“Yalla in arabo ed ebraico significa Andiamo! Su! Forza! – in inglese corrisponde a Let’s go o C’mon -. È un’esortazione ma anche una sorta di urlo di gioia, un’esclamazione che viene ripetuta spesso con entusiasmo”. Questa la definizione più diffusa sui motori di ricerca e non sorprende che corrisponda al nome scelto da questo locale di cucina libanese in pieno centro a Trieste. Letteralmente entusiasmante, infatti, è l’assaggio di qualunque – e ribadiamo qualunque – proposta di Yalla, premiato come Campione Regionale del Friuli Venezia Giulia per la Guida Street Food 2026 del Gambero Rosso.
Come sottolinea il giovane titolare Faad, con la cucina libanese siamo nel Mediterraneo, in un orizzonte di gusto non così lontano da quello a cui è abituato un italiano. L’impegno iniziale di capire come andare incontro al gusto locale è stato quindi facilmente abbandonato lasciando spazio a piatti e sapori autentici della cucina libanese.
Tutto nasce nel 2017, ma forse bisognerebbe dire nel 2007, quando Faad arriva a Trieste per studiare ingegneria. Terminati gli studi rientra in patria, ma Trieste gli manca, è ormai la sua città, il luogo del cuore. E d’altro canto il lavoro che lo tiene ore al PC non corrisponde affatto al suo spirito creativo e iperattivo.
Non ha alcuna familiarità con il mondo della ristorazione però ha sempre amato cucinare, lo faceva per gli amici all’università e sua madre gli ha trasmesso una vasta cultura culinaria. È così che nel 2017 parte l’avventura di Adonis, quello che oggi si potrebbe definire il “fine dining” dell’impresa. Un ristorante dove sperimentare l’autentica cucina libanese – arricchita da tocchi personali, come per qualunque cucina “viva”, in evoluzione – e anche le peculiari modalità dello stare a tavola in Libano. Adonis nasce in un momento in cui la cucina etnica è pressoché inesistente in città e quella libanese in particolare è poco diffusa in generale, anche altrove in Italia.
“Mezè” è l’antipasto, lo spuntino in una traduzione letterale ma è soprattutto il rituale sociale di condividere cibo e bere insieme. È il fulcro concettuale anche dell’andare a mangiare fuori in Libano: ci si va per mangiare assieme. L’abitudine occidentale di ordinare ciascuno il proprio piatto è piuttosto lontana.
E così si fa da Adonis, e ora anche da Yalla: si mette in mezzo e si assaggia tutti insieme, viene spontaneo, senza alcuna regola né indicazione. È divertente osservare questa dinamica tra i tavoli, interni ed esterni, di questo bel locale – dalle linee essenziali e ricco di verde – che ha portato lo street food libanese nel cuore della città, in Ponte Rosso, tra i luoghi più turistici del centro in cui si distingue per originalità.
Già attivo dal 2019 come virtual brand (solo ordinazioni da casa), Yalla apre i battenti nel 2024 ed è subito successo, grazie a una proposta che fa la differenza in termini di gusto, soprattutto se confrontata con quello che già pensavamo di conoscere.
La parte più interessante dell’offerta è indubbiamente quella che permette il confronto con pietanze che ci è già capitato di assaggiare in passato: su tutte, hummus, falafel, baba ganoush.
L’hummus è setoso, cremoso, dal gusto pieno. Merito della tahina (salsa di semi di sesamo), unico ingrediente che Faad continua a importare dal Libano perché macinata a freddo, elemento indispensabile a impedire che diventi grumosa e amara. E la salsa tahina, con l’aggiunta di soli limone e acqua, è anche la salsa utilizzata per i roll (a base di carne, pesce o vegani), molto più avvolgente della salsa yoghurt (tipica della Turchia) che siamo abituati a conoscere come ingrediente del kebab.
I falafel, home made e fritti al momento (e gluten free a differenza di quelli già pronti), sono un’esplosione di gusto e croccantezza (anche grazie all’utilizzo delle fave oltre ai ceci nell’impasto).
Il baba ganoush è strepitoso, grazie all’affumicatura derivante esclusivamente dalla cottura a fiamma viva delle melanzane. Sempre servito, come da tradizione, con qualche chicco di melagrana a conferire dolcezza e asprezza insieme.
Il resto è tutto da provare: dai “classic lebanese” roll (il vero street food libanese, equivalente della nostra pizza al taglio) ai “signature” con gamberi, pulled pork o pollo fritto (e sì, anche Crispy, il brand di pollo fritto finora presente in città solo come delivery e di recente aperto anche alla consumazione sul posto o al take away in via Vidali e in via Cadorna, è della stessa proprietà); dagli spiedini d’agnello al tawook (pollo) marinato con paprika e salsa all’aglio al brisket di manzo. Il tutto da accompagnare a un fresco e intrigante vino bianco libanese oppure – ancora meglio per rendere l’esperienza completa – all’arak, distillato all’anice (senza zuccheri) da mescolare all’acqua e bere nel classico bicchiere lungo e sottile, il kadh. Yalla!
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