RICETTE

Struffoli, cicerchiata e purcidduzzi

In sintesi

Chef: Viviana Lapertosa
Difficoltà: Media
Totale: 60 minPreparazione: 30 minCottura: 30 min
Portata: Dolci

Ingredienti

per 6 persone

500 g di farina; 1 cucchiaio di zucchero; il succo di un'arancia; 1 bicchiere di anice o grappa; 1 pizzico di ammoniaca per dolci; sale; olio di arachidi per friggere; 300 g di miele; 100 g di zucchero semolato; confettini colorati

Il consiglio

Tre nomi così diversi per indicare lo stesso dolce. È la straordinaria inventiva della tradizione popolare regionale ad aver dato vita a queste piccole palline di pasta fritta, spesso avanzata dalla preparazione di altri dolci, e poi addolcita con miele, frutta secca e confettini colorati. Gli struffoli sono immancabili sulle tavole del Natale napoletano, disposti a mucchio in un piatto da portata, vengono completati da miele caldo, cedro candito e "cocozzata" a pezzettini e una pioggia di "diavolilli". La cicerchiata, dalla caratteristica forma a corona, è tipica dell'Umbria, delle Marche e dell'Abruzzo; il nome deriva da cicerchia perché le palline di pasta ricordano il legume molto utilizzato in quelle zone. I purcidduzzi infine (ma anche purceddhruzzi, pizzi, cunfitti o cicirieddi) sono tipici del Salento e della Basilicata. Qui il nome di fantasia si riferisce alla forma di piccoli porcellini che sembra assumere la pasta. In realtà si tratta di gnocchetti passati sul rovescio di una grattugia, guarniti, dopo la frittura, con miele, confettini, pinoli o mandorle, anisini o cannella. In tutti i casi l'impasto è davvero povero visto che non prevede neppure le uova ma poco olio e succo di arancia o mandarino per ammorbidire l'impasto.

Preparazione

Impastare la farina con il succo d’arancia o mandarino, l’anice, l’olio, lo zucchero, l’ammoniaca e un pizzico di sale. Se l’impasto fosse troppo duro aggiungere un po’ d’acqua o altro succo d’arancia fino ad ottenere una palla morbida ed elastica. Lasciar riposare l’impasto per una mezz’oretta quindi, lavorando su un piano infarinato, formare dei rotolini di 1,5 cm di diametro. Tagliare dei tocchetti di 1 cm e, a piacere, passarli sul rovescio di una grattugia per dare la caratteristica forma di gnocchetti. Portare abbondante olio a temperatura di frittura (170°C) e immergervi piccole quantità alla volta di tocchetti. Scolare quando saranno ben colorati e asciugare su carta da fritti. Sciogliere il miele con lo zucchero e versarlo a filo sui tocchetti disposti in un piatto. Completare con i confettini e la frutta secca.

Viviana Lapertosa – lacuocadellaportaaccanto.it – IG: @cuocaaccanto
Foto di Luca Bartolomei

Il consiglio

Tre nomi così diversi per indicare lo stesso dolce. È la straordinaria inventiva della tradizione popolare regionale ad aver dato vita a queste piccole palline di pasta fritta, spesso avanzata dalla preparazione di altri dolci, e poi addolcita con miele, frutta secca e confettini colorati. Gli struffoli sono immancabili sulle tavole del Natale napoletano, disposti a mucchio in un piatto da portata, vengono completati da miele caldo, cedro candito e "cocozzata" a pezzettini e una pioggia di "diavolilli". La cicerchiata, dalla caratteristica forma a corona, è tipica dell'Umbria, delle Marche e dell'Abruzzo; il nome deriva da cicerchia perché le palline di pasta ricordano il legume molto utilizzato in quelle zone. I purcidduzzi infine (ma anche purceddhruzzi, pizzi, cunfitti o cicirieddi) sono tipici del Salento e della Basilicata. Qui il nome di fantasia si riferisce alla forma di piccoli porcellini che sembra assumere la pasta. In realtà si tratta di gnocchetti passati sul rovescio di una grattugia, guarniti, dopo la frittura, con miele, confettini, pinoli o mandorle, anisini o cannella. In tutti i casi l'impasto è davvero povero visto che non prevede neppure le uova ma poco olio e succo di arancia o mandarino per ammorbidire l'impasto.
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