In passato utilizzata per profumare i bagni termali, oggi la lavanda è considerata una pianta preziosa anche in cucina. Ecco come usarla al meglio.
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Colori e profumi di Provenza. È proprio lì che riconduce l’immagine della pianta officinale violacea (appartenente alla famiglia delle Lamiaceae) che cresce soprattutto nelle regioni mediterranee. La si potrebbe definire l’erba dai mille usi: antisettico e analgesico, essenza profumata, olio essenziale rilassante. I suoi piccoli fiori si prestano molto bene a processi di essiccazione, conservando al meglio i profumi della pianta fresca, e vengono impiegati sia in cosmesi che in cucina. Andiamo alla scoperta della lavanda, protagonista della prossima puntata de “L’erba del Barone”, programma condotto da Andrea Lo Cicero in onda ogni martedì alle 21.30 sui canali 132 e 412 di Sky.

Storia e varietà di lavanda

Incerte le origini della lavanda, anche se la teoria più accreditata ritiene che siano stati Dioscoride e Plinio il Vecchio a citare per primi questa pianta con il nome di stoecha, nonostante nessuno dei due autori utilizzi il termine lavanda. Racconti popolari narrano che la parola fosse legata al latino “lavare”, in riferimento alla sua azione detergente, conosciuta e sfruttata già dai romani, che la impiegavano nei bagni termali per profumare e deodorare l’acqua. Bisogna attendere però l’Ottocento perché venga utilizzato anche il suo olio essenziale, per profumare il bucato, l’ambiente, la biancheria, abitudini diffuse ancora oggi e messe in pratica in origine da René-Maurice Gattefossé, fra i padri fondatori dell’Aromaterapia.

Diverse le varietà di lavanda presenti: l’angustifolia (o lavanda vero o officinale), che predilige terreni calcarei e drenati, la latifolia, con foglie ricoperte da abbondante peluria argentea, la intermedia (o lavandino), un ibrido fra la angustifolia e la latifolia molto utilizzato per le essenze, la dentata, tipica dell’Italia, Spagna e Nord Africa e con le foglie intagliate, e la stoechas, tipica delle coste tirreniche con foglie morbide e adatta a terreni silicei.

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Lavanda: proprietà e caratteristiche

Mal di testa, stress, insonnia, ansia: con la sua azione sedativa e calmante, l’olio essenziale di lavanda può essere utile per contrastare gli stati di agitazione e nervosismo. Svolge anche un’azione balsamica sulle vie respiratorie e può essere quindi impiegato in caso di raffreddore, influenza e tosse. Ha proprietà antinfiammatorie, antispastiche e antimicrobiche e si rivela n buon alleato contro i disturbi digestivi. Tanti anche gli usi della lavanda nella cosmesi: oltre al suo profumo intenso, è utile per calmare le irritazioni della pelle o in caso di punture di insetti, ed è particolarmente adatta a chi ha la pelle o i capelli grassi.

Usi in cucina della lavanda

Ma la lavanda, in fiori o come essenza, trova largo impiego anche in cucina. Può essere usata, per esempio, per aromatizzare il pane fresco (i buonissimi filoni alle erbe di Provenza), insaporire le carni bianche, il pesce, la frutta, i dolci e anche il miele. Dai semifreddi ai sorbetti, dalle creme inglesi ai gelati, fino alle marmellate e le torte: ogni preparazione diventa ancora più golosa e invitante se arricchita con semi e fiori di lavanda. Se ne ottengono inoltre degli ottimi infusi: basta raccogliere i fiori secchi in un sacchetto di tulle e lasciarlo in infusione per qualche minuto in acqua bollente.

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L’Erba del Barone va in onda ogni martedì alle 21.30 solo su Gambero Rosso HD, canale 132 e 412 di Sky

a cura di Michela Becchi