
Dimenticate le uova che rotolano alla Casa Bianca, la caccia all’uovo inglese o i gusci ripieni di coriandoli in Messico. Tra le tradizioni pasquali più antiche e poco conosciute c’è il combattimento delle uova, una sfida all’ultimo sangue a chi riesce a mantenere l’uovo integro più a lungo possibile.
Egg-knocking in Louisiana, eierütschen nella Svizzera tedesca. In Italia si chiama scoccetto, scoccino, coccetta, rompino, pizzutello e tanti altri nomi dialettali caratteristici, che significano una cosa sola: rompere. Il funzionamento è semplice: si batte il proprio uovo sodo su quello dell’avversario, cercando di spezzarne il guscio. L’uovo rotto viene capovolto e si procede a un secondo round, per poi passare agli altri concorrenti. Vince questa appassionante sfida casalinga chi alla fine riuscirà a rimanere con l’uovo intatto (almeno da un lato).
Fa sorridere, ma a Berna questa simpatica gara è divenuta anche un evento pubblico, con tanto di competizione a punti in scena ogni anno in pieno centro storico.
Prima, però, occorre decorare le uova. Il compito, naturalmente, spetta ai piccoli di casa, che si divertiranno poi a scegliere l’uovo «migliore», quello apparentemente più adatto a sconfiggere gli avversari (più o meno duro, compatto, privo di bolle d’aria: ognuno ha la sua teoria, ma si tratta perlopiù di fortuna). Importante è anche l’impugnatura, più o meno serrata: non esistono regole ferree, ma la buona educazione imporrebbe di non coprire troppo l’uovo che viene colpito con la mano, per non rendere il lavoro impossibile all’altro giocatore.
Un gioco tanto vecchio quanto popolare, che la città di Marksville rivendica a pieno titolo: sembra sia stata questa località della Louisiana a ufficializzare l’evento nel 1956. La gara qui è molto sentita, tanto che ci fu anche uno scandalo: alcuni concorrenti sostituirono le uova di gallina con quelle di faraona, perché più dure e difficili da rompere. Ogni anno, con l’avvicinarsi della Pasqua le uova migliori vengono scelte in base alla razza e al periodo di deposizione, così da avere i gusci più duri, e vengono bollite capovolte per far rimanere l’aria nella parte inferiore del guscio.
Una tradizione diffusa anche in Albania, Grecia, Romania, e tantissime zone d’Italia, dal Friuli Venezia Giulia all’Emilia Romagna, dalle Marche all’Umbria. Emblema della rinascita, le uova portano con loro uno dei simboli più preziosi della Pasqua. Nell’antichità erano usate come doni: per esempio, i persiani le consideravano segno di benvenuto alla stagione primaverile, celebrata con rituali per la fecondità. Rappresentano la nuova vita, la Resurrezione e sono anche sinonimo di protezione: mangiarle il giorno di Pasqua è d’obbligo, ma perché non divertirsi prima con questo simpatico gioco?
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