148 chef in tutto il mondo si scambiano 2200 ricette per creare 24 ore di evento gastronomico unico che riunisce i ristoranti di ogni latitudine. The Grand Gelinaz! Shuffle Stay in tour.
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Ben più kamikaze della prima versione di Gelinaz! Shuffle” preannuncia Andrea Petrini. E fa riferimento a quell’evento mondiale avvenuto per la prima volta nel 2015 e replicato nel 2016 quando 37 tra gli chef più audaci del pianeta si sono sono scambiati casa, cucina, prodotti, brigata, viaggiando da una parte all’altra del mondo e da un emisfero all’altro per prendere uno il posto dell’altro. Anzi: per vivere ognuno, per qualche giorno, la vita dell’altro. 

Nell’edizione 2019 di Gelinaz! – progettata insieme a Mat Gallet e Patricia Meunier – il viaggio continua, e va ancora più a fondo a scombinare le carte in tavola. Nell’epoca di internet, dello streaming e dello scambio veloce non è più necessario prendere un aereo per andare lontano, per decostruire-ricostruire quelle idee messe in circolo e abbattere quelle barriere che si vorrebbero tirar su impunemente. Come novelli Jules Verne, oggi il movimento apparentemente immobile è quello che porta fuori dalla confort zone, rimanendo ben piantati nel recinto delle proprie case. È l’era della domosofia e Petrini la traduce in un nuovo evento mondiale: The Grand Gelinaz! Shuffle Stay in tour.

La fine dello star system?

Siamo alla fine di un’epoca, predice Andrea Petrini: “negli ultimi 15 anni gli chef hanno passato più tempo su un aereo che in cucina”. Ora basta. Già nel 2005, ai suoi esordi, Gelinaz! – questo organismo mutante e dall’attitudine ostinatamente rock – rifletteva sulla fine del copyright e sul Creative Commons. Contribuendo alla creazione di uno star system che, nello stesso tempo, ha scardinato dall’interno. Oggi va oltre. E aggiunge un nuovo tassello a questa riflessione che fa suoi e inverte i canoni del falso movimento.

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Con questo obiettivo Gelinaz! sposta pensieri, idee, suggestioni, strattonando i cuochi fuori dall’iconografia egotica di creatori assoluti e mettendoli a servizio delle idee gastronomiche di qualcun altro. Non necessariamente della stessa notorietà e dello stesso posizionamento nei ranking internazionali. Come un Walter Benjamin che riflette sull’opera d’arte nella sua riproducibilità tecnica, Gelinaz! spinge i cuochi a fare i conti con la replicabilità delle loro creazioni. “Basta, basta, basta con questo meccanismo infernale. Basta con il protagonismo degli chef e con i congressi che scimmiottano le stesse formule ormai vuote. I cuochi e lo stesso pubblico sono tutti saturi”.

La formula di The Grand Gelinaz! Shuffle Stay in tour

Dovevano essere 100, sono arrivati a oltre 150, poi si sono fermati a 148. 148 chef di tutto il mondo invitati a formulare ognuno 8 ricette inedite che poi verranno sorteggiate e spedite agli altri chef, che ovviamente non sapranno chi le ha ideate. Loro le serviranno il 3 dicembre, in una serata che comincerà in Nuova Zelanda (al mattino al nostro fuso orario) e continuerà ininterrottamente fino alla mattina successiva, quando la West Coast americana avrà il suo Gelinaz!

Ecco come si mette in discussione protagonismo, autorialità, copyright. Ecco come si sdrammatizza la corsa a copiare o la corsa a scoprire chi ti copia. Ricette mescolate d’autore mescolate, a casaccio. Realizzate da tutt’altri rispetto a coloro che le hanno pensate. In tutt’altro luogo del mondo.

The Grand Gelinaz! Shuffle Stay in tour. Gli chef

Come sono stati scelti gli chef? “Volevamo gente disposta ad assumersi dei gran bei rischi. Volevamo ristoranti di tipo diverso, bistrot, fine dining, wine bar di tutto il mondo. Volevamo una importante presenza femminile, forti della bella esperienza del 2017 in Austria, quando abbiamo voluto vedere che succedeva a invertire le proporzioni abituali tra uomini e donne, e volevamo tanta Asia”. Un panorama il più possibile vario: per geografia alimentare, tradizioni, tecniche, materie prime, perfino nel mondo in cui sono state elaborate e inviate le ricette: “qualcuno è stato precisissimo, mandando ricette così dettagliate che parevano pronte per essere mandate in stampa, qualcuno ha fotografato foglietti di carta con su scarabocchiato qualcosa, alcuni hanno inviato tutto con WhatsApp, altri hanno mandato una specie di haiku, altri li stiamo ancora aspettando”. Un mosaico di personalità a servizio di un evento che mira a privare l’autore della sua autorialità e a crearne una nuova.

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The Grand Gelinaz! Shuffle Stay in tour. Le ricette

Queste 8 ricette moltiplicate 148 chef (praticamente un menu per ognuno per un totale di 2200 ricette) nei primi giorni di novembre verranno sorteggiate e spedite (senza rivelare l’autore) al ristorante che le avrà avute in sorte. Ogni chef avrà un mese di tempo per farle proprie, adattandole al proprio mood, ai prodotti e agli strumenti a disposizione. E cercando anche il mondo di integrarle allo stile del ristorante e al suo pubblico, una specie di evoluzione sociologica. Cercando di creare un evento multidisciplinare in cui intervengono anche altre espressioni artistiche: musica, arti figurative, performance o altro.

Nella serata del 3 dicembre nessun ristorante dovrà cambiare i prezzi rispetto al consueto, ma rimanere coerente in ogni aspetto della propria proposta abituale. Non è un dettaglio secondario: ipotizziamo che una ricetta di Alain Ducasse con 10-15 grammi di caviale finisca a un bistrot in Sudamerica da 60 euro a pasto: come potrà adattare il piatto per farlo rientrare nel proprio food cost? Con una tapioca cotta in un brodo di pesce? Con un fondo di alghe e lenticchie stracotte? O sostituendo le uova di pesce con uova di altro animale? O come trasportare in Islanda un piatto di Alex Atala con formiche e ortaggi amazzonici? O ancora come ripensare un degustazione very very strong perché mantenga il suo appeal in un Tre Stelle francese? Per non parlare delle fermentazioni che richiedono un tempo assai più lungo di quello a disposizione. Il traduttore della ricetta riuscirà a non esserne il traditore? “La cosa linguisticamente più eccitante è vedere cosa, queste sinergie, riescono a produrre, quante cose inaspettate e fino a dove i contrari possono dialogare e creare cose indimenticabili”. In questo percorso alla ricerca del sesto elemento bisogna prestare attenzione al sito www.gelinaz.com e prenotare il proprio posto per l’evento gastronomico a reti unificate su https://www.tickettailor.com/events/gelinaz/.

 

a cura di Antonella De Santis