Biscotti, focacce, olio buono e salumi: ecco le specialità da non perdere nella zona delle Colline Pontine.
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Ulivi e vigne, caseifici e forni: nella zona dell’Agro Pontino – quella che ruota attorno alla provincia di Latina – sono tanti i prodotti gastronomici da scoprire. Frutti di un territorio florido e generoso, di tradizioni contadine e ricette tramandate da generazioni di pescatori. La bella Riviera di Ulisse, che va da San Felice Circeo, abbraccia il Golfo di Terracina e quello di Gaeta, fino ad arrivare a Marina di Minturno al confine con la Campania, custodisce ricette marinare antiche dal sapore unico, ma anche l’entroterra qui sa riservare non poche sorprese agli avventori in cerca in un pasto sostanzioso e saporito. Ecco quali sono i prodotti tipici da provare.

Prodotti tipici dell’Agro Pontino

Carciofo di Sezze

È un carciofo dalla forma sferica e compatta che cresce nel territorio circondato dai Monti Lepini, che riparano il territorio dai venti freddi creando un microclima favorevole alla crescita della pianta. Si possono preparare in vari modi, alla maniera tradizionale laziale – alla romana o alla giudia – oppure in tegame o al forno. Appuntamento immancabile per gli amanti del prodotto, la sagra del carciofo che si tiene annualmente a Sezze nel mese di aprile.

Ciambelline al vino

Sono i tipici dolcetti rustici del Centro Italia, presenti in tutto il Lazio e preparati con pochi e semplici ingredienti: farina, vino, olio d’oliva e zucchero. A seconda della zona, si aggiungono poi altri elementi, dai semi di anice alle nocciole tritate. Prima di essere infornate, le ciambelline vanno passate nello zucchero semolato, così da formare la classica crosticina durante la cottura.

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Falia

Oltre alla celebre tiella di Gaeta, durante una gita in zona è d’obbligo un assaggio della falia di Priverno. Una ricetta tramandata nei secoli dai fornai del luogo, a base di farina, acqua, lievito e olio extravergine di oliva, mix di ingredienti che dà vita a una focaccia dalla forma allungata che solitamente presenta delle piccole incisioni in superficie. Inserita nell’elenco ufficiale dei prodotti tipici del Lazio Dop e Igp, viene comunemente accompagnata da mortadella e mozzarella di bufala di Pontinia, oppure con verdure locali, in particolare con i broccoletti della valle di Amaseno. A questo goloso abbinamento viene poi dedicata una sagra di paese ogni inverno, in genere a febbraio, nel pieno della stagione dei broccoletti.

Mozzarella di bufala

L’origine del nome, ormai, è risaputa: deriva da “mozzare”, termine che indica un’antica operazione ancora oggi praticata nei caseifici e che consiste nel formare con le mani il pezzo di cagliata filata, staccando le singole mozzarelle con l’aiuto di indice e pollice. Quella di bufala è fatta con latte intero fresco di bufala e, pur essendo il simbolo della Campania per antonomasia, viene prodotta in maniera tradizionale (e buonissima) anche a Pontinia e dintorni.

Olio extravergine di oliva

Nella zona delle Colline Pontine è l’itrana la regina indiscussa della produzione locale, dai sentori tipici di pomodoro, mela verde ed erbe aromatiche. Dà generalmente origine a oli medio-intensi in cui, anche al palato, si ritrova la nota di pomodoro con la sua foglia.

Oliva di Gaeta

Si chiama oliva di Gaeta quando è usata come oliva da mensa, ma prende il nome di itrana nel caso in cui venga impiegata per la produzione di extravergine. Stiamo parlando di un’oliva leggermente affusolata e molto aromatica, perfetta da gustare in purezza oppure all’interno di preparazioni salate, tiella in primis.

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Paste di mandorla di Sezze

Sezze, in provincia di Latina, è un borgo medioevale caratteristico tutto da scoprire, custode di tradizioni culinarie antiche e golose. A tavola, è famoso per i carciofi, le crostatine di visciole ma anche le paste di mandorle: si tratta di dolcetti fatti con mandorle, zucchero e albumi di uovo, spesso preparati con un’ostia alla base.

Prosciutto cotto al vino Cori

Nel bel borgo sui Monti Lepini è il prosciutto al vino la specialità più golosa a cui è impossibile resistere. Senza additivi e salato a secco con sale marino, è un prosciutto tipico della tradizione contadina, di pezzatura variabile, con osso e stagionato per almeno 16 mesi. Dopo questo periodo, la coscia viene avvolta nel fieno con salvia e rosmarino e immersa nel vino bianco (generalmente il Bellone), prima di essere cotto al forno per circa 6 ore.

Prosciutto di Bassiano

Grazie alle continue correnti d’aria generate dai venti freddi dei Monti Lepini che si scontrano con il clima umido dell’agro pontino, il comune di Bassiano è perfetto per stagionare naturalmente i salumi. Il più famoso è il prosciutto, preparato con la coscia del maiale aromatizzata con aglio, pepe, vino bianco e poi sottoposta a una doppia salatura. Dopo sei mesi, la carne viene lavata, spalmata di sugna e fatta stagionare per due volte, prima di essere affumicata con legna di faggio. Si passa poi a un’ulteriore stagionatura di circa 12 mesi. Il gusto è sapido e intenso, piacevolmente persistente.

Tiella di Gaeta

Non esiste gita al mare in direzione Terracina, Sperlonga, Sabaudia senza prima una tappa a Gaeta per gustare la tipica tiella. Un guscio di pasta piuttosto sottile farcito in diversi modi: polpo e olive, con la scarola oppure spinaci, o ancora baccalà, alici, sarde. Nasce in origine come ricetta dei contadini e dei pescatori, che durante le giornate di lavoro avevano bisogno di un pasto nutriente e sostanzioso, in grado di conservarsi per diversi giorni.