Bledar Kola è uno degli chef migliori di tutta l'Albania, numero uno a Tirana col suo Mullixhiu, città che ora può vantare anche un chiosco di street food d'autore. La storia di Sita.
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È attualmente l’offerta gastronomica migliore della capitale albanese, quella del ristorante Mullixhiu dello chef Bledar Kola, sempre più al centro della ristorazione del Paese, che continua ad affermarsi come nuova meta turistica e che, da qualche tempo, sta assistendo a una rinascita straordinaria (vi avevamo parlato tempo fa dei migliori chef della nazione). Dopo aver conquistato concittadini e turisti da tutto il mondo con la sua cucina mai banale, lo chef ora si cimenta con lo street food albanese.

Street food albanese: Sita

E lo fa ancora una volta nella sua Tirana, con Sita, un chiosco nascosto dietro Piazza Scanderberg, nel cuore della città, che propone le migliori specialità della tradizione balcanica, rivisitate in chiave street food, ma con un tocco d’autore che le rende uniche.

Gli ingredienti

I prodotti, proprio come quelli del ristorante, sono tutti locali, biologici e stagionali, freschi e provenienti da piccoli produttori di nicchia, per valorizzare il grande potenziale delle materie prime del territorio. I sapori sono quelli tipici della cucina balcanica, autentici e sinceri, ma lo stile è quello inconfondibile dello chef, essenziale e moderno, che ha già cominciato a far parlare di sé consumatori e critici gastronomici da tutto il mondo.

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Le proposte e il chilometro zero

Panini, insalate miste, pasta fredda, piatti preparati al momento, semplici e veloci, tutti fatti in casa e con ingredienti del territorio. Mai come in questo caso, infatti, si può parlare di chilometro zero: la farina è molita direttamente in uno spazio apposito al Mullixhiu, e tutti gli altri prodotti provengono da realtà di nicchia nelle zone limitrofe.

Il menu

Il luogo ideale per provare la fërgesë, peperoni fritti con ricotta e pomodoro, oppure le qofte, le tipiche polpette fritte albanesi, qui in versione vegetariana a base di zucchine. O ancora la petka, la pasta tradizionale abbinata a sughi che cambiano di continuo, seguendo il ritmo delle stagioni.

Il chiosco plastic free

Un chiosco di street food da non perdere anche per i consumatori ambientalisti: tante le battaglie contro la plastica monouso portate avanti di recente da chef, ristoratori, baristi e barman, e Kola non fa eccezione. “Cannucce di plastica, tazze, coperchi, posate usa e getta: non avevo mai considerato quanto potessero essere dannosi questi elementi, prima di Sita”, ha dichiarato lo chef a The Balkanista. E continua: “Ora, sono diventato irremovibile: niente più plastica monouso”.

I materiali sostenibili

Una decisione presa con fermezza e decisione, un messaggio stampato a chiare lettere anche sulla maglietta con la scritta “PlastIK”, gioco di parole fra i termini albanesi “plastik” e “ik”, che significa fuori. Via libera, quindi, a bicchieri, cannucce di carta e posate in legno, una scelta che ha fatto perdere a Kola circa il 30% delle vendite, a causa della sensazione fastidiosa che i prodotti ecologici – specialmente il legno – davano ai clienti. Ma ciò che conta, per lui, è “vivere in maniera responsabile e sostenibile: più importante che accontentare tutti”.

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Progetti futuri

Insomma, un truck innovativo per la città, che speriamo possa essere da esempio anche per altri cuochi e imprenditori. Ma lo chef non si ferma e ha già in programma nuovi progetti: fra i prossimi obiettivi, la chiusura di un libro di cucina albanese, che sarà prima pubblicato in lingua tedesca e poi tradotto in inglese.

a cura di Michela Becchi