Gotto d’Oro. Una nuova anima local & pop

Per uno che è nato a Roma, o vi ha vissuto, è impossibile non esser incappato in una bottiglia Gotto d’Oro. Ma potremmo dire la stessa cosa per tanti italiani. Gotto d’Oro è una delle grandi cooperative del Lazio: si trova nel comprensorio dei Castelli Romani ed è un’istituzione se parliamo di vino popolare, nel senso più nobile del termine. La Capitale, senza dubbio, ha fatto da spugna e i vini della storica cantina sociale hanno riempito per anni le tavole romane. Ma anche molte nel resto d’Italia e all’estero.

Da alcuni anni, come è avvenuto per molte cooperative italiane, Gotto d’Oro ha intrapreso un rinnovamento generale che cerca di coniugare tre obiettivi: una crescente qualità, grazie al quale la cantina può intraprendere le sfide di un mondo enologico ormai globale, una immagine nuova che conquisti anche il pubblico più giovane, e, non ultima, la sostenibilità, che non sia solo sociale (le cooperative ben amministrate hanno contribuito molto a garantire un reddito dignitoso agli associati), ma anche economica e ambientale.

La Doc Castelli Romani Bianco

«Per quanto assurdo, il 2020 ci ha permesso di mettere in campo parecchi progetti – ci dice Aurore De Koning, export manager della cantina – Avremmo dovuto organizzare un evento per festeggiare i 75 anni della cooperativa che per ovvie ragioni non si è potuto fare. Così, abbiamo puntato a trasformare questo momento in opportunità, lavorando a una nuova linea di vini che andasse nella direzione che da tempo Gotto d’Oro ha deciso di intraprendere. L’abbiamo chiamata “Settantacinque75”, proprio in onore del compleanno della cantina che lo scorso anno ha compiuto 75 primavere. Abbiamo attribuito un colore a ogni etichetta, il formato è da 75 cl e si è puntato unicamente sulle grandi Doc del territorio e sui vitigni che da sempre i nostri conferitori coltivano e che rientrano nelle Igt. Il progetto guarda anche alla sostenibilità – prosegue De Koning – Le bottiglie sono più leggere, la carta delle etichette e i cartoni sono certifi cati FSC e abbiamo stretto un accordo con Amorim per avere tappi riciclabili al 100%».

La Doc Castelli Romani Rosso

Già in queste settimane stanno arrivando le bottiglie della nuova linea nei migliori supermercati italiani: i vini Settantacinque75 sono infatti pensati per la grande distribuzione, manterranno l’anima popolare ma avranno tanto da dire in termini di carattere e autenticità. Si punta anche sull’estero, ovviamente, a partire dal Frascati: negli anni questo grande bianco del Lazio ha perso appeal e Gotto d’Oro ha anche questo obiettivo: ridare lustro ai grandi vini dei Castelli Romani.

Settantacinque75, 12 vini da supermercato
Nel 1945, a Marino, 41 viticoltori dettero vita a Gotto d’Oro. «Negli anni sono sempre migliorati sia la qualità che le remunerazioni dei soci – spiega il Presidente, Luigi Caporicci – Oggi sono più di 200 i conferitori e l’azienda in nome di qualità e sostenibilità sta cambiando pelle, ma non anima». Ne è testimonianza la neonata linea Settantacinque75, composta da ben 12 etichette (8 Doc e 4 Igt) che rendono omaggio al territorio e al vino dei Castelli Romani con le versioni Bianco, Rosso, Rosato e Frizzante. Spazio anche per le Doc Marino Superiore e Frascati; e la Doc Roma, proposta in bianco e rosso, una doc recente su cui l’azienda punta molto. Concludono la gamma quattro Igt dedicati a tre vitigni, da sempre coltivati nel Lazio: vermentino, cesanese e merlot, proposto in versione ferma e frizzante.

Una bottiglia di Cesanese Igt

Nel nome della sostenibilità
Oltre a usare bottiglie più leggere, carta certifi cata e tappi riciclabili, Gotto d’Oro è protagonista di un progetto etico legato al riciclo di tutti i tappi di sughero: l’azienda è punto di raccolta, nel comprensorio dei Castelli Romani, per chiunque voglia portare tappi di sughero usati. Questi vengono ritirati da una onlus cui Amorim Italia darà 700 euro per ogni tonnellata di tappi raccolta. «Oltre a ciò, abbiamo già attivato scelte importanti per i consumi energetici e idrici, sull’impegno di materie prime e materiali e sul trattamento dei rifi uti. La nostra energia viene dalla rete nazionale e da un impiantofotovoltaico di proprietà. Abbiamo ottimizzato i consumi sostituendo tutte le lampade alogene con led, e perseguiamo l’obiettivo di aumentare i Kw prodotti con un nuovo impianto fotovoltaico – racconta Ilaria Palumbo, Direttore Qualità della Cooperativa – L’acqua che utilizziamo nel processo produttivo viene al 90% dai nostri pozzi e subisce un trattamento di osmosi: viene quindi depurata in modo tale da poterla riutilizzare per irrigare».

Gotto d’Oro – Marino (RM) – via del Divino Amore, 347 0693022226 – gottodoro.com