Degustare un vino senza stapparlo non è mai stato così facile. A sette anni di distanza dal lancio del primo modello Coravin sul mercato, ecco i nuovi dispositivi, tutti dotati di pinze. Le prossime sfide? Ce le rivela il fondatore Greg Lambrecht.
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Non si ferma Coravin, la società americana che in soli sette anni ha rivoluzionato il modo di degustare vino, grazie ai suoi device che permettono la mescita senza che la bottiglia venga stappata. Anzi, oggi più che mai (mentre siamo costretti a restare in casa a causa dell’emergenza Covid-19), questo strumento diventa un valido alleato per le degustazioni solitarie tra le mura domestiche, consentendo di bere solo la quantità di vino desiderata, giorno dopo giorno, senza dover rinunciare a preservarne le caratteristiche. E proprio in questi giorni sono arrivati sul mercato i nuovi modelli.

Come funziona il dispositivo Coravin

Ormai non c’è appassionato o professionista del vino che non sappia che cosa sia un dispositivo Coravin, ovvero il sistema che consente di versare il vino senza rimuovere il tappo. Niente magia, ma solo pura fisica. Dotati di un sottile ago, i device Coravin consentono di perforare il tappo, riversando del gas inerte (argon) all’interno della bottiglia. In questo modo la pressione esercitata dal gas fa fuoriuscire il vino dal beccuccio del dispositivo, consentendo al vino residuo di non essere alterato dal contatto con l’aria. In parole semplici, l’ossigeno non può entrare nella bottiglia e, quindi, si evita la tanto temuta ossidazione.

La novità del mondo Coravin: la tecnologia SmartClamps

A seguito degli ultimi test sui consumatori, Coravin rivoluziona tutta la gamma dei modelli che da oggi diventano ancora più semplici da usare grazie alla tecnologia SmartClamps, ovvero le pinze che agevolano e facilitano ulteriormente il primo utilizzo del dispositivo sulla bottiglia rendendo il processo ancora più intuitivo. Le pinze, quindi – già presenti nel modello premium (Model Eleven) – sono in dotazione in tutti i nuovi modelli, rendendo questi più robusti e facili da inserire ed estrarre dal tappo.

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Tutti i modelli

In base a questa novità è stata ribattezzata tutta la gamma dei nuovi prodotti. Ma vediamo nel dettaglio. Model Three è perfetto per l’uso quotidiano: le nuove pinze permettono di inserire ed estrarre il Coravin in maniera molto semplice da qualsiasi bottiglia si desideri ed include anche un tappo a vite da utilizzare con quelle bottiglie già chiuse senza sughero. Model Six è un perfetto mix di eleganza e tecnologia, disponibile in diverse tonalità (candy apple red; black e silver) e anche con tappo a vite. Model five è quello pensato per il mondo Horeca e include tre capsule Coravin e tappo a vite. Infine, Model Eleven è il primo sistema di conservazione collegato ad un’app e completamente automatizzato: dotato di display a led permette un servizio di mescita automatica e garantisce la connessione bluetooth all’app Coravin Moments.

Coravin modelli

A tu per tu con il fondatore Greg Lambrecht

A presentare i nuovi modelli in Italia è stato – prima dell’emergenza Coronavirus – lo stesso ideatore e fondatore di Coravin, l’americano Greg Lambrecht che abbiamo incontrato a Roma: “Incentivare il consumo di vino contemporaneo fornendo strumenti innovativi ad una nuova generazione di degustatori in Italia, rappresenta un’importante occasione di incontro e di confronto, per sensibilizzare, educare e informare un pubblico pronto per questo nuovo approccio alla degustazione del vino”. L’Italia al momento rappresenta il quarto mercato per utilizzo di Coravin dopo Stati Uniti, Francia e Regno Unito e “siamo sicuri che a breve arriverà sul podio” ha aggiunto Lambrecht.

I distributori esclusivi

Nel Belpaese, i distributori esclusivi per l’Horeca sono Ceretto e Kunzi, mentre i ristoranti che già lo utilizzano oltre 3mila. Ed è solo grazie a questo sistema che negli ultimi anni wine bar e ristoranti hanno potuto allargare l’offerta al bicchiere senza rinunciare alla qualità.

La prossima sfida di Coravin?

Rivolgersi al mondo delle bollicine. “Ci ho messo otto anni a studiare un sistema per stappare una bottiglia senza alcuna ripercussione sul vino” ci rivela Greg che oltre ad essere appassionato di vino ha anche un background in fisica e ingegneria meccanica “e sono sicuro che a poco a poco arriveremo anche a trovare una valida soluzione per gli sparkling. Intanto, a sette anni dal lancio sul mercato possiamo affermare – test alla mano – che nessun esperto degustatore è in grado di distinguere tra un vino servito con Coravin e uno stappato in maniera tradizionale ”. Provare per credere.

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www.coravin.it

a cura di Loredana Sottile e Lorenzo Ruggeri