RICETTE

Pignolata

In sintesi

Chef: Giorgione
Difficoltà: Media
Portata: Dolci
Ricetta di: Dolci fritti
Piatto regionale: Umbria

Ingredienti

200 g di farina di tipo 0, 200 g di semola rimacinata, 2 uova, 1 tuorlo, 1 cucchiaio di strutto, vino da uve Grillo. Per la glassa: miele, zucchero di canna, vino da uve Grillo, 1 arancia. olio extravergine d'oliva per friggere.

Preparazione

Non è la ricetta canonica della pignolata siciliana, ma come al solito interpretiamo liberamente e personalizziamo un po’. Partiamo dall’impasto, molto morbido ed elastico, che si prepara mescolando le due diverse varietà di farina con le uova, il tuorlo, un pochino di strutto e una spruzzata di vino (nel nostro caso il Grillo, un’uva siciliana a bacca bianca molto produttiva che un tempo veniva impiegata principalmente nella produzione del Marsala); lo lavoriamo finché otteniamo una palla morbida e compatta. Dividiamo il nostro bel panetto, ne prendiamo un pezzetto per volta e lo strofiniamo con i palmi delle mani sul piano da lavoro per farne dei cordoncini dello spessore di un dito che tagliamo a tocchetti come se stessimo preparando degli gnocchetti. In un tegame o in una padella portiamo dell’olio extravergine di oliva a temperatura e friggiamo i nostri pezzettini di impasto fino a quando non assumono un colore bello dorato. Li scoliamo, li facciamo asciugare su un po’ di carta assorbente e nel frattempo, in un’altra padella, versiamo una dose generosa di Grillo e ci aggiungiamo dello zucchero di canna, un po’ di buccia d’arancia tagliata a pezzetti e un po’ di scorzette. Accendiamo il fuoco e lasciamo andare per fare una specie di riduzione. In un’altra padella ancora versiamo un cucchiaio di miele, un goccino di zucchero e un nonnulla di Grillo, facciamo sciogliere leggermente a fiamma bassa e nel frattempo sistemiamo la pignolata su un piatto da portata. La irroriamo dapprima con il miele e lo zucchero sciolti, poi con la riduzione di Grillo, zucchero e scorzette d’arancia ed è giunta l’ora di fare un test. “È proprio buona. Anzi no, è buonissima! Nella sua semplicità è croccantina, deliziosa e questi aromi si sentono tutti. Viva la Sicilia e buon appetito!”.

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