Gli effetti dei cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti, con temperature che arrivano alle stelle e il maltempo che investe con episodi violenti e distruttivi che mettono a rischio raccolti e allevamenti.
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Dopo il caldo africano, il maltempo. Non sembra avere tregua l’agricoltura in questa estate 2021, colpita prima da temperature alle stelle in una delle stagioni più calde degli ultimi due secoli, poi dall’ondata di maltempo, cui si aggiungono anche gli incendi che mettono a rischio le coltivazioni. Il punto della situazione.

Caldo, siccità, insetti. La crisi agricola dell’estate 2021

È stata chiamata Lucifero l’ondata di caldo africano che ha fatto registrare temperature altissime in tutta Italia nella prima parte di agosto, con punte ben oltre i 40 gradi in diverse regioni del sud Italia, e pochissime precipitazioni. L’azione combinata di caldo e siccità ha messo in crisi coltivazioni e allevamenti, con danni che la Coldiretti stima intorno al miliardo di euro. “Un’estate rovente” sottolinea Confagricoltura “con danni enormi nelle campagne per il mix micidiale di siccità e roghi. A ciò si aggiunga la necessità di irrigazione di soccorso non sempre possibile in molte aree del Paese, anche per la carenza idrica”. Alte temperature che “seccano” le produzioni a pieno campo di frutta e verdura, e che – allerta Confagricoltura – mettono a rischio la vendemmia e la campagna di raccolta del pomodoro, su cui già pesa la mancanza di manodopera. A questo si aggiunge un altro rischio, “quello di insetti dannosi per le coltivazioni come la cimice asiatica e il moscerino dagli occhi rossi, particolarmente temuti dai produttori ortofrutticoli per le perdite dei raccolti che possono provocare” secondo quanto riportato da Coldiretti. Così l’estate 2021 sarà ricordata per i disastrosi effetti sul comparto agroalimentare sia sul piano quantitativo che qualitativo; Coldiretti lancia un dato emblematico: 20% di perdite nelle coltivazioni del cocomero.

incendi

Incendi

Insieme a caldo e siccità, sono gli incendi a rendere rovente questa stagione. Roghi in gran parte di natura dolosa che trovano un ambiente favorevole alla loro espansione. Quest’anno sono più che triplicati: +202% in più, secondo l’analisi di Coldiretti su dati Effi, come quello che a fine luglio ha mandato in fumo 20mila ettari di terreno in Sardegna.

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Con una perdita di decine di migliaia di ettari verdi, pascoli distrutti, animali deceduti. Le associazioni di categoria chiedono interventi, ma non solo. Sono gli stessi agricoltori a poter rivestire un ruolo centrale nella difesa del territorio da roghi e incendi, secondo quanto suggerito da Cia-Agricoltori Italiani che vede negli agricoltori potenziali sentinelle a difesa del patrimonio di biodiversità agricolo e boschivo, che occupa oltre 11 milioni di ettari di superficie – più di un terzo dell’intero territorio nazionale – e che ha un ruolo fondamentale per l’ecosistema e per la stabilità idrogeologica del territorio.

olive

Temporali

L’altra faccia delle temperature estreme sono i violenti temporali e gli episodi di maltempo distruttivo che quest’anno toccano quota 1200: 56% in più rispetto al 2020. Alluvioni, trombe d’aria, grandinate, ma anche ondate di calore intenso. È la valutazione della Coldiretti sulla base dell’European Severe Weather Database (Eswd).

Il nord Italia combatte per risanare le conseguenze dell’ultima ondata di maltempo segnata da esondazioni, frane, allagamenti: eventi violenti che si abbattono su un territorio fragile ad alto rischio idrogeologico – secondo Coldiretti (su dati Ispra) sono 7252 i comuni italiani a rischio, il 91,3%. Abbandono delle campagne e cementificazione selvaggia hanno trasformato le nostre aree verdi in zone critiche, inadeguate a gestire fenomeni che si fanno via via sempre più aspri, con precipitazioni brevi e intense, cambi repentini di temperature, e una tendenza alla tropicalizzazione e a fenomeni temporaleschi con grandine e vento forte come quelli che stanno interessando Veneto, Trentino e Lombardia che hanno provocato frane, smottamenti, alluvioni che hanno distrutto intere aree agricole. Un impatto economico che Confagricoltura stima attorno a due miliardi di euro, ma la conta dei danni è ancora in corso, mentre si avvicina l’inizio di una vendemmia che ha già subìto i colpi della grandine in primavera,

Gli eventi, un tempo sporadici, sono oggi sempre più frequenti con effetti devastanti sui territori. Per questo le associazioni di categoria – Confagricoltura in testa – chiedono a gran voce interventi strutturali a difesa del comparto, con una normativa che possa dare sostegno adeguato alle imprese agricole colpite dalle calamità naturali, ma anche strumenti più efficaci, sia per quello che concerne la protezione attiva, sia per ciò che riguarda la materia mutualistico-assicurativa, con polizze innovative per la tutela del reddito aziendale. Il pensiero va alla nuova Pac, in cui figura la proposta di destinare il 3% della somma del Primo pilastro (pagamenti diretti) alla creazione di strumenti di gestione del rischio per la copertura dei danni da calamità naturale.

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