Centinaia di bottiglie di birra in vetro ancora intatte sono state recuperate dagli abissi al largo della Scozia. Gli scienziati ora pensano a come riutilizzare il lievito, ancora intatto.
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La birra dell’Ottocento ritrovata in mare

Che la birra sia uno degli alimenti più antichi, ormai, è risaputo. È dello scorso febbraio la notizia dei resti di un birrificio nel cuore a Ovest del fiume Nilo, probabilmente il più antico centro di produzione brassicolo mai rinvenuto in Egitto. Oggi un’altra scoperta fa emozionare gli amanti della birra, stavolta più recente: centinaia di bottglie in vetro sono state recuperate al largo della Scozia all’interno del relitto di un mercantile, il Wallachia, affondato nel 1895 dopo la collisione con un’altra imbarcazione. Era partito da Glasgow con un ricco carico che comprendeva anche del cloruro di stagno, ed è stato ritrovato dal subacqueo amatoriale Steve Hickman. Quello che sorprende è il fatto che il lievito sia ancora vivo, un dettaglio che secondo gli scienziati “potrebbe migliorare la produzione brassicola”.

Gli scienziati: «il lievito è vivo»

Ancora intatte negli abissi, le bottiglie ritrovate dal sub potrebbero essere ancora recuperabili secondo Keith Thomas, fondatore della società di ricerca Brewlab, attraverso la “sapiente cura di un mastro birraio”, in grado di restituire loro il sapore originario. Sta proprio ai ricercatori della Bewlab, insieme ai colleghi dell’Università di Sunderland, estrarre ora il lievito ancora vivo dai contenitori per ricreare la birra originaria, proprio come era stata prodotta nell’Ottocento. Una cosa è certa: il lievito ritrovato è speciale ed è in grado di dare vita sia a birre bionde che scure, oltre alle rosse, con un grado alcolico di circo il 7,5%.

Una nuova scoperta per Hickman, che già negli anni ’80 era riuscito a ritrovare bottiglie di whisky, gin e birra durante le sue immersioni, riportando alla luce “certi tesori che bisogna trattare con estrema cautela”, ha dichiarato alla BBC. Le bottiglie di vetro, infatti, rischiano di esplodere durante la risalita per via della pressione del mare, “un rischio che non possiamo correre perché questo carico è un prezioso legame con i birrai del XIX secolo, che con i loro lieviti hanno ancora qualcosa da insegnarci”.

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