Sono quasi tutti di tradizione tedesca i prodotti venduti nei mercatini di Natale, dai dolci speziati alle salsicce. Ecco cosa assaggiare per rinfrancarsi durante le giornate di shopping più fredde.
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Al secolo Mercati di San Nicola, ribattezzati Christkindlmarkt in seguito alla riforma protestante, i mercatini di Natale sono l’occasione perfetta per trovare i regali giusti da mettere sotto l’albero Gustando, nel frattempo, piatti caldi e sostanziosi e dolci di ogni tipo. Cosa provare? Tanti prodotti di stampo tedesco – d’altronde, la tradizione dei mercatini è nata proprio lì – bevande calde e zuccherine, oltre a una serie di dolciumi irresistibili.

I prodotti tipici dei mercatini di Natale

bombardino

Bombardino

È la bevanda degli sciatori per antonomasia, ma anche un buon modo per scaldarsi mentre si passeggia fra i banchi dei mercati: il bombardino è una specialità di Livigno originariamente fatta con di latte, whisky e zabaione, oggi a base di panna, brandy e caffè. Preparazione simile è quella del calimero, con zabaione, caffè e panna montata.

bratwurst

Bratwurst

Tipiche salsicce tedesche, nate per recuperare i resti del maiale ma attualmente prodotte anche con altri tipi di carne, come il manzo o il vitello. Fra i primi testi scritti a darne testimonianza, un documento del 1432 ritrovato a Wiemar, in Turingia, che descrive le linee guida per la preparazione del bratwurst perfetto. Vengono solitamente grigliate, cotte in padella oppure bollite nel brodo o nella birra e servite calde, da sole o all’interno di un panino a mo’ di hot dog.

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Brezel

Brezel

Spesso associato con la cucina tedesca, il brezel in realtà è un pane di origine alsaziana diffuso in tutti i paesi germanici e nel Sud-Tirolo. Secondo la leggenda, in origine il pane veniva donato dai monaci del Sud della Francia come premio ai bambini che riuscivano a imparare a memoria i versi e le preghiere della Bibbia. Da qui il nome pretiola, ovvero ricompensa, italianizzato poi in brachiola. Attraversando le Alpi e la Germania, le brachiole divennero infine conosciute come brezel, dapprima consumate mezze crude, e poi – solo in seguito – tostate grazie all’errore di un fornaio, che si addormentò sul posto di lavoro facendole bruciare. Interamente coperti di sale grosso, questi pani dal colore ambrato e la forma annodata sono perfetti come merenda o anche come accompagnamento per salumi e formaggi.

Lebkuchen

Lebkuchen

Dolcetto inventato dai monaci in Franconia nel XIII secolo e che ricorda molto il nostro panpepato: si prepara, infatti, con miele, anice, coriandolo, chiodi di garofano e zenzero. La leggenda narra che l’imperatore Federico III, a Norimberga per affari politici, abbia invitato tutti i bambini della città nella piazza centrale per un evento speciale dove ha presentato il lebkuchen con il suo ritratto stampato.

Raclette

Raclette

Se vi trovate al Nord Italia, potrete facilmente imbattervi nella raclette, prodotto tipico del Canton Vallese ma molto diffuso anche in Trentino. Con questo termine si indica sia un tipico formaggio a latte vaccino e pasta semidura, che una tecnica di cottura che prevede di far fondere il prodotto su una macchina apposita per poi “raschiarla” (dal francese racler, che significa raschiare, scrostare) non appena inizia a sciogliersi. Un piatto povero, che nasce dall’esigenza dei pastori di portare con loro un pasto semplice e nutriente nel periodo della transumanza. Ad accompagnare il formaggio, patate cotte al cartoccio e sottaceti.

stelle di neve

Stelle di neve

A Natale non può mancare la cannella, che qui troviamo insieme al limone nelle stelle di neve (o zimtsterne), biscotti fatti con mandorle, albumi, zucchero a velo, succo di limone, cannella e sale. Nascono nella Svizzera tedesca e si diffondono poi anche in Germania e in Austria, spopolando nei mercatini di Natale. Caratteristica di questi dolcetti è la glassa bianca di zucchero in superficie, liscia e setosa, che ricorda appunto la neve.

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Strauben

Strauben

Frittelle dolci a forma di chioccola tipiche del Trentino Alto Adige, a base di farina, burro, latte, grappa, uova e olio. Il nome deriva dal tedesco straub, ovvero “arricciato”, “scompigliato”, a sottolineare la forma particolare del dolce, una pastella lunga arrotolata su se stessa e fritta in olio bollente. Viene consumato in abbinamento a una confettura di mirtilli rossi.

Strudel di mele

Strudel

Rotolo di pasta sottile farcito con mele, uvetta, pinoli e cannella, ideale per la merenda o anche per la conclusione di un pasto, accompagnato da un po’ di crema, gelato alla vaniglia o panna montata. La ricetta è molto antica: dolci simili, seppur con le dovute varianti, erano presenti infatti già al tempo degli Assiri e dell’Antica Grecia.

vin brulé

Vin Brulé

Non c’è mercatino di Natale senza vin brulé, ricetta millenaria, che affonda le sue origini nell’Antica Roma, con il contidumparadoxum, descritto da Apicio nel “De re coquinaria”, un vino dolcificato con abbondante miele, scaldato a più riprese e aromatizzato con pepe, foglie di nardo, zafferano e datteri, generalmente offerto agli ospiti a fine del pasto. Una specialità che ha attraversato secoli di storia, subendo – come sempre accade – modifiche e variazioni a seconda delle epoche e delle zone di diffusione. La teoria più accreditata fa risalire la preparazione a un’invenzione di Ippocrate, ma le prime testimonianze scritte compaiono solo alla fine del Duecento nel volume “Tractatus de modo preparandi et condiendi omnia cibaria”.

waffle

Waffle

Cialda dolce morbida cotta su una doppia piastra, che conferisce all’impasto la tipica forma a grata. Ogni Paese ha la sua versione, ma sembra che la prima forma di waffle sia stata creata nell’Antica Grecia, e sviluppata poi nel corso del Medioevo, periodo in cui nacquero i gaufre (altro nome usato per definire il dolce, soprattutto in Belgio), parola che in francese antico indicava il nido d’ape. In passato, erano simbolo di buona fortuna e augurio, tanto che le piastre per prepararli venivano regalate come dono di nozze (per saperne di più, La storia dei gaufre).

zelten

Zelten

In tedesco zelten significa “a volte”: è proprio alla rarità del dolce, disponibile solo nel periodo natalizio, che si deve il nome di questo pane tipico del Sud-Tirolo, particolarmente apprezzato nella zona di Bolzano, ripieno di frutta secca e prodotto con farina di frumento e segale. Ne esistono molte versioni, ma due sono quelle principali: la variante trentina, simile a una torta alta e soffice, e quella sudtirolese, più schiacciata, bassa e paragonabile a un grande biscotto. Alla base dell’impasto, in qualsiasi caso, ci sono mandorle, pinoli, fichi secchi e uva sultanina.

La ricetta: vin brulé

Ci siamo fatti raccontare dell’enologo Gerhard Spanin di Caldaro Sulla Strada del Vino la ricetta per preparare al meglio questa bevanda calda.

Ingredienti
2 l di vino schiava
1 arancia non trattata
6 chiodi di garofano
1 stecca di cannella
150 g di zucchero

Inserire i chiodi di garofano nella buccia dell’arancia, unire tutti gli ingredienti e cuocere a 70° C per circa 5/10 minuti. Attenzione: non superare la temperatura indicata; il vino non va mai bollito!

a cura di Michela Becchi