Ormai è appurato: il concetto di rifiuti in cucina è da ripensare. Tanti i modi per riutilizzarli, fra cui quello del regrowing, che rimette in vita gli ultimi pezzi di cipolla e sedano. Ecco come funziona.
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Ricreare un orto in casa è possibile: basta utilizzare gli scarti. Come insegna il libro “L’orto in casa dagli scarti dei vegetali”, manuale di cucina a impatto (quasi) zero scritto da Melissa Raupach e Felix Lill, fondatori di una rivista online di giardinaggio che hanno deciso di creare un vademecum per gli aspiranti coltivatori domestici, con consigli e dritte per coltivare le verdure in casa.

Cos’è il regrowing, la ricrescita degli scarti dei vegetali

A partire da tutte le parti inutilizzate degli ortaggi che, ripiantate, danno vita a una riproduzione vegetativa, ovvero senza semi. Regrowing è il termine tecnico, ovvero “ricrescita”. Un nome che la dice lunga sull’utilità di questo metodo ma soprattutto sul suo valore a livello ambientale: rimettendo in vita gli scarti non solo si generano molti meno rifiuti, ma si possono avere nuove verdure biologiche, fatte in casa, a centimetro e costo zero.

Il libro sul regrowing

A curare l’edizione italiana del libro, infatti, è stata Stella Bellomo, esperta di comunicazione e illustratrice di libri per bambini con la passione per la fotografia, che da diversi anni ha deciso di impegnarsi nella riduzione del proprio impatto ambientale, realizzando e condividendo ricette ecologiche (ed economiche) sul suo blog, e proponendo uno stile di vita sostenibile, improntato al riciclo e il recupero degli ingredienti. Ma torniamo al regrowing: si tratta di una tecnica che non può essere impiegata per tutti i vegetali e che, naturalmente, necessita di alcune accortezze. Fondamentale, per esempio, è il sole, come specifica la Raupach nel libro, e la temperatura non deve essere mai troppo bassa. Il classico davanzale della finestra è perfetto.

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Regrowing. Come funziona e quali ortaggi utilizzare

Ma come si può rimettere in vita uno scarto? Si taglia la parte finale della pianta a circa 3 centimetri dalle radici, la si mette in un contenitore pieno d’acqua assicurandosi che le radici siano ben bagnate e poi i lascia il tutto al sole per circa una settimana, cambiando l’acqua ogni giorno. Infine, l’ortaggio deve essere messo in un vaso con del terriccio e innaffiato regolarmente. Consiglio degli autori: meglio cominciare con un prodotto semplice come il cipollotto, i cui risultati si possono osservare già dopo pochi giorni. Si può provare anche con i porri, il basilico (utilizzando i gambi), il sedano o la lattuga.

I vantaggi del regrowing

Certo, il regrowing non basta per fare un vero orto in casa e non è forse il modo più semplice per sfamare la famiglia, ma resta un valido sistema per evitare rifiuti e recuperare gli scarti, avendo così sempre tutto il necessario per un buon soffritto. Oltre a essere un’attività divertente da fare con i più piccoli, per tenerli occupati ma anche per permettere loro di osservare le fasi di crescita di una pianta, imparando a prendersene cura, aspettare e, finalmente, godere dei frutti della terra. Il tutto riciclando.

L’orto in casa dagli scarti vegetali, Melissa Raupach Felix Lill – ed. Sonda – Euro 15,20

a cura di Michela Becchi

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