Aziende sempre più orientate al rispetto delle materie prime e alla valorizzazione dei terroir; informatizzazione a 360 gradi e packaging personalizzati. Le ultime tendenze della fiera internazionale organizzata da Uiv, che ha lanciato la via italiana all'uso del legno in cantina
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Massima salvaguardia della materia prima, soluzioni su misura, automazione dei processi, contenitori obsoleti che tornano in auge, tracciabilità e profilazione del consumatore. Nuove tendenze e piacevoli conferme si affacciano al Simei, il salone internazionale delle macchine per l’enologia e l’imbottigliamento, appena chiuso a Milano.

La storia del Simei

Nel 1960, quattro autorevoli personaggi dell’industria delle macchine enologiche chiesero ad Antonio Niederbacher, al tempo direttore di Uiv, di potersi riunire per discutere di un progetto di Salone delle macchine enologiche, biennale e internazionale privato, come il Salon d’embouteillage di Parigi. Avrebbe sostituito il Padiglione macchine enologiche della Fiera di Milano. Due anni dopo, nel 1962, tutti gli uffici Ice all’estero, le associazioni di categoria, la stampa e le aziende vinicole o imbottigliatrici del mondo furono coinvolti. Nacque così, nel novembre 1963, il Simei – Salone internazionale macchine per enologia e imbottigliamento. La prima edizione si tenne a Milano, nel Palazzo dello Sport e poi, dal 1965 (dopo l’ottenimento della qualifica internazionale e il patrocinio dei presidenti della Repubblica, Saragat e Leone), in altri padiglioni più capienti, fino ad arrivare alla Fiera di Milano. I metri quadrati passarono da 12 a 42 mila, gli espositori da 170 a 470, i visitatori da 11 mila da 27 Paesi a 32 mila da 50 Paesi.

Simei 2019 in cifre

In questa 28esima edizione, che negli spazi di Fiera Milano ha chiamato a raccolta 30 mila operatori, oltre 500 imprese e 400 delegati da più di 90 Paesi, sono emersi elementi di interesse che saranno sviluppati nella prossima fiera del 2021, confermata nella sua sede storica di Milano, dopo l’edizione a Monaco di Baviera nel 2017, in partnership con Drinktec. L’aumento delle aziende partecipanti e il blasone che stanno acquisendo i riconoscimenti assegnati per l’innovazione ci aiuta a capire e tracciare la strada che stanno prendendo le innovazioni tecnologiche che il mercato offre per incontrare le esigenze delle cantine.

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Italia leader mondiale

Da un punto di vista economico, questo specifico comparto gode di buona salute, dal momento che le esportazioni di prodotti tecnologici registrano negli anni numeri in crescita costante. Il valore complessivo supera i 2,3 miliardi di euro e i dati del periodo gennaio-maggio 2019 segnano un incremento del 10% rispetto al 2018, per un volume d’affari di circa 900 milioni di euro. Brilla, in particolare, la voce macchine per imbottigliamento e confezionamento, che cresce di oltre 50 milioni di euro (+10% sul 2018). In generale, l’Italia è leader al mondo per questa tipologia di prodotti, con oltre il 70% delle tecnologie enologiche presenti nelle cantine di tutto il mondo a marchio made in Italy.

Tecnologia e vino: i trend 2019

Paolo Castelletti, segretario generale dell’Unione italiana vini, che guarda il Simei con occhio privilegiato dall’edizione 2013, illustra le ultime tendenze del mercato. Con una premessa importante: “L’approccio tecnologico generale tende al massimo rispetto della naturalità. Mentre negli Anni 70 i prodotti sussidiari e ausiliari della vinificazione erano importanti e decisivi per fare il vino, oggi c’è grande attenzione dell’enologia alla salvaguardia della materia prima, attraverso macchine che consentono pigiature soffici e diraspature che preservano gli acini interi”. L’uso sempre più diffuso della tecnologia del freddo è un altro elemento di interesse: “Non più gestito manualmente ma altamente tecnologico. Le singole partite” sottolinea “sono controllate grazie all’informatica, a seconda delle partite e delle tipologie di vitigno”.

Guardando ai contenitori per il vino, il Simei 2019, accanto alla presenza di quelli in acciaio ha visto partecipare molte aziende che hanno offerto serbatoi alternativi: “A cominciare da quelli in cemento, che, dopo essere stato quasi dimenticato, sta vivendo un ritorno di fiamma nella versione modernizzata e vetrificata. La filiera” afferma il segretario Uiv “lo ritiene adatto a evitare sbalzi termici rispetto ad acciaio e vetroresina. E soprattutto consente di risparmiare energia”. Un trend che è legato alla sostenibilità, che sta trovando terreno fertile anche nel Sud Italia, e che sta andando di pari passo con l’uso della ceramica e della terracotta: “Molti espositori hanno proposto a Fiera Milano questa soluzione. Sappiamo che, anticamente, i vini erano contenuti in questi materiali che stanno trovando spazio anche in formati grandi da 10 e 20 ettolitri”.

Se la naturalità è elemento prevalente nei contenitori, la tecnologia guida il momento dell’imbottigliamento. “Controlli remoti e presenza sempre più ridotta di personale è quanto si è visto a questo Simei 2019. Alle tecnologie sono delegate tutte le attività di controllo” spiega Castelletti. Dalle verifiche sulla conformità e tenuta dei vetri, ai livelli di discioglimento della Co2 verificati con raggi laser non più a campione ma sul 100% dei volumi lavorati. “La tecnologia blockchain in funzione della tracciabilità si sta estendendo dalla bottiglia ai cartoni e ai pallet. Possiamo sapere dove è il pallet” aggiunge Castelletti “e in quale città la bottiglia viene aperta, con la possibilità di profilare il consumatore attraverso il qr code”. Infine, per quanto riguarda la fase finale del confezionamento, il cosiddetto fine-linea, meccanizzazione e informatizzazione del magazzino sono tra le proposte più gettonate nei padiglioni di Fiera Milano. È la stessa filiera produttiva a richiedere un’automazione e una personalizzazione molto spinta, per poter effettuare cambi di formato anche in giornata e in tempi rapidi.

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Il packaging è una delle frontiere più esplorate. E questo Simei ha dato conferma dell’importanza di tale segmento: “La sostenibilità è l’elemento principale” rileva Castelletti “e lo si è notato dall’utilizzo di carta riciclata per scatole ed etichette. Le imprese vogliono impattare meno sull’ambiente”. C’è, però, un altro elemento che è saltato all’occhio. Ovvero, l’estrema attenzione alle capsule, sia sul lato del design pre apertura sia sul post apertura: “Capsule che non si rompono quando si apre una bottiglia sono segno di un’attenzione estrema all’estetica, sul modello degli oggetti del lusso”.

Uno sguardo al futuro: Simei 2021

Il futuro della manifestazione avrà ancora Milano come scenario d’elezione: difficile, a causa della concomitanza col periodo vendemmiale, pensare a un nuovo gemellaggio con la Fiera di Monaco. Si lavorerà su un sensibile ampliamento delle categorie merceologiche. Che sta a significare l’ingresso delle birre, dell’olio, degli spirit che condividono con il vino sempre più processi tecnologici e accessori. “È molto probabile che Simei 2021 si aprirà al mondo della birra” rivela il segretario dell’Uiv che ribadisce come sarà “certamente confermato il premio alle start up che quest’anno ha ottenuto buoni riscontri e continueremo le partnership col mondo dell’architettura. Tra le altre novità” continua Castelletti “vorremmo caratterizzare il salone con un tema specifico e stiamo pensando di dare spazio alle imprese produttrici di materiali per la degustazione dei vini, come i produttori di vetro”. Per quelle cantine che stanno via via incrementando l’aspetto enoturistico e ricettivo il tema è molto sensibile. Infine, un potenziamento di Enovitis: la manifestazione che in campo trova la massima espressione potrebbe avere un avamposto anche al Simei.

Una via italiana per l’affinamento in legno

Dopo un anno di studi, promossi da Uiv e Corriere vinicolo e coordinati da Justin Knock, master of wine inglese, il primo Simposio internazionale sull’utilizzo del legno in cantina ha segnato il lancio della cosiddetta “via italiana del legno”. Ovvero, la scoperta di una modalità di maturazione del vino in botti grandi, diversa dalla via francese, legata a barrique e tonneaux. Le botti grandi, molto utilizzate in Italia nei territori votati alla grande vinificazione in rosso di qualità, risultano avere meno impatto sul carattere del vino, che resta più autentico ed espressione del territorio. Una pratica di maturazione che il mondo enologico sta sempre più seguendo a livello internazionale, per venire incontro all’esigenza e alla sensibilità legate alla valorizzazione dell’identità territoriale.

I 9 Technological Innovation Award SIMEI

Sono nove le imprese insignite del prestigioso riconoscimento, dedicato a Lucio Mastroberardino, produttore ed ex presidente di Uiv, scomparso nel gennaio 2013.

Bucher Vaslin (Delta Evolution 4). Diraspatrice con gabbia rotante adatta alle varietà fragili, che preserva l’integrità degli acini soprattutto in uve delicate, senza provocare danni ai raspi e riduce i costi energetici.

Della Toffola (Dtma, Acceleratore di frammentazione). Innovazione che incrementa la fermentazione con una più facile macerazione, per mezzo di un sistema di trattamento del pigiato che aggiunge il taglio delle bucce.

Diam Sugheri (Origine by Diam). Tappo di sughero con emulsione di cera d’api. L’adozione di un legante vegetale, non di sintesi chimica, per controllare la permeabilità offre una soluzione innovativa sostenibile.

Gai Macchine Imb (Basamento unico per monoblocchi ad alta velocità). Finora le riempitrici monoblocco arrivano a 8.000 bottiglie/ora, ma questa supera le 30.000 bottiglie/ora. Questa innovativa macchina consente di razionalizzare gli spazi e facilita la programmazione dei processi.

Gruppo Bertolaso (Global supervision filling system). Sistema di riempimento ad alta flessibilità e a supervisione globale, che raccoglie in un server/cloud i dati dei vari sensori, li elabora e li compara coi valori prestazionali desiderati, permettendo una regolazione anche da remoto.

Guala Closures (e-Wak – Chiusura in alluminio interattiva). La tecnologia di ricetrasmissione Nfc applicata sulla chiusura di una bottiglia potrà portare benefici, in termini di tracciabilità e anticontraffazione, nel rapporto cliente finale/produttore grazie a un chip sul sistema di chiusura.

Oeno Concept (Remulab – Visualizzazione di sedimenti). La tecnologia dell’imaging è applicata per studiare il movimento dei materiali nella bottiglia. Sistema interessante per valutare l’evoluzione del remuage, con vantaggi di tempo e controllo, utile nella spumantizzazione col metodo classico.

Parsec (Aphromate Plus – innovativo controllo di processo metodo Charmat). Sistema di controllo evoluto, con possibilità di monitorare vari parametri e intervenire nel processo di preparazione di frizzanti e spumanti, garantendo tracciabilità, ripetibilità, miglioramento qualitativo e risparmio.

Raytec Vision (Dionysos – Selezionatrice ottica degli acini). Il sistema declina la tecnologia Vis/Nir in ambito enologico incrementando l’automazione della cernita. L’enologo stabilisce i parametri di selezione degli acini, migliorando la qualità.

a cura di Gianluca Atzeni