. Su questi temi siamo allineati al 100%. Operativamente le scelte importanti le discutiamo assieme, ma poi a lui spetta saperle realizzarle e, naturalmente, l’operatività quotidiana.

RIdolfi Montalcino

Tra le sperimentazioni, che avete portato avanti c’è quella dello spumante rosé. Quindi il Sangiovese si può spumantizzare e può questo essere un nuovo driver verso il futuro?

Riteniamo che il driver per il futuro sia quello di continuare a fare grandissima qualità ed eleganza. Ridolfi è conosciuta, e vogliamo che lo sia ancora di più come ambasciatore del Rosso e del Brunello di Montalcino. Il Rosé Brut lo riteniamo come completamento della nostra gamma. La grande qualità nel sangiovese ci permette di spumantizzarlo per ottenere un prodotto fresco, elegante e profumato.

L’altro driver è la sostenibilità. Confusione sessuale, semine e sovesci a orzo, concimazione a letame di stalla sono alcune delle pratiche che utilizzate: il rispetto dell’ambiente è ormai un percorso obbligato?

Non è obbligatorio ma è necessario e doveroso per l’ambiente, per chi vive i territori coltivati e per le persone che apprezzano i vini Ridolfi. È un argomento di grande attualità e importanza che riguarda non solo l’agricoltura odierna ma abbraccia diversi settori della nostra economia.

Andiamo al presente. Cosa prevedete per questa vendemmia?

Diciamo sempre che il vino lo facciamo in vigna e cerchiamo in cantina di esaltare la qualità che la natura ci regala ogni anno. Secondo il nostro parere, sarà una vendemmia eccezionale perché le condizioni climatiche hanno permesso all’uva di maturare in maniera ottimale.

Lasciamoci con una riflessione su questo momento così particolare e con la sua ricetta per superare le criticità dovute al Covid …

Il momento che stiamo attraversando è molto difficile e stiamo lavorando sodo per poter far riprendere il mercato del vino. In questo periodo bisognerebbe unire le forze tra aziende e far sistema per affrontare questi momenti così duri. Noi stiamo cercando di essere distribuiti capillarmente in Italia e nel mondo per riuscire a raggiungere il maggior numero di clienti ed eno-appassionati. Per di più, attraverso un nostro e-commerce, diamo la possibilità ai clienti privati di poter avere comodamente i vini Ridolfi nelle proprie tavole e nei propri calici tramite il sito Ridolfi.

Montalcino (SI) – località Mercatali, 1 – 0577 16 98 333 – https://www.ridolfimontalcino.it

a cura di Loredana Sottile

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