RICETTE

Krapfen

In sintesi

Chef: Viviana Lapertosa
Difficoltà: Facile
Totale: 80 minPreparazione: 40 minCottura: 40 min
Portata: Dolci

Ingredienti

per 6 persone

500 g di farina; 250 g di latte; 4 tuorli; 50 g di strutto; 50 g di zucchero; 25 g di lievito di birra; 1 limone; confettura di albicocche; strutto per friggere, zucchero a velo per completare

Il consiglio

Nato in Austria, nella cittadina di Graz, ma diffuso anche in Baviera e nella Germania del Nord (dove è chiamato Berliner Pfannkuchen) e nelle nostre regioni altoatesine, il krapfen è uno dei dolci fritti più amati e conosciuti. Ma come si sa spesso è proprio la fama a portare innumerevoli variazioni e a generare confusione sulla ricetta originale. Dunque per riconoscere un vero krapfen degno del suo antenato bisognerebbe, a detta degli austriaci, prestare attenzione a quattro elementi: innanzitutto la presenza di strutto nell'impasto, poi la frittura nello stesso grasso, ancora lo spolvero finale con zucchero rigorosamente a velo (e non semolato) e, infine, il ripieno che non può essere altro che confettura di albicocche e non va assolutamente "siringata" dopo la frittura, ma inserita all'interno prima della lievitazione, solo così regalerà l'aroma e l'auspicabile freschezza a tutto il krapfen. Avendo ben impresse queste regole, non possiamo dunque più permetterci di chiamare una frittella qualunque krapfen, specie se non è alta almeno 5 cm, se non è servita calda o tiepida o se contiene malauguratamente crema, cioccolato, panna o quant'altro aggiunto a posteriori. Rigore austriaco anche per quanto riguarda gli ingredienti dell'impasto, solo farina, lievito, latte, uova, zucchero e limone. E naturalmente lo strutto, che dona particolare fragranza e profumo.

Preparazione

Sciogliere il lievito nel latte tiepido aromatizzato con la scorza di limone e impastare con tutti gli altri ingredienti in un mixer fino ad ottenere una palla liscia ed elastica. Coprire e lasciar lievitare per circa 2 ore. Tirare una sfoglia dello spessore di 1 cm e formare dei dischi di 5 cm di diametro. Sistemare al centro della metà dei dischi un cucchiaino di confettura di albicocche, inumidire i bordi con acqua o latte e sovrapporre gli altri dischi facendoli aderire bene. Lasciar lievitare ancora finché i dischi farciti avranno raddoppiato il volume. Portare l’olio a temperatura (170°C) e friggerli in abbondante olio. Scolare i krapfen quando saranno gonfi e dorati, scolarli e asciugarli su carta da fritti. Lasciarli intiepidire e spolverarli di zucchero a velo lasciato cadere a pioggia da un setaccino.

Viviana Lapertosa – lacuocadellaportaaccanto.it – IG: @cuocaaccanto
Foto di Luca Bartolomei

Il consiglio

Nato in Austria, nella cittadina di Graz, ma diffuso anche in Baviera e nella Germania del Nord (dove è chiamato Berliner Pfannkuchen) e nelle nostre regioni altoatesine, il krapfen è uno dei dolci fritti più amati e conosciuti. Ma come si sa spesso è proprio la fama a portare innumerevoli variazioni e a generare confusione sulla ricetta originale. Dunque per riconoscere un vero krapfen degno del suo antenato bisognerebbe, a detta degli austriaci, prestare attenzione a quattro elementi: innanzitutto la presenza di strutto nell'impasto, poi la frittura nello stesso grasso, ancora lo spolvero finale con zucchero rigorosamente a velo (e non semolato) e, infine, il ripieno che non può essere altro che confettura di albicocche e non va assolutamente "siringata" dopo la frittura, ma inserita all'interno prima della lievitazione, solo così regalerà l'aroma e l'auspicabile freschezza a tutto il krapfen. Avendo ben impresse queste regole, non possiamo dunque più permetterci di chiamare una frittella qualunque krapfen, specie se non è alta almeno 5 cm, se non è servita calda o tiepida o se contiene malauguratamente crema, cioccolato, panna o quant'altro aggiunto a posteriori. Rigore austriaco anche per quanto riguarda gli ingredienti dell'impasto, solo farina, lievito, latte, uova, zucchero e limone. E naturalmente lo strutto, che dona particolare fragranza e profumo.
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