In tempi di Covid - e più che mai in zona rossa, come a Torino – è una soluzione ideale, e consente di continuare l’attività. Ma la tendenza prescinde dalla situazione contingente: è il nuovo mood delle gastronomie annesse ai ristoranti, con proposte firmate dagli chef.
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Gastronomia&Vini di Scannabue

Ha cominciato Scannabue, da dodici anni un ristorante molto amato nel cuore di San Salvario, in largo Saluzzo, che ha aperto proprio accanto la bottega Gastronomia & Vini, idea giusta per questi tempi dei due soci Gigi Desana e Paolo Fantini. “Volevamo far rinascere un negozio di quartiere, dove si potesse andare a fare la spesa”. L’atmosfera è esattamente quella di una bottega d’una volta, pareti verdi, con una finissima decorazione dorata, arredi di legno, la vecchia insegna della macelleria equina che sorgeva qui in passato.

Le acciughe della gastronomia di Scannabue

E il banco della gastronomia che trabocca di cose buone, le specialità per cui Scannabue è famoso, dai plin ai tre arrosti ai tajarin, al vitello tonnato, alle acciughe al verde (e le acciughe sono di Beppe Gallina, gran pescivendolo torinese). E poi l’insalata russa e la capricciosa, il tonno di coniglio, il carpione, il bunet, la panna cotta, il babà in vasocottura e via declinando. Si possono acquistare anche prodotti selezionati, quelli utilizzati al ristorante, dal caffè al tonno, passando per olio, birre, farine, conserve; e per i vini ci sono le 800 etichette della ricchissima cantina… Da scegliere direttamente o da ordinare online, anche attingendo alla carta del ristorante. Asporto e delivery dalle 10.30 alle 21, tutti i giorni.

www.scannabue.it/gastronomia/

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Zabaione in barattolo di Rambaldi

Gastronomia Atipica

Altra apertura eccellente, quella di Beppe Rambaldi, l’ex sous-chef di Davide Scabin al Combal.0 di Rivoli, poi in proprio con Cucina Rambaldi a Villar Dora, bassa Val di Susa, e ora a Torino con la Gastronomia Atipica, in via Principi d’Acaja 40, in quel quartiere Cit Turin dove si moltiplicano i locali interessanti. E il suo lo è senz’altro: uno spazio bistrot per una sosta veloce, un angolo ristorante più chic, e il gran bancone della gastronomia per acquisti. Ora che i primi due spazi sono in stand-by, la gastronomia funziona alla grande, ma fin dall’apertura, a settembre, ha affiancato la ristorazione. Così ci si può portare a casa i prodotti dei suoi fornitori della Val di Susa, la sua insalata russa, il vitello tonnato “alle due maniere”, le “acciughe e carpione”, la pasta fresca, gli agnolotti, i cappelletti, in un mix di Piemonte e Emilia, la terra d’origine dello chef… Una gastronomia atipica, ma firmata, anche da ordinare on line.

 www.rambalditorino.it

Il banco gastronomia di Du Cesari

Il pizzicagnolo dei Du’ Cesari

È quasi la bottega di un pizzicagnolo romano l’angolo di gastronomia che lo chef Danilo Pelliccia ha aperto nel suo secondo – e appena inaugurato – Du’ Cesari Quadrilatero, in via delle Orfane 25 a pochi passi dal mercato di Porta Palazzo. Al piano terreno del ristorante (ora aperto per l’asporto) Pelliccia propone il gran bancone, prosciutti appesi al soffitto, e in bella mostra i formaggi romani, il marzolino del Lazio, la porchetta di Ariccia, la spianata e le coppiette di suino, il prosciutto dei maiali di razza Mangalica (i cosiddetti “maiali pecora”, ma c’è anche il Patanegra Joselito, gran passione dello chef), oltre a vini romani, sottoli, sughi e paste normalmente utilizzati nelle cucine del locale. Un posto perfetto per fare la spesa “al ristorante”, dal giovedì alla domenica, dalle 11 alle 18.

https://du-cesari-2.eatbu.com/

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Il tagliere di salumi del Barotto di Torino

Le altre gastronomie con cucina

C’è spazio anche per un classico piemontese ormai consolidato, il Pastificio Gastronomia Giustetto di via Santa Teresa, in attività dal 1911, che è tutt’uno con l’Osteria-Enoteca Rabezzana affacciata sull’angolo di via San Francesco d’Assisi. L’Osteria ora è chiusa e fa delivery dei suoi menu; il Pastificio continua la sua attività (fra l’altro è anche una base dell’Alveare Solferino, con prodotti di piccoli produttori local) e propone per fare la spesa (lunedì 10-15, mart-sab 10-19)  le specialità della tradizione, quelle dell’osteria: i tomini elettrici, le frittatine, capunet, peperoni arrosto, vitello tonnato e insalata russa, la pasta fresca e gli agnolotti con i sughi giusti, il brasato, la trippa in umido, il bunet, e tutti i vini dell’enoteca (www.osteriarabezzana.itwww.pastificiogiustetto.it).

Continuano nello stesso filone le “gastronomie-con-cucina/bistrot” che già avevano puntato ad ampliare la propria offerta con posti a sedere, come per esempio Papaia in Corso Belgio (www.papaiatorino.com ), Gust appena riaperto in via Bava 6 (www.gustbottega.com), entrambi in Vanchiglia, Cibo Container in corso Marconi, a due passi dal Valentino (www.cibocontainer.com).

E c’è persino la prima temporary-gastronomia di prodotti tipici piemontesi e valdostani. L’ha appena aperta in via San Massimo 2, quasi all’angolo con via Po, Federico Giovanelli della Taglieria Barotto di via Baretti, e propone fondute, ragù di selvaggina, marmellate e pasticceria, oltre ai salumi (compresa la mocetta di bovino valdostana, lo speck d’anatra affumicato con legno di faggio, il lardo al genepy), ai formaggi – dal Bettelmatt alla fontina d’Alpeggio – e a una ricca scelta di vini, con il Blanc de Morgex, dalle vigne più alte d’Europa, e i vini di TorinoDOC. La gastro-temporary del Barotto sarà attiva fino al 31 gennaio 2021, dalle ore 11 alle 20, decreti permettendo (https://ilbarotto.it/).

A cura di Rosalba Graglia