I 30 ristoranti più visionari d'Italia. Ecco l'elenco del Gambero Rosso

6 Feb 2024, 13:20 | a cura di
Quali sono i ristoranti più visionari d'Italia? Il Gambero, Artribune e Feudi di San Gregorio al lavoro per trovare i 10 Visionary Places. Insieme a loro un comitato che unisce personaggi del mondo dell'arte e della cultura

Gambero Rosso insieme ad Artribune e Feudi di San Gregorio vuole trovare i 10 ristoranti più visionari d'Italia. Ma cosa significa visionario? Visionario è qualcosa che ha a che fare con l'intuizione, l'intelligenza delle cose e delle situazioni, la coerenza, l'architettura e la proposta gastronomica, la progettualità, la capacità di intercettare nuove traiettorie e vedere strade che altri non vedono. Per questo per trovare i 10 Visionary Places è stato costituito un comitato con personalità del mondo della gastronomia, dell'arte, della cultura per scegliere i locali che più aderiscono a questa visione. Per ora sono 30, da cui selezioneremo i top 10. Un'ulteriore votazione porterà a stilare una classifica ufficiale da 1 a 10 con la premiazione del 1° Visionary Place.

I ristoranti più visionari d'Italia. La top 30

Sanbrite

Foto: Stefania Giorgi

SanBrite

A Cortina d’Ampezzo, Riccardo Gaspari e Ludovica Rubbini hanno sviluppato un ecosistema che attraverso la produzione e la trasformazione di cibo e grazie a un’ospitalità centrata sull’etica del lavoro e la sostenibilità ambientale ed energetica si distingue per piacevolezza dell’accoglienza, bellezza degli spazi, qualità della proposta gastronomica. Il modello per un’agricucina rigenerativa di montagna che sa tradursi in coccola per i clienti, invitati anche a sperimentare di persona l’approccio sostenibile del SanBrite (esempio concreto è il format Genesis).

Cortina d’Ampezzo (BL) - https://www.sanbrite.it/sanbrite

Juri Chiotti. Foto Marco Varoli. Libro Ostinati

Juri Chiotti. Foto Marco Varoli dal libro Ostinati

Reis Cibo Libero di montagna

Reis è il progetto di ristorazione di montagna sviluppato diversi anni fa da Juri Chiozzi per valorizzare le attività agricole e le tradizioni gastronomiche del territorio della Valle Maira, nell’Occitania piemontese (Cuneo). In coerenza con un approccio alla cucina che limita gli sprechi, mette al centro l’ambiente, i territori e chi li percorre, ma anche l’etica del lavoro al ristorante, Reis (dall’occitano “radici”) si concentra sulla terra come centro di vita e produzione. Il cerchio si è chiuso, più di recente, con il trasloco nella vecchia borgata di famiglia di Chiot Martin, dove si lavora in una quasi totale autonomia produttiva alimentando il ristorante con gli orti e gli animali allevati in loco, per propiziare un futuro agroecologico. Reis ci sembra, dunque, modello di ristoro di montagna all’avanguardia, per la capacità di coniugare una visione di cucina molto personale con l’esigenza di relazionarsi alla comunità locale, e con la definizione di uno spazio architettonico frutto del recupero di edilizia tradizionale di montagna per farne un luogo di ospitalità accogliente e di design. Presto arriveranno anche le camere, per fare di Reis una locanda.

Chiot Martin (CN) - https://reisagriturismo.com/

fondazione prada

La Torre in Fondazione Prada

Al sesto e settimo piano della Torre progettata da Rem Koolhaas per Fondazione Prada, il ristorante e cocktail bar del polo culturale offre una vista sullo skyline della città tra le più belle di Milano. All’interno, arredi di design e opere d’arte sono allestiti in coerenza con l’estetica del luogo e la visione della collezione esposte ai piani sottostanti (bonus sono i piatti d’artista realizzati appositamente per il ristorante). In cucina, dopo una prima fase di rodaggio, nel 2020 è arrivato Lorenzo Lunghi (scuola Pierangelini), che ha reso anche l’esperienza gastronomica meritevole di visitare la Torre.

Milano - https://torreristorante.com/it/ristorante

io taglienti esterno

Io Luigi Taglienti

Nell’ex falegnameria annessa al complesso di Sant’Agostino, riqualificato da Enrica De Micheli e oggi sede della galleria d’arte Volumnia, il ristorante di Luigi Taglienti ha aperto nell’estate 2022. Il progetto della gallerista ha restituito a Piacenza una preziosa chiesa sconsacrata, e il ristorante adiacente, che Taglienti guida privilegiando i sapori della tradizione italiana (però con twist contemporaneo e creativo), si relaziona alla galleria coerentemente con l’obiettivo di ampliare l’offerta culturale cittadina. In sintonia anche la scelta di allestire la sala con arredi anni ’50 e oggetti di grandi designer italiani del Novecento. L’illuminazione è curata da Davide Groppi. Io è “uno spazio dove le persone possono stare bene, non solo per quello che mangiano, ma per il valore di ciò che le circonda”, per usare le parole dello chef.

Piacenza - https://www.ioristorante.it/

vettor bari

Vettor

Dedicato all’artista barese Vettor Pisani, Vettor è un ristorante-galleria d’arte aperto nel 2019 dal collezionista Michele Spinelli, in zona Umbertina, per unire l’arte e il design con la cultura del cibo. La proposta gastronomica, curata da Nicola Ricci, si orienta sull’incontro tra Mediterraneo e tradizione nipponica, in nome di una fusion attenta. Oltre all’esposizione permanente di progetti di Pisani, Vettor ospita mostre e progetti artistici temporanei e site-specific. E tutti gli spazi beneficiano di questa visione

Bari - https://ristorantevettor.it/

AlpInn

AlpiNN – Food Space & Restaurant

Gli interni dell'altoatesino doc (ma di base a Londra) Martino Gamper segnano una cesura netta con gli stereotipi dei rifugi alpini rafforzando però il legame con l'ambiente circostante, anche grazie alla condivisione degli spazi con Lumen (il Museum of Mountain Photography) che consolida l'intima relazione con le vette alpine in un progetto artistico e ambientale. Molto del merito è della sala con cucina a vista: un box in vetro e cemento nell’ex stazione della funivia del Kronplatz con vista ipnotica su Plan de Corones. Un impatto che toglie il fiato ancor prima di entrare, con quella palafitta affacciata nel vuoto. Dentro, invece, c'è la cucina solida e concreta di Fabio Curreli, a cui  Norbert Niederkofler e Paolo Ferretti hanno affidato il compito di  proiettare la filosofia del Cook the Mountain a quota 2.275 m.

Kronplatz (BZ) - https://alpinn.it/it/

Casadonna Notte 13 copia

Reale Casadonna

Quando Niko Romito ha preso questo posto, ormai più di 10 anni fa, non era che un rudere. Oggi Casadonna, che ospita il ristorante Reale, le stanze e l'Accademia Niko Romito, è un organismo che usa una sola unità di misura, quella della qualità. Qualità in cucina come nell'ospitalità, nella formazione come nel design. Minimale, pulitissimo, quasi ascetico ma non per questo meno espressivo. Una purezza piena di significati, coerente con la marca gastronomica di Romito. Se in cucina è il prodotto il protagonista principale, negli ambienti lo sono i materiali: la pietra antica, il legno di recupero, il metallo e la texture delle pareti valorizzate da pezzi di design e opere d'arte - Spalletti, Giacomelli, Kosuth – che rinforzano la sensazione di intensità silenziosa.

Castel di Sangro (AQ) - https://www.nikoromito.com/casadonna/

Gloria Milano del gruppo Big Mamma

Gloria

Di recente apertura, Gloria è l'indirizzo meneghino dei francesi Big Mamma che ha puntato tutto sulla cucina italiana e su un design di forte impatto. Lo firma lo Studio Kiki, interno al gruppo, che per ogni sede ha cerato una identità, un design e un'ambientazione unica. Quello di Milano è uno spazio di oltre 700mq su due piani altamente instagrammabile. Grandi finestre, un bancone in marmo giallo di Siena con su un grande dalmata di ceramica, enormi lampadari colorati, lampade vintage, specchiere e foto d’epoca che costruiscono un'atmosfera vagamente d'antan. Entrando, infatti, sembra di trovarsi in un locale parigino degli anni Sessanta, tra poltrone di velluto, riviste vintage, fiori, palme d’oro e personale di sala in doppiopetto rosa.

Milano - https://www.bigmammagroup.com/it/trattorias/gloria/

arnoldo

Arnolfo

La nuova casa di Arnolfo è un edificio schiacciato, allungato, che si adagia sulla collina di fronte Colle Val d'Elsa. Il sogno di una vita della famiglia Trovato (Gaetano, Giovanni e Alice), è uno spazio dedicato alle prossime generazioni, progettato su misura, dalle cucine - due, una al livello della sala e una al piano sottostante con enormi e organizzatissimi spazi di servizio - all'ampia cantina al piano interrato, bellissima. Pezzi di design, tecnologie all'avanguardia completano lo spazio moderno ma armoniosamente inserito nella natura. Arrivare è già di per sé un’esperienza, sia di sera, con la scenografica promenade e la struttura illuminata, che di giorno, quando la superficie riflettente regala altre sensazioni visive. La luce trionfa anche in sala, ampia, dominata dalla lastra in rarissimo marmo giallo di Siena proveniente dal circondario come molti dei materiali impiegati nel progetto, a partire dal travertino di Rapolano, elemento di continuità con la storia di questo posto.

Colle Val d’Elsa (SI) - https://www.arnolfo.com/

ScottoJonno ingresso napoli

Sustanza – ScottoJonno

Con Sustanza e ScottoJonno torna in vita la Galleria Principe di Napoli, corridoio art noveau restituito alla città con un progetto di riqualificazione promosso da Luca Iannuzzi (che coinvolge anche l’artista Eugenio Tibaldi), lo spazio si inserisce alla perfezione in quella cittadella della cultura che include il Museo Archeologico, l’Accademia delle Belle Arti e il teatro Bellini. E non pare un caso che sia proprio in questo contesto la nuova sede di Marco Ambrosino non solo perché questo spazio storico – un tempo caffè chantant prima ancora che sede della Tesoreria del Banco di Napoli – ospita una ricca biblioteca oltre che cocktail bar, caffetteria e ristorante, ma perché Ambrosino è chef pensante, per cui da sempre la cucina è uno strumento di profonda riflessione critica.

Napoli - http://sustanzanapoli.com

al castelletto

Al Castelletto

L'atmosfera un po' fané è il segreto di questo locale che fa rivivere, negli ambienti e nell'atmosfera, l'eco di un vecchio luogo di ristoro: nei secoli passati, infatti, questo spazio ospitato nel rustico di un antico castelletto del 1600, è stato un luogo di sosta per viaggiatori e cavalli. Oggi mantiene intatta l'impronta dei tempi che furono e consegna agli ospiti l'idea di un'antica casa nobiliare, articolata in diverse sale: c'è quella che si sviluppa intorno al camino in pietra, la libreria, la veranda e la sala nel giardino affacciate sul verde. In estate, poi, è proprio il giardino ad accogliere gli ospiti sotto l'originale tenda.

Pedeguarda (TV) - https://www.alcastelletto.com/

la caravella

La Caravella

Aperto nel 1959, La Caravella è un ristorante-museo in un edificio storico a un passo dagli Antichi Arsenali della Repubblica: Palazzo Ducale dei Piccolomini, i duchi di Amalfi. Un edificio del XII secolo con soffitti antichissimi affrescati, una collezione di ceramiche artistiche e una saletta privata dedicata ad Andy Wharol, uno dei molti personaggi famosi che l'hanno frequentato: fu lui a suggerire un restyling della saletta oggi purtroppo perso. Il locale della famiglia Dipino, con la sua Galleria e l'Enoteca, è da sempre una meta del jet set nazionale e internazionale: Gore Vidal, Jacqueline Kennedy, Aldo Moro, l’avvocato Agnelli, Salvatore Quasimodo, che diede il nome di Il sole nel piatto a un dessert servito ancora oggi.

Amalfi (SA) - https://www.ristorantelacaravella.it/

deco

Dèco Speak Easy & Restaurant

Due piani e una proposta che si sviluppa sul doppio binario ristorante e cocktail bar. La firmano i fratelli Andrea e Riccardo Curto, barman l'uno e cuoco l'altro, in uno locale ispirato ai primi decenni del XIX secolo, epoca tanto del proibizionismo e degli speak easy quanto di quell'art decò che qui rivive negli arredi: grandi lampadari, ottoni, velluti, tonalità intense per pareti, sedute e tappezzerie.

Cuneo - https://decoristorante.it/

garga trattoria

Il Garga

Cucina tradizionale toscana, come si conviene a una trattoria storica, ma con qualcosa di più: sculture, dipinti e affreschi originali che rendono il Garga una sorta di stravagante galleria d'arte, coloratissima, informale e molto accogliente.

Firenze - https://www.casatrattoria.com/trattoria-garga/

gagini

Gagini

Guidato da Mauricio Zillo, brasiliano d'origine, palermitano d'adozione, Gagini è l'ammiraglia del gruppo Virga&Milano, ristoratori attenti e capaci che hanno saputo declinare in locali dal format, lo stile e la proposta diversi, una stessa vocazione al bello e al buono. Gagini, dedicato alla cucina d'autore e prima insegna nata, ha contribuito alla rinascita di via dei Cassari, viottolo del centro non distante dalla Vucciria e dal Porto della Cala oggi colonizzato dai locali del gruppo che lo accendono di luci, belle energie e cose buone. Da Gagini la cucina di Zillo sfida convenzioni e osa con un sorriso, va a mano libera incontrando una cantina ricchissima e molto originale, duettando con l'arte contemporanea felicemente presente tra pareti e con l'anima di questo spazio, un tempo bottega artigiana dello scultore rinascimentale Antonello Gagini.

Palermo - https://www.gaginirestaurant.com/

il sale la meravigliosa terrazza panoramica del ristorante il sale a poggio ai santi

Il Sale

Nascosto tra le suggestive vie di San Vincenzo, sulla costa tirrenica, Il Sale è un gioiello inaspettato. Per la magnifica vista sull'arcipelago toscano e per il giardino rigoglioso, ma anche per la cucina che sa fondere tradizione e intuizioni moderne. Si parte da ingredienti freschi e locali, scelti con criterio o autoprodotti, per celebrare i sapori autentici della Toscana ma con un tocco personale. È quello della coppia al timone: Shimpei e Sayuri che infondono richiami giapponesi alla cucina del territorio, regalando impennate di sapore, intensità e sfumature impreviste con garbo ed equilibrio,

San Vincenzo (LI) - https://ristoranteilsale.com

tenerumi

I Tenerumi

Un ristorante magico in un’isola magica. A Vulcano lo chef Davide Guidara accompagna i propri ospiti in un percorso realizzato interamente con materie prime vegetali. Non una moda temporanea ma un progetto complesso che include un “Manifesto della nuova cucina vegetale” scritto dallo stesso Guidara, che ha individuato 7 regole per sgomberare il campo da tutti i luoghi comuni che accompagnano la scelta veg. Che tutto questo venga fatto in un super hotel in uno dei contesti più incantevoli delle Eolie sembra impossibile. E invece Guidara va spedito in un percorso di studio fiero e coerente, come lo è il degustazione che infila uno dietro l'altro una serie di bocconi intensissimi, capaci di scardinare, anche loro, ogni preconcetto rispetto al mondo vegetale.

Vulcanello (ME) – https://www.tenerumiristorante.it

UNE Sala principale del ristorante con il bancone

UNE

UNE è un termine dialettale che significa acqua, elemento principe in questo fazzoletto di terra di cui sono testimonianza i molti mulini che ancora punteggiano l'orizzonte. Come quello, ristrutturato e arredato con rispetto e gusto minimale, in cui Giulio Gigli ha dato vita al suo progetto gastronomico, tra i capofila di una nuova cucina umbra che pare vivere una stagione d'oro. La sua idea gastronomica è quella di una cucina moderna, dall'afflato internazionale (eredità di importanti esperienze all'estero) ma pienamente radicata nel territorio, il concept punta su sostenibilità, attenzione alla stagionalità e relazioni in un flusso armonico, sorprendente, accattivante che si muove dalla tavola all'ambiente circostante con grande coerenza.

Capodacqua (PG) - https://ristoranteune.com

contrada bricconi

Contrada Bricconi

Più che un ristorante: un organismo articolato e autarchico che include diversi edifici con funzioni diverse e carattere altoatesino. Stalla, fienili, caseificio e ristorante: tutto converge nell'idea di una cucina strettamente connessa con il territorio, i suoi prodotti e le tradizioni, eppure modernissima. Capace di interpretare, da lì, le dinamiche più attuali della nostra cucina. A partire dalla centralità del vegetale, qui unito alle varie forme del latte, e dall'interesse per fermentazioni, affumicature e altre tecniche usate con precisione e puntualità da giovani consapevoli, coraggiosi, capacissimi.

Oltressenda (BG) - https://contradabricconi.it

aede insegna

Æde

Legno chiaro, linee pulite, poche decorazioni: minimalista ma accogliente, questo locale porta l'essenzialità nordica nella Capitale. Una scelta radicale in sala come in cucina che offre una lettura molto dinamica e stimolante di certi paesaggi naturali. Niente ammiccamenti ma piatti moderni, decisi, leggeri e con pochissimi elementi. Due o tre ingredienti protagonisti assoluti di una cucina che ama fermentazioni, marinature e altre tecniche che regalano ritmo e contrappunti ai piatti, il tutto in coerenza con un'idea di naturalità che si trova anche nel bicchiere.

Roma - https://aederestaurant.com

ninù libreria

Ninù

In una stradina incantevole nel pieno centro storico di Roma, Ninù è uno spazio articolato, intimo e personale. Nato nei locali che sono stati la casa della proprietaria, che ancora oggi parlano della sua storia, il suo gusto, la sua personalità, è un ristorante/casa per artisti, con caffetteria, cocktail bar, ristorante di pesce e tre stanze. Un luogo pieno di charme, calore, con dettagli curati, opere d'arte e di design, e tanti angoli originali, come la stanza libreria o la cucina con il grande bancone per cene private e show cooking.

Roma - https://ninuroma.com/

san baylon

San Baylon

Nascosto dagli sguardi dei passanti, Palazzo Ripetta è un hotel, ristorante, cocktail bar, ma soprattutto è uno spazio segreto, che ha riportato in vita l'edificio del '600, un tempo Conservatorio della Divina Provvidenza, luogo di accoglienza per orfane e giovani donne in difficoltà. Lo spazio, che già nel secolo scorso era stato convertito in albergo, conserva le tracce di originali interventi di Luigi Moretti degli anni '60 che convivono con quelli di un altro architetto, Roberto Liorni che ne ha curato il restyling attuale. San Baylon è il ristorante, in cui lo stile Liorni si integra alla perfezione con quello della cucina: piacevole, accogliente, semplice ma non banale. Il cortile poi, chiamato Piazzetta Ripetta, è un vero gioiellino: tranquillo, curato, offre un insperato spazio di riparo e relax tra i viottoli del centro.

Roma – https://www.palazzoripetta.com/

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Foto: Alberto Blasetti

Luminist

Luminist, al piano terra, è il locale per la colazione e i pranzi leggeri; tutto in legno realizzato dal designer Michele de Lucchi è un luogo curatissimo con una selezione di dolci e caffè molto raffinata. Ma Luminist è solo una parte di un progetto più ampio che include il ristorante fine dining 177 Toledo e il cocktail bar Anthill, all'ultimo piano. A curare l'intera proposta è Giuseppe Iannotti, qui uno e trino, chiamato a firmare l'offerta ristorativa delle Gallerie d'Italia di Napoli in maniera simile con quanto fatto a Torino con i fratelli Costardi e a Milano con il duo Pisani/Negrini di Aimo e Nadia. Nella centralissima via Toledo, il nuovo spazio espositivo diventa parte importante di una rinascita gastronomica (e non solo) della città.

Napoli - https://gallerieditalia.com/it/napoli/

regina bistecca

Regina Bistecca

A Firenze è sempre più complicato trovare luoghi in centro dove mangiare bene in un ambiente piacevole e curato come questo: divertente ed eclettico, con cornici in pietra serena, volte a mattoni, soffitti a cassettoni e perfino un pozzo, Regina Bistecca occupa gli spazi che sono stati una galleria d’arte e libreria antiquaria per oltre 140 anni. Ma prima ancora senza ombra di dubbio fu una corte interna, almeno fino al XVIII secolo, come confermano il grande lucernario da un lato della sala e la volta a crociera dall’altra. Molto curato negli arredi, con dettagli da scoprire. Clin d'oeil al topino di Ratatouille (il personaggio è nascosto in alto).

Firenze - https://www.reginabistecca.com/

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Farmacia del Cambio

Un piccolo gioiello in centro a Torino che conquista anno dopo anno sempre più consensi. Merito dell'azione combinata di una proposta buona e bella (come nel caso del famoso Crubik, il croissant cubico oggetto del desiderio dei golosi di mezzo mondo), un'atmosfera unica e uno spazio incredibile, fatto di piccole alcove, vetrinette, sedute comode che mantengono intatto il fascino di questo edificio antico. Siamo in piazza Carignano, in quella ex farmacia oggi inglobata nell'adiacente ristorante Del Cambio: più di 250 anni di onorata carriera tra arredi d'epoca e opere d'arte. Il deus ex machina, alla Farmacia come al Ristorante, è Matteo Baronetto.

Torino - https://farmaciadelcambio.it/

Mazzo roma

Mazzo

Dopo 4 anni di interruzione, la ormai leggendaria trattoria contemporanea dei Fooders (ma loro, in una recente chiacchiera l'hanno definita una post-trattoria) ha trovato finalmente una nuova casa, nel quartiere San Lorenzo a Roma. Ottima selezione di dischi, vini naturali e piatti strepitosi allo stesso tempo nostalgici e futuristi: sfidiamo chiunque a non trovarsi bene a cena. PS: le mattonelle a terra sono niente po' po' di meno di Nathalie Du Pasquier, membro fondatore del gruppo Memphis.

Roma - https://mazzoroma.it/

Ciaparat

Ciaparat

Vini naturali e piattini fatti di ottima materia prima e non troppa elaborazione. Nato da pochi mesi nel quartiere Appio Tuscolano è la quintessenza dell’enoteca giovane e contemporanea. Emiliano Cataldo e Greta Bertoli ne sono i fondatori e il luogo pare voglia essere un’estensione della loro casa. C’è infatti un’atmosfera cordiale e rilassata tipica delle migliori cene domestiche. PS Ciaparat è una parola dialettale piemontese che letteralmente significa “acchiappatopi''.

Roma - https://www.instagram.com/ciaparat_enoteca/

spore

Spore

Mariasole Cuomo e Giacomo Venturoli sono gli ideatori di quello che forse è uno dei posti in grado di regalare la cena della vita attualmente a Milano. Un ambiente piacevole con parte della cucina a vista e bellissime piante, nel piano sotterraneo, invece, ci sono diverse camere di fermentazione dove Mariasole fermenta praticamente qualsiasi cosa. La cosa più strepitosa è che, nonostante questo, le acidità estreme e i sapori acuti hanno lasciato spazio a rotondità e dolcezze. Vini naturali e miso sono il futuro ma anche il presente e il passato in questo posto mai noioso, dove si impara sempre qualcosa. PS: Il miso di zucca di Spore si può anche comprare e portare a casa. Rende tutto buono, anche una semplice insalata.

Milano - https://www.sporeristorante.it/

botoi

Botoi

A Milano, nel cuore di porta Venezia, c’è un bistrot più unico che raro. Qui fa tutto una sola persona, Lodovico Rosselli: ideatore, proprietario, chef, cameriere, sommelier e anche lavapiatti. In tre parole: one man show. Con massimo 10 coperti l’atmosfera è veramente ineguagliabile e poi lui, Lodovico, non sbaglia un piatto dall’apertura. Cucina prettamente italiana, ma con singolari contaminazioni. PS: Botoi è una parola veneziana che indica una tipologia di carciofino autoctono (anche presidio Slow Food) che si trova solo a Sant’Erasmo, un’isola della laguna veneta settentrionale.

Milano - https://www.instagram.com/botoimilano/tagged/

Bar Sota

A via della Frezza, a Roma, un posto che nasce da un’idea di Filippo Calabresi. La mattina ci sono i caffè speciali di Ialty a Torino accompagnati da ottime torte e bun dolci. A pranzo smash burgers che sembra di stare a 7th Street Burger di NYC, e poi cene segrete con star nazionali ed internazionali dell’enogastronomia. Architettura più che visionaria e anche ottime birre e kombucha. PS Il marchio Sota è una roba seria. Andate a fare un giro per scoprire un mondo che unisce moda, arte, design, gastronomia e tanto altro ancora.

Roma - https://www.barsota.it/

Visionary Places. Il progetto e il comitato

Gambero Rosso insieme a Feudi di San Gregorio e Artribune vuole trovare i 10 locali più visionari d'Italia. «Tutto è cominciato durante una cena con degli amici in un ristorante parigino. Ci siamo accorti che oltre alla compagnia e al buon cibo sono tante le componenti essenziali per creare un’esperienza unica: la luce, gli spazi, il design, il personale di sala, la musica, i colori, la storia e potrei continuare! Da allora abbiamo cominciato cercare quei locali visionari, in grado di creare quell’atmosfera speciale che li rende i posti ideali per passare interminabili serate a brindare con gli amici» racconta Ella Capaldo, direttore creativo del Gruppo Tenute Capaldo - Feudi di San Gregorio.

Aggiunge Livia Montagnoli di Artribune: «A un luogo visionario si riconosce la visione di proporsi come spazio capace di fare stare bene le persone, tanto più se è votato alla convivialità e alla condivisione di un’esperienza a tavola. E allora è il concetto di benessere – non solo dei commensali, ma anche di chi in quel luogo lavora, fino a contemplare l’impatto del progetto sul contesto sociale e ambientale in cui opera – ad aver guidato il nostro lavoro. Alla ricerca di quei progetti enogastronomici che in Italia investono sul prodotto, sulla tecnica, non meno che sulle risorse umane e sul design».

E ancora, riflette Marco Mensurati, direttore del Gambero Rosso: «Essere visionari significa guardare al futuro, e farlo in modo organico, coerente, senza inseguire ossessivamente la novità ma cercando di costruire nuove traiettorie, svelare nuove potenzialità, aprire nuove prospettive. Essere visionari ha a che fare con la cucina, ma molto di più con le relazioni che si stringono con l'ambiente naturale, sociale, umano; riguarda la capacità di progettare in modo che l'interesse del singolo sia un vantaggio per la collettività. Ci sono tanti aspetti diversi che devono dialogare con coerenza per definire cosa significa essere visionari». Per farlo abbiamo messo nero su bianco quali sono i Visionary Places. Ne è uscito un manifesto.

Il passo successivo è stato costituire un gruppo di lavoro, vero comitato scientifico che riunisce personaggi del mondo dell'arte e della cultura, insieme al primo nucleo con Marco Mensurati e Livia Montagnoli rispettivamente per Gambero Rosso e Artribune, ci sono Gabriele De Santis, artista grande appassionato di buon cibo e scopritore di indirizzi giusti e che per questo si augura che «Visionary place riuscirà a rendere visibili realtà oggi uniche da imitare. Speriamo presto di avere realtà così sotto casa di tutti», Simone Todorow, AD della Società MondoMostre, che commenta che «l'Italia è riconosciuto come il primo luogo al mondo per gusto, talento e creatività: il progetto scopre e valorizza i protagonisti che, con la loro visione, contribuiscono a questo primato di eccellenza», Emilia Petruccelli, co-fondatrice di Galleria Mia a Roma e fondatrice di EDIT Napoli.

Anche per lei «Visionary Places rappresenta un’occasione unica per esplorare luoghi dove si svolgono percorsi enogastronomici straordinari e autentici, luoghi che sono sede dei tesori della cultura italiana. Un vero e proprio viaggio che narra storie di persone, territori, spazi e tradizioni locali. In qualità di membro del comitato scientifico, ho avuto l'onore di contribuire all'identificazione di queste destinazioni, selezionate con attenzione e passione. Credo fermamente - e cerco di applicare quotidianamente questo mio credo nel lavoro - che la consapevolezza delle proprie radici culturali sia un elemento importante per la creatività e l'innovazione. Così come nel mio ambito professionale che è il design, ritengo sia importante che questo approccio venga applicato anche in ambito enogastronomico».

Visionary Places. Il manifesto

Quali sono i Visionary Places?

  • quelli che sanno immaginare una proposta nuova, libera da obblighi e regole imposte
  • quelli che sanno leggere la realtà, coglierne le sollecitazioni e i mutamenti e definire nuove traiettorie
  • quelli che introducono nuove modalità di fruizione, di organizzazione, di produzione
  • quelli che sanno dare risposte nuove alle esigenze di oggi e anche a quelle di domani
  • quelli che sanno produrre un cambiamento positivo
  • quelli che maneggiano l'innovazione senza rimanerne incastrati
  • quelli che danno una lettura di ingredienti, tradizioni, territori profonda e significativa
  • quelli che sanno dialogare con l'ambiente in modo originale
  • quelli che sanno creare situazioni, proposte, esperienze inusuali
  • quelli che sanno portare l'arte nella quotidianità, intercettandone visioni e prospettive
  • quelli che sanno immaginare il futuro, e cominciare a costruirlo sin da ora
  • quelli che puntano al benessere di chi ne fruisce e di chi ci lavora, attraverso una progettazione mirata degli spazi
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