Non c’è autore a San Francisco e dintorni che non abbia concluso i suoi tour firmacopie alla libreria della Bay Area. E il motivo è presto detto: non si tratta di un semplice negozio, ma di un vero paradiso per lettori appassionati di cucina. Ecco come è nato.
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Cos’è Omnivore Books on Food

Da Celia Sack si sono fermati un po’ tutti. Almeno, tutti coloro che amano la buona tavola (e i buoni libri). La sua libreria di San Francisco è un piccolo tempio per cuochi e appassionati di cucina, gastronomi, autori e lettori curiosi: tra edizioni rare e libri vintage, il negozio aperto nel 2008 offre soprattutto uno spazio di condivisione, pensato per ospitare presentazioni di libri, eventi e firmacopie. Collezionante di libri d’antiquariato, Sack ha inaugurato la sua Omnivore Books on Food nello spazio di un’ex macelleria, divenendo in breve tempo un punto di riferimento per tutta la Bay Area: qualsiasi autore, infatti, finisce per fare tappa al negozio di Sack, che negli anni ha celebrato scrittori e chef locali, ma anche professionisti di altri Paesi famosi in tutto il mondo, da Charles Phan a Nigella Lawson.

Scopri la storia della libreria Omnivore Books on Food di San Francisco

Come nasce la libreria di San Francisco

Un progetto sui generis iniziato in un tempo in cui negli Stati Uniti Amazon stava già prendendo piede grazie alla vendita di libri online, mettendo in crisi le piccole realtà indipendenti. Ma Sack è una specialista di volumi rari con alle spalle esperienze significative in una casa d’aste. Niente libri usati, ma solo d’antiquariato, che la proprietaria ricerca con attenzione e cura, oppure acquisisce direttamente dai clienti più affezionati, che le sottopongono le loro edizioni. Lo chef celebrità americano Jeremiah Tower, per esempio, le aveva proposto una copia di “Mastering the Art of French Cooking” di Julia Child, che si è però trovata costretta a rifiutare per via di alcuni difetti. Tra i suoi preferiti? “The Zuni Cafe Cookbook” di Judy Rodgers, che in un’intervista per il sito Eater ha così commentato: “Le sue istruzioni sono semplici, concise, eppure poetiche. C’è questa ricetta fantastica per il pollo brasato al miele con fichi e aceto… ti spiega tutto, ogni dettaglio, come osservare la salsa, come capire quando è pronta. Sembra quasi che ti insegni a consultare i libri di cucina più che a cucinare”.

Scopri la storia della libreria Omnivore Books on Food di San Francisco

L’evoluzione dei ricettari

Quando Celia ha iniziato la sua attività, la cucina stava già vivendo un momento di riscoperta, con i primi video per riprodurre ricette in casa e il momento di ribalta dato dalla TV. Oggi ci si focalizza su tecniche e sapori, c’è più consapevolezza e si tende sempre più a una dieta vegetale, “c’è poi un prezioso uso di spezie, in voga anche grazie al lavoro di Ottolenghi. Sono curiosa di vedere in quale direzione stiamo andando ma sicuramente la tecnica giocherà sempre più un ruolo fondamentale. E poi mi sembra di tornare un po’ indietro nel tempo, ai primi anni del Novecento, quando i libri di cucina venivano consultati con sapienza, e chi leggeva indicazioni come “prepara una pastella” sapeva già cosa volesse dire”. I libri possono essere acquistati in negozio oppure online, e vengono spediti in tutto il mondo. Tra gli altri, la libraia consiglia “Japanese Cooking: A Simple Art”, con spiegazioni dettagliate su come sfilettare il pesce e riconoscerne le diverse parti, e poi “The Food of Morocco” di Paula Wolfert, oppure “From My Mexican Kitchen” di Diana Kennedy.

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La vendita e i preferiti di Celia Sack

Non mancano poi libri nuovi, in saldo, edizioni firmate dagli autori e anche gadget e prodotti originali, come le mascherine di stoffa cucite a mano. Ma sono i libri d’antiquariato a farla da padroni, pagine e pagine che raccontano l’evoluzione della cucina nel mondo, fornendo un’istantanea delle cucine del passato con abitudini e tradizioni ben definite, alcune perse altre ancora attuali. Tra gli altri libri del cuore di Sack, c’è “Senegal” di Pierre Thiam, “il fotografo ti fa sentire come se stessi realmente camminando per il mercato”, mentre i dettagli delle preparazioni “ti fanno capire perché il Senegal è così unico”. E poi “Ghana Kitchen” di Zoe e “Hibiscus” di Lope Ariyo, per uno sguardo alla cucina africana, e in generale tutti i volumi che parlano di una specifica tradizione perché, come ha dichiarato al sito Saveur, “stiamo andando verso una specializzazione sempre più mirata. Oggi sono le cucine regionali ad attrarre maggiormente e gli editori devono rispondere a questa domanda”. Tra i più venduti in assoluto, però, ce n’è uno di cucina indiana vegetariana, “Made in India” di Meera Sodha.

omnivorebooks.myshopify.com/  

a cura di Michela Becchi