Negli Usa il movimento #metoo arriva al vino e alla potente associazione Court of Master Sommeliers, che ora vive ore di incertezza e di subbuglio.
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La campagna #metoo per denunciare le molestie sessuali sul posto di lavoro è arrivata anche nel mondo del vino Usa e sta facendo implodere la Court of Master Sommeliers, l’esclusiva associazione di settore.

Chi sono i Master Sommelier

Si tratta di un’associazione molto elitaria del mondo del vino, sul modello dei Master of Wine, composta da circa 300 membri nel mondo, a cui si accede dopo una decina di anni di studi e molte migliaia di euro di spese (viaggi di studio, libri, acquisto di vini, partecipazione a corsi di specializzazione, tasse d’esame, ecc.). È stato stimato che solo l’8% dei candidati supera il Master Exam della Court of Master Sommeliers, che consiste in tre parti: test orale sul tema della scienza enologica; test pratico sul servizio di sala e la vendita; e infine la degustazione alla cieca di 6 vini di cui va fornita una descrizione accurata, individuando l’uvaggio, l’origine, l’annata, da effettuare in 25 minuti. Lo scorso 31 ottobre 2020 l’italiano Matteo Montone ha conseguito il diploma di Master Sommelier a Londra. È il primo italiano a ottenere il titolo.

distintivo master sommelier

Court of Master Sommeliers: cadono le teste

Devon Broglie, presidente della Court of Master Sommeliers Americas (CMS-A) con sede a Napa, e capo acquisti mondiale di beverage di Whole Foods Market, è stato sospeso dalla carica dopo aver ammesso una relazione inappropriata con Marie-Louise Friedland, una sommelier certificata responsabile del settore vino di alcuni ristoranti, che ha raccontato al quotidiano New York Times (NYT) le molestie subìte, non fidandosi di come la Court avrebbe trattato la sua denuncia. Broglie aveva fatto da mentore a Friedland durante la specializzazione, dandole lezioni per acquisire il titolo. Durante una sessione dedicata alla degustazione alla cieca svolta in casa di Broglie, quest’ultimo aveva trasformato l’incontro in una richiesta di sesso. “Era consensuale. Non ho detto di no” ha poi spiegato Marie-Louise Friedland “Tuttavia molti di noi si chiederebbero come una tale relazione potrebbe essere consensuale quando l’equilibrio di potere è così chiaramente sbilanciato”.

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Appena 10 giorni fa poi, Wine Spectator ha dato la notizia che la CMS-A ha sospeso dall’associazione altri Master Sommelier (Greg Harrington, Eric Entrikin, Robert Bath, Matt Stamp, Matthew Citriglia, Drew Hendricks, Fred Dame a cui successivamente si sono aggiunti Brian Cronin, Joseph Linder e Fred Dexheimer) perché accusati di molestie sessuali a 21 colleghe che avevano seguito i corsi professionali e conseguito il diploma. La vicenda delle violenze è stata ampiamente trattata con un’inchiesta dal NYT che ha avuto al centro la figura Geoff Kruth, ex GuildSomm, nel ruolo di superpredatore sessuale. I 12 sospesi che non hanno voluto rilasciare commenti, ora saranno oggetto di un’indagine esterna indipendente che avrà il compito di appurare i fatti ed eventualmente privarli del titolo di Master Sommelier.

CMS-A. Obiettivo: riforme e nuove nomine

Nel frattempo Devon Broglie si è dimesso dalla carica di presidente del CMS-A e sarà sostituito nell’incarico. Tutti gli iscritti della Court prossimamente saranno chiamati a pronunciarsi per sostituire i membri dell’intero consiglio di amministrazione, a rivedere lo statuto associativo e anche la politica etica della associazione. “Siamo d’accordo sul fatto che un CMS-A riformato sia l’unica strada da percorrere per garantire l’esistenza e l’integrità dell’organizzazione e per proteggere meglio le persone che cercano di imparare e di guadagnare le credenziali per le quali abbiamo lavorato così duramente”, ha scritto Virginia Philip, vicepresidente del consiglio CMS-A, in una lettera inviata a Master Sommeliers e riportata da Drink Business.

diploma e spilla master sommelier

Misoginia e sessismo nella ristorazione e nel mondo del vino

Che le associazioni del mondo del vino fossero improntate a una buona dose di misoginia non è una novità ma in questi anni solo raramente sono venuti alla luce denunce specifiche su comportamenti inappropriati, anche perché le struttura stesse – in gran parte gestite da maschi – hanno assicurato una sistematica sottovalutazione del problema degli abusi.

Più chiaro quello che succede nel mondo della cucina dove Anthony Bourdain da tempo aveva squarciato il velo di ipocrisia narrando ampiamente, e senza pudori, un ambiente dove massicci abusi di droghe e alcol, erano – e sono ancora – all’ordine del giorno. Per non parlare della scoperta della “stanza degli stupri” al terzo piano dello Spotted Pig di New York, dove il celebre ristoratore Ken Friedman molestava sessualmente le sue dipendenti durante le ore lavorative. Discorso simile per la gesta di Mario Batali con le accuse di molestie e aggressioni sessuali avanzate da diverse donne nei suoi confronti e di cui lui stesso ha ammesso la responsabilità, scusandosi.

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Purtroppo questo però, è solo un elenco parziale. La sottovalutazione dei rischi a cui le donne vanno incontro nel mondo dell’enogastronomia, è presente nella società nella società americana, e non solo, ma anche una cultura che ha trovato nell’ancora per poco presidente Usa, un valido esponente quando ha sostenuto che le donne bisognava “grab them by the pussy” (prenderle per la f…).

Il #metoo e il futuro della CMS-A

Grazie al movimento #metoo, iniziato nell’ottobre 2017 con la segnalazioni dei numerosi abusi e violenze del produttore cinematografico statunitense Harvey Weinstein a danno di molte attrici, sia americane che europee, tutti i comportamenti sono stati passati al setaccio e, nel caso, apertamente denunciati.

“Le questioni sistematiche di razzismo, sessismo, classismo, omofobia ed elitarismo sono radicate nel Dna di questa organizzazione e nulla di buono può essere ricostruito dalle sue fondamenta. Deve essere smantellato e dobbiamo ricominciare da capo”, ha scritto in un post sul suo sito web Alpana Singh, la prima donna di colore a diventare una MS in Nord America. Attualmente oltre 1000 sommelier hanno firmato una petizione per boicottare i corsi e gli esami della CMS-A finché l’intero consiglio di amministrazione non sarà profondamente cambiato.

a cura di Andrea Gabbrielli