Fallita all'inizio del 2019 dopo oltre un secolo di attività, la cioccolateria Peyrano rinasce dopo l'asta fallimentare con un nuovo giovane proprietario. E Alessandro Pradelli, da Boston a Torino, è intenzionato a farne un marchio di lusso.
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Cioccolato Peyrano. Dal fallimento alla rinascita

La cronaca del declino di Peyrano, fino alla cessata attività per fallimento di poco meno di un anno fa, l’abbiamo raccontata passo passo. Il prestigio del marchio e la longevità di un’attività celebratissima dell’arte cioccolatiera piemontese imponevano di dare risalto alla vicenda, onorando la storia della cioccolateria fondata nel 1915 da Antonio Peyrano, che ha prestato i propri servigi alla Casa Reale, imbandito per oltre un secolo le tavole di Torino e d’Italia, e ha resistito finché ha potuto  – con Bruna e Giorgio Peyrano – alla crisi degli ultimi anni. All’inizio del 2019, però, superati i 2 milioni di debiti, l’azienda ha dichiarato fallimento; e alla fine di luglio, a Torino, si è tenuta l’asta fallimentare per intercettare le realtà interessate al riscatto del marchio, disposte, quindi, anche a saldare i conti in sospeso ereditati dalla precedente proprietà. Il volto del riscatto è quello di Alessandro Pradelli, giovane imprenditore torinese di 34 anni, laureato in ingegneria meccanica, con esperienze importanti oltreoceano, dov’è stato consulente di Boston Consulting, oltre che fondatore di una startup del caffè al ginseng.

 

Un nuovo proprietario per Peyrano

Diviso tra la necessità di entrare in punta di piedi per rispettare la storia di un marchio tanto importante, e il desiderio di rilanciarlo come merita all’insegna dell’innovazione e dell’ottimizzazione delle risorse, Pradelli ha rilasciato a La Stampa la sua prima intervista ufficiale in qualità di neotitolare di Peyrano. Alzando subito la posta in gioco: “Aspiriamo a diventare il Gaja o il Dom Perignon del cioccolato”, dichiara volitivo proponendosi come promotore del made in Italy d’eccellenza all’estero. Dunque il cioccolato di Peyrano può ambire a raggiungere traguardi importanti. La formula? Chiaramente le ricette storiche e il know how di chi in laboratorio ha lavorato per una vita: al momento sono 7 le persone impegnate a seguito della riapertura (peraltro avvenuta senza clamori, o inaugurazioni ufficiali, proprio per dare tempo alla città di metabolizzare la novità), quasi tutte figure di riferimento del vecchio corso, impiegate in azienda dal 1966. Nel segno di una continuità vivamente auspicata da più parti.

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Storia e prestigio. Peyrano come una griffe di lusso

Ma, e questo sarà lo sforzo maggiore per concretizzare la rinascita, pure investendo sull’ammodernamento del laboratorio, che ha previsto un investimento iniziale di un milione di euro. Pradelli, dal canto suo, si definisce “custode” dei valori tramandati per un secolo in Peyrano, determinato a fare del “suo” prodotto “la griffe per eccellenza del cioccolato d’autore a Torino, per giocare il campionato del cioccolato di lusso”. La motivazione giusta per rientrare in Italia, e investire nel suo Paese d’origine, del resto gliel’ha data proprio il passato glorioso di Peyrano, per aprire un nuovo capitolo di soddisfazioni, “perché quella di Peyrano è una storia che continua”.