Toscana

A Suvereto sono iniziati gli espropri dei terreni per le energie rinnovabili. L'allarme delle cantine della zona

Il ministero dell'Ambiente sta procedendo con il progetto che prevede un impianto di batterie e accumulatori da 100 megawatt. Il Consorzio della Docg Suvereto e Val di Cornia: "A rischio paesaggio ed economia"

  • 07 Luglio, 2026
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A Suvereto, gli espropri dei terreni sono già in corso. Il ministero dell’Ambiente sta procedendo con l’iter di autorizzazione per l’installazione di un impianto di batterie e accumulatori di energie rinnovabili (sole e vento): un Bess (battery energy storage system) da circa 100 megawatt, chiamato proprio “Suvereto”, per un investimento da 95 milioni di euro complessivi. I cittadini sono in allerta per quella che considerano una occupazione del territorio.

Attualmente, come ha spiegato la sindaca di Suvereto, Jessica Pasquini, nell’area del comune della provincia di Livorno sono stati presentati, a vario titolo, progetti energetici per una potenza totale di 200 megawatt, che andrebbero a occupare circa 150 ettari di terreni agricoli. Troppi, secondo chi si oppone. Ma si tratta del prezzo della transizione energetica, obiettivo dichiarato del Governo in base alle indicazioni e agli obiettivi dell’Unione europea, che in Toscana in questi anni ha già messo in subbuglio altri territori.

L’allarme del settore vitivinicolo

Anche il settore vino è in allarme. Il Consorzio di tutela vini Suvereto e Val di Cornia (che riunisce 19 aziende) ha denunciato l’impatto cumulativo di impianti, come il Bess, e dei campi agrivoltaici: «Il sistema è così articolato e diffuso – fa sapere l’ente presieduto da Daniele Petricci – da avere profonde ricadute sul paesaggio, sulla destinazione agricola dei luoghi e sulla tenuta dell’identità territoriale». Da parte dei produttori vitivinicoli non c’è la negazione a priori della sostenibilità ma la richiesta, avanzata alla Regione Toscana, che si individuino le aree realmente idonee all’installazione di impianti energetici.

foto Consorzio Suvereto e Val di Cornia

In gioco paesaggio ed economia

I viticoltori guardano con preoccupazione sia i siti di produzione, che sottrarrebbero decine di ettari fertili (oltre 800 quelli a Dop) a favore di pannelli agrivoltaici e pale eoliche, ma anche l’infrastruttura che dovrebbe trovare spazio in tutta la Val di Cornia. Si tratta, come ricorda il Consorzio, di sistemi di accumulo, cavidotti, servitù, stazioni e opere di connessione: «Comporrebbero un mosaico che, in termini cumulativi, trasformerebbe il paesaggio e l’economia dei luoghi. Un percorso che rischierebbe di procedere anche attraverso procedure espropriative e che interesserebbe indistintamente tutta l’area».

Daniele Petricci, presidente del Consorzio Suvereto e Val di Cornia

Danno di immagine

La preoccupazione maggiore è quella paesaggistica ed enoturistica: «Impossibile parlare di agricoltura identitaria e di qualità o rispondere alla voglia di bellezza insita nel turismo riferendoci a un territorio segnato da impianti eolici di grande altezza e da vaste superfici coperte da pannelli», ha sottolineato il presidente Petricci. «Noi non vendiamo solamente un vino, ma un territorio e la sua immagine. E lo stesso fanno le centinaia di operatori turistici della Val di Cornia. Quello paventato – conclude Petricci – è uno scempio paesaggistico, insanabile, che metterebbe a rischio il comparto economico su cui poggia la nostra regione».

La mobilitazione dei cittadini e comitati

Intanto, il Comune di Suvereto ha proposto la creazione di un Ufficio intercomunale per le valutazioni ambientali e territoriali dei progetti energetici. La sindaca Pasquini ha inviato lunedì 6 luglio ai Comuni della provincia di Livorno la richiesta di manifestazione di interesse per la creazione dell’ufficio. La struttura consentirebbe ai Comuni di condividere professionalità nei settori dell’urbanistica, paesaggio, geologia, idraulica, agronomia, ecologia, energia, mobilità e analisi socioeconomica: «Fare rete tra amministrazioni – ha sottolineato Pasquini – significa rafforzare la capacità di governo del territorio e costruire risposte condivise a sfide sempre più complesse».

L’obiettivo è lo stesso dichiarato dal Consorzio vitivinicolo: governare la transizione energetica evitando possibili speculazioni. Venerdì 3 luglio si sono mossi in corteo anche i cittadini, riuniti nel Comitato terre di Val di Cornia, che ha chiesto un incontro alla società Terna (società che gestisce la rete elettrica nazionale), per porre un freno all’eccesso di progetti che insistono nell’area.

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