Città antichissima, fondata, pare, circa 1600 anni prima di Roma, Ascoli Piceno è chiamata la città delle cento torri, ma in realtà nel Medioevo ne contava il doppio. Famosa per la sua meravigliosa e rinascimentale Piazza del Popolo, Ascoli va visitata con calma, passeggiando tra vicoli, palazzi in travertino, pietre e balconi fioriti, che restituiscono un’atmosfera quasi sospesa nel tempo.
Qui, già dal XII secolo, era consuetudine chiamare “rue” le varie stradine secondarie, ricalcate fedelmente sull’antico tracciato romano della città, lungo circa 1,8 km. Il termine (e il diminutivo “ruette”) ha origine incerta, richiama immediatamente il francese “rue”, ma la stessa parola pare abbia radici pre-romane.
Oggi ci appaiono come caratteristiche viuzze medievali, strette e suggestive, che attirano residenti e turisti, anche d’estate, quando diventano rifugi ombrosi. Alle Officine Brandimarte di Ascoli (in via Bengasi) una mostra intitolata RUE ha esplorato negli scorsi mesi gli aspetti più intimi di questi percorsi della memoria cittadina. Ogni rua porta nel nome un pezzo di storia cittadina, tra personaggi illustri, antichi mestieri (Ascoli nell’Ottocento è stata, ad esempio, una delle capitali della seta) e istituzioni religiose.
Proprio all’interno di un’antica Sinagoga del Cinquecento, con tavoli esterni posizionati nelle ruette (in cui mangiare a lume di candela), ecco La Nicchia, un approdo sicuro per assaggiare cucina territoriale e un’ottima pizza di ispirazione napoletana. Il locale dei fratelli Nardi è accogliente e curato, le mura storiche regalano un ambiente di grande fascino e lo rendono elegante e riservato anche per serate speciali.
La cultura del territorio, delle farine e degli impasti cresce di anno in anno e la qualità della proposta ne giova. Il forno a legna domina la sala. Il menu offre paste tirate a mano, fritti, carni locali e, sul fronte pizza, grandi classici e interpretazioni territoriali, come la Margherita di Monte San Vito, con impasto di farina jervicella, pomodoro del Monte San Vito, mozzarella di bufala campana scottata, emulsione di basilico. Da assaggiare anche la fragrante cacciannanz’ (tipica pizza bianca locale, tradizionale “prova di cottura” prima di infornare il pane) con olio extravergine di ascolana tenera. Interessanti anche i fritti come le olive all’ascolana, immancabile antipasto, e i cremini artigianali. La cantina è ben assortita, sempre in evoluzione, con vini del territorio ed etichette importanti da fuori regione.
La Nicchia – Largo dei Cataldi, 9, Ascoli Piceno – Tel. 0736 257684 Sito
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